Filippo Inzaghi

In tutti i campionati di vertice, prima o poi arriva un momento chiave. Una partita che può segnare un prima e un dopo nel percorso di una squadra. Brescia-Pisa potrebbe già essere il momento buono per una prima svolta, un piccolo punto di non ritorno. Però Pippo Inzaghi - sotto l’occhio vigile del presidente Massimo Cellino, ieri a Torbole in orario conferenza stampa - ancora non ci vuole pensare. Inzaghi, siamo già a un passo decisivo o è troppo presto? È decisamente troppo presto. Ora come ora contano le prestazioni della squadra, non la classifica. Mettiamola così: dopo un terzo di stagione si può intuire che campionato farà il Brescia… Finora possiamo dire che la squadra è competitiva: per noi è senz’altro un motivo di soddisfazione e un buon punto di partenza. Il Pisa è secondo: sorpresa o certezza? Per qualcuno potrebbe essere una sorpresa ma non è così per me. Il Pisa ha struttura, un allenatore navigato, giocatori d'esperienza e giovani di talento. Noi però siamo pronti ad affrontarlo. Giochiamo in casa, abbiamo il pubblico dalla nostra e siamo in un ottimo momento anche se sappiamo di dover fare di più rispetto alle ultime partite. Le vittorie con Pordenone e Vicenza non le sono bastate? Siamo solo al 50 per cento delle potenzialità. Tanti giocatori non si sono ancora accorti di quanto siano bravi. Il secondo tempo di Vicenza l’ha preoccupata? Se si allude all’aver sofferto, no. Conosco benissimo il campionato, non si può pensare di giocare e non soffrire mai. Esistono gli avversari che spesso hanno valore a prescindere dalla classifica. Il secondo tempo di Vicenza va collocato in un contesto, nel momento della gara e nelle insidie del campionato. Dopo il Pisa altre 2 partite a stretto giro di posta. Contento? Molto. Le 3 gare in una settimana mi permetteranno di dare spazio a chi avrebbe fin qui meritato di giocare. E sono tanti. Ci sono paralleli con il suo Benevento? Sono squadre diverse, nessun paragone. Qui ci sono tanti giovani, penso a Bertagnoli che ha fatto molto bene a Vicenza o a Olzer che presto vedrete. Là avevamo giocatori esperti che si prendevano responsabilità. E poi il campionato era molto diverso. Oggi quel Benevento farebbe molta più fatica. Teme il ritorno del Covid? Per ora siamo in sicurezza. Spero si possa continuare con il pubblico perché il calcio senza gente non esiste. E poi mi auguro che non si torni indietro soprattutto da un punto di vista umano. Ha visto la serie Amazon sulla Juventus? Le piace quel modo di raccontare il calcio, che viola luoghi sacri come lo spogliatoio e il campo d'allenamento? Mi piace molto. Ho visto le serie su Mourinho e Guardiola, credo siano di grande insegnamento. Non ho ancora visto quella della Juve di Pirlo ma lo farò. Ma alcuni aspetti dovrebbero rimanere privati. Se esistesse una serie sul Brescia che messaggio passerebbe agli spettatori? Vedrebbero come si allenano questi ragazzi. Mi piacerebbe tanto mostrarne la serietà. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini