Donnarumma,
il bomber che
segna quando è titolare

Alfredo Donnarumma «inseguito» da Daniele Dessena dopo un gol: nel Brescia ne ha fatti 37 FOTOLIVE
Alfredo Donnarumma «inseguito» da Daniele Dessena dopo un gol: nel Brescia ne ha fatti 37 FOTOLIVE

Tra le tante cose che in questa disgraziata stagione di Serie B stanno mancando al Brescia, spiccano i gol di Alfredo Donnarumma. O meglio i «non gol». Tra gestione Delneri, Lopez-bis, interregno Gastaldello e Dionigi, con il Covid nel mezzo a compromettere il suo rendimento globale, AD9 ha infilzato le difese avversarie (Ascoli e Spal) soltanto 2 volte in 9 partite giocate. Troppo poco per il magnifico predatore d’area di rigore ammirato nella stagione 2018/19 (25 gol in 32 partite). Infinitamente al di sotto delle possibilità della punta che ha incantato Empoli (21 centri in 40 gare nel campionato 17/18) e ha impallinato mezza Serie C con il Teramo (20 reti in 35 gare) tra il 2014 e il 2015. SENZA GIRI di parole, non sono numeri da Donnarumma ed è ormai evidente che la responsabilità non sta solo nei giocatori che gli girano attorno, con un’inevitabile lacrimuccia per l’intesa Donna-Torre sacrificata sull’altare del mercato di gennaio. Il risveglio del Brescia dipende tutto dal suo ritorno al gol. Da quel feeling che un tempo pareva acquisito per diritto di nascita e ora invece sembra non appartenergli più. L’analisi dei numeri, seppur impietosa, uno spiraglio lo lascia. Ebbene, è doverosa una premessa. L’intera carriera di Donnarumma, se passata ai raggi X, dice che il centravanti di Torre Annunziata rende al meglio solo quando la titolarità gli è garantita dalle gerarchie di squadra. Nella stagione della promozione, quando Corini lo faceva giocare a oltranza, ha segnato 24 reti in 30 gare da titolare e una nelle due sole concesse da subentrato. Stesso discorso a Empoli, con 20 gol nelle 38 da titolare e uno nelle due in cui era andato in panchina. Lo scorso anno questo dato si è fatto ancora più evidente, con il suo progressivo isolamento nel momento in cui Balotelli ha avuto le sue chance. Undici gli spezzoni dopo essere andato in panca, zero le reti. Tutt’altra musica quando il posto era garantito, con 7 gol in 20 partite, una media di un centro ogni 2,8 gare. Non proprio da buttare. Proiettandola su tutta l’annata farebbe 13,5 reti, ovvero il rendimento di un onesto attaccante di categoria. ANCHE AGLI INIZI, se si eccettua il primo anno di Salerno, dove le difficoltà ad andare in gol erano distribuite in parti uguali tra partite da titolari e spezzoni, questo dato emerge anche nel resto della sua carriera. Riflette una sua caratteristica innata e forse anche una sua peculiarità fisiologica. Ovvero che Donnarumma segna se gioca in modo continuativo. Gli spezzoni non gli giovano, né nella testa né nelle gambe. E qui i nodi vengono al pettine. Ad oggi AD9 è un giocatore che deve ritrovarsi innanzitutto dal punto di vista fisico. Le sue prestazioni recenti non sono state all’altezza e la scelta di escluderlo dai titolari 4 volte su 9 ne è la diretta conseguenza. Dionigi, ex attaccante che sa bene cosa significhi un lungo periodo di astinenza da gol, è uno dei più grandi estimatori di Donnarumma e non vede l’ora di riavere il suo centravanti nella forma migliore. Tutto però dipende da Alfredo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini