Corsa, fantasia,
lavoro. Ecco il
Brescia di Dionigi

Davide Dionigi, 47 anni: ha prolungato il suo accordo con il Brescia fino al 30 giugno 2022 FOTOLIVE
Davide Dionigi, 47 anni: ha prolungato il suo accordo con il Brescia fino al 30 giugno 2022 FOTOLIVE

Vincenzo Corbetta In teoria, adesso che è arrivata anche l’ufficialità, al Brescia le cose cambieranno, le turbolenze saranno solo un ricordo, qualcuno sussurra solo fino alla prima sconfitta: le solite linguacce, in teoria. Perché dubitare? C’è un allenatore che ha il pieno appoggio della società, altrimenti che gli avrebbero fatto firmare a fare il prolungamento di un anno - fino al 30 giugno 2022 - del contratto in scadenza a fine stagione? La scelta del presidente significa piena sintonia di vedute tra club e tecnico, un messaggio chiaro all’ambiente: questo è l’allenatore. E se la Serie A non arriverà al termine di questa annata, sarà per la prossima. Chi aspira a quel posto, dovrà aspettare. In teoria. PER LA PRATICA non resta che vedere come si svilupperà la situazione. Il mercato, in primis. Dionigi a Cellino avrebbe chiesto come primi rinforzi due esterni e un trequartista. Il suo Brescia ideale gioca con una punta di peso e acume tattico. Torregrossa è l’identikit ideale, ma non c’è più. E Fridjonsson, l’islandese arrivato in estate, per colpa di una caviglia è rimasto in infermeria fino alla scorsa settimana e nelle gambe ha la decina di minuti (più recupero) di Pisa. In attesa di vedere se Fridjonsson è il tipo di attaccante giusto, spazio a Donnarumma, che Dionigi attende come il Messia (lo tiene in considerazione massima), e Ayè, che in mancanza di concorrenza continua ad avere possibilità che altri manco si sognano. Da qui al termine della sessione invernale della campagna acquisti-cessioni, prevista per il primo febbraio, ci si attende un preciso indirizzo nelle strategie biancazzurre. Finora il mercato ha portato partenze pesanti: dopo il già citato Torregrossa, ceduto alla Sampdoria, da ieri è ufficiale il passaggio a titolo definitivo all’Empoli di Sabelli, che su Instagram ha salutato così la sua ormai ex squadra: «Dopo tre anni e tante, tantissime soddisfazioni, arriva il momento di salutarsi». E dopo il grazie «a tutti i miei compagni, agli allenatori, ai magazzinieri, ai fisioterapisti e a tutti i tifosi che in questi giorni hanno avuto un pensiero per me e che ci sono stati vicino nei momenti più bui», Sabelli si dice «fiero e orgoglioso di avere fatto questo percorso insieme a voi persone stupende». E il finale: «Auguro a tutti voi un futuro raggiante e pieno di soddisfazioni perchè ve lo meritate». Sabelli è una perdita mica da ridere. Con il terzino in campo, il Brescia di Dionigi ha conquistato 11 punti in 5 incontri (3 vittorie, 2 pareggi); senza, 3 batoste. Il motivo? Per il gioco dell’allenatore emiliano gli esterni sono fondamentali. La cavalcata-salvezza del suo Ascoli nella scorsa stagione (14 punti in 9 partite) aveva il fulcro sulle fasce. Leonardo Sernicola, classe 1997, era il titolare indiscusso sulla mancina. Nazionale under 20, è di proprietà del Sassuolo e ora è in prestito alla Spal. A DESTRA si alternavano Simone Padoin, 5 scudetti consecutivi, 2 Coppe Italia e 3 Supecoppe con la Juventus, ritiratosi in ottobre a 36 anni, e Cristian Andreoni, 28, ora al Bari in Serie C. Dionigi è in sella e la scelta di Cellino va oltre il prolungamento in sé. Comunanza esterna (e interna) di obiettivi, mercato condiviso, un progetto a medio termine che, come sbocco, ha il ritorno in Serie A. Gli 11 punti raccolti da Dionigi in 8 partite sono il massimo per un allenatore arrivato in corsa, con un calendario senza respiro e una rosa falcidiata da Coronavirus e acciacchi vari. Basta e avanza per lavorare in serenità. In teoria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA