Brescia ai nastri di ripartenza Dionigi vuole andare di corsa

Tutta la carica di Dimitri Bisoli: il capitano ha rinnovato il contratto fino al 2024.Il suo cuore è fra le armi del Brescia in cerca di rilancio dopo 3 sconfitte in  4 gare
Tutta la carica di Dimitri Bisoli: il capitano ha rinnovato il contratto fino al 2024.Il suo cuore è fra le armi del Brescia in cerca di rilancio dopo 3 sconfitte in 4 gare

Gian Paolo Laffranchi In fondo così è anche più semplice. Fra cessioni, squalifiche, indisponibilità e convalescenze assortite, non è che Davide Dionigi abbia tutto questo imbarazzo della scelta. Anche se la concorrenza incalza e il campionato non aspetta, l’allenatore del Brescia ha bisogno di tempo e pazienza per ricostruire un giocattolo difettoso da troppo tempo. La tranquillità è ciò che serve per ritrovare continuità: parole-chiave della promozione 2018-19, assenti dal vocabolario biancazzurro nelle altre annate celliniane (salvezza all’ultima giornata in B nel ’17-18, retrocessione anticipata dalla A nel ’19-20). Questa stagione non va giudicata perché è ancora in corso e tutt’altro che compiuta: guai a fare bilanci con più di un girone da disputare, il traguardo è lontano. Ma quando si è attardati bisogna affrettarsi e per questo il Brescia dovrà accelerare. Dandosi un assetto da corsa. L’IDEA è semplice e chiara come individuare il gruppo di papabili da cui pescare l’undici anti-Monza: per ripartire lunedì sera al Rigamonti dopo 3 sconfitte in 4 partite servono giocatori di gamba. Su questi intende puntare Dionigi, al netto delle assenze di Mateju (squalificato), Bjarnason (infortunato), Cistana e Ndoj (convalescenti), Semprini (sulla via del recupero). Le scelte sono obbligate per una difesa a tre: gli unici centrali disponibili per proteggere la porta di Joronen sono Papetti, Chancellor e Mangraviti. Sulle corsie laterali, a sinistra c’è poco da inventare: Martella è l’unico mancino arruolabile, difatti sta giocando sempre e nelle ultime uscite ha pagato un calo da usura. Avrebbe bisogno di rifiatare, ma un ricambio non c’è (chissà se arriverà dal mercato). La destra era di Sabelli che però è passato all’Empoli (chissà se sarà titolare lì). Al suo posto Dionigi potrebbe reinventare qualcuno oppure lanciare dal 1’ il neo acquisto Karacic. Il suo passaggio dal numero 29 al 2 suona come un’investitura e così sarà: Brescia avrà il suo «Sabellic» a destra. Un laterale in grado, sulla carta, di coprire i famosi 70 metri di fascia avanti e indietro. Quello che serve nella squadra che ha in mente Dionigi. Una mediana che diventa tandem ha bisogno di due cose: energia e nerbo negli interpreti scelti dal 1’; un trequartista capace di cucire centrocampo e attacco, arretrando a impostare o inserendosi come terza punta in fase di possesso, interno aggiunto quando il pallone è degli avversari. Jagiello, jolly dai piedi buoni, è una soluzione incoraggiante a supporto del duo che salvo sorprese partirà titolare: il capitano Bisoli, che sta ritrovando la condizione migliore dopo il Covid, garantisce nerbo e spinta, essendo capace di pedalare come pochi; Van de Looi sarebbe un play, quindi meno indicato in questa situazione tattica rispetto a un reparto a tre, ma ha la fisicità necessaria a svolgere il doppio compito di costruzione-distruzione. È favorito rispetto a Dessena e Labojko. DAVANTI, con Fridjonsson ancora lontano dal top dopo mesi ai box per una caviglia malconcia, le punte disponibili sono Donnarumma, bomber chiamato a ritrovarsi, e Ayé, desideroso di far pace con il gol. Il francese non è certo uno specialista dell’area da rigore, ma è un atleta in forma smagliante. Dato che incide parecchio, ora come ora. Le altre frecce all’arco di Dionigi? Spalek, in lizza con Jagiello (ma all’occorrenza utilizzabile anche a destra, o da seconda punta, con passo breve ma svelto), e Ragusa, alternativa a Donnarumma dopo aver dimostrato che a tutta fascia fatica troppo in fase di copertura. L’impressione è che ci sarà bisogno di tutti. Verso il traguardo, in questa Serie B, non si può che correre insieme. Gioco di squadra corta e compatta: l’unico modo per ripartire. • © RIPRODUZIONE RISERVATA