Filippo Inzaghi

Filippo Inzaghi, 48 anni: è alla prima stagione da allenatore del BresciaAles Mateju, 25 anni: per il difensore due presenze piene con la Nazionale della Repubblica Ceca FOTOLIVE
Filippo Inzaghi, 48 anni: è alla prima stagione da allenatore del BresciaAles Mateju, 25 anni: per il difensore due presenze piene con la Nazionale della Repubblica Ceca FOTOLIVE
Filippo Inzaghi, 48 anni: è alla prima stagione da allenatore del BresciaAles Mateju, 25 anni: per il difensore due presenze piene con la Nazionale della Repubblica Ceca FOTOLIVE
Filippo Inzaghi, 48 anni: è alla prima stagione da allenatore del BresciaAles Mateju, 25 anni: per il difensore due presenze piene con la Nazionale della Repubblica Ceca FOTOLIVE

Filippo Inzaghi riparte senza resettare, perché nell’ultima sfida persa contro il Como (prima della sosta per le Nazionali) il suo Brescia ha fatto «comunque cose buone». Da riproporre a Perugia. «Mi aspetto una buona partita, come sempre e come anche contro il Como al di là del risultato - dice l’allenatore dei biancazzurri -. Gara ottima, per come l’ho rivista: 15 angoli, 70 per cento di possesso e 17 tiri effettuati. Affrontiamo avversari forti che hanno vinto a Cremona e meritavano di vincere contro il Benevento. Andiamo avanti sulla nostra strada, consci delle insidie ma anche della nostra forza. Siamo il Brescia, ce la giochiamo con chiunque». Una sconfitta in 7 giornate: metabolizzata? Abbiamo avuto il tempo di decomprimere. Probabilmente avremmo voluto tutti rigiocare già il giorno dopo. Quando arriva un nuovo allenatore ci vuole tempo per costruire qualcosa di importante. Siamo già oltre le aspettative: se un dirigente esperto come Braida rilascia interviste in cui non ci mette fra le 7-8 favorite, vuol dire che qui forse si vola un po’ troppo con la fantasia. Torniamo con i piedi per terra. Bravo il presidente, che in estate ha chiesto solo di salvarci. Poi ci sono stati acquisti importanti per fare di più, ma l’obiettivo è arrivare fra le prime 8. Dobbiamo essere realisti. Avremo difficoltà, perderemo ancora, ma se il gruppo rimarrà quello che è, un gruppo verro, ci divertiremo. Cerchiamo di aiutare il Brescia. Cosa intende? Mettete pressione addosso a me, non ai nostri giovani. Diamo loro una mano, facciamoli crescere. L’obiettivo del presidente Cellino non è tornare subito in A? So cosa ha detto a me: la salvezza innanzitutto. Poi proviamo a fare qualcosa di straordinario, affrontando avversari che sono corazzate. Durante la sosta ha lavorato soprattutto sulla fase difensiva? Come tutte le squadre, anche quelle grandi, lavoriamo per esaltare i nostri pregi e correggere i nostri difetti. Vogliamo prendere meno gol. Io non è che voglio fare un gol più degli avversari: vorrei non prenderne! Con il Venezia, con il Benevento ho conquistato promozioni con la miglior difesa. Non pretendo di riuscirci qui, so che il Brescia ha altre caratteristiche e nelle prime giornate ho lasciato andare anche l’istinto di questa squadra, non voglio tarpare le ali: noi cerchiamo sempre di giocare, è la nostra natura, ma dobbiamo migliorare in altri frangenti se vogliamo divertirci davvero. Sono molto felice qui, sempre più felice di allenare ragazzi per bene che danno tutto. Così otterremo il massimo. Cosa sarà, ce lo dirà il campo. Ha l’imbarazzo della scelta in tutti i reparti? Ho molti dubbi perché i miei giocatori si allenano benissimo. Ho apprezzato il gesto di Chancellor che è rientrato prima; valuterò i nazionali come tutti. Mi spiace per Ayé che si è dovuto rifermare per un problema al ginocchio, speriamo sia solo sovraccarico. Leris stava facendo la differenza, ha avuto noie muscolari. E Karacic, squalificato, è un potenziale titolare. A destra può riciclare da terzino un mediano come Bisoli? No: c’è Mateju che è di ruolo. Sono ore di attesa per lei, che sta per diventare papà. Speriamo che aspetti il mio ritorno da Perugia... Grande emozione. Non vedo l'ora.

Gian Paolo Laffranchi

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