La gioia di Inzaghi «È una grande prova di forza»

Inzaghi a Brocchi: «Giocando così ti salvi di sicuro». Cristian a Pippo: «E tu vai di sicuro in Serie A». Dopo il reciproco scambio di cortesie - e un abbraccio fraterno prima di salutarsi - Inzaghi ha tirato un lungo sospiro di sollievo. «È stata dura. Avevo molto timore delle ultime due partite, specie di questa. Ciò che ho visto non mi meraviglia, la qualità di certi giocatori è grande, alcuni li volevo anche a Brescia. Il Vicenza è stato costruito per i play-off e se a avesse pareggiato non avrebbe rubato nulla». Però non ha pareggiato. «Abbiamo vinto con una grande prova di forza. In alcuni momenti dovevamo essere un po' più presenti, più cattivi, e certamente dobbiamo migliorare in questo. Per vincere il campionato di B ci vorrà più cattiveria difensiva. So che dobbiamo migliorare ma abbiamo anche tanti meriti». Di fronte alla prestazione un po' ballerina della difesa Inzaghi svela un retroscena. «Cistana e Chancellor hanno stretto i denti. Cistana ha avuto problemi tutta settimana, un po' di raffreddore, una caviglia che gli faceva male. Chancellor invece non riusciva a respirare. In questo contesto abbiamo trovato un grande centravanti come Diaw che ci ha creato dei grattacapi. Vorrei fare una menzione anche a Mangraviti, che è entrato molto bene nel finale». La vittoria crea per la prima volta in stagione un piccolo vuoto con le inseguitrici. Però il focus non cambia. «Dobbiamo continuare a capire in cosa possiamo migliorare. Ad alcuni di questi giocatori è stato messo in testa di non essere troppo forti e di essere giocatori di Serie B ma il loro obiettivo deve essere di crescere ancora. Dopo un terzo di campionato sappiamo di essere competitivi. Ci sono squadre più forti, che hanno ingaggi e rose importanti. Però noi ci possiamo stare». Per Massimo Bertagnoli è stata la serata delle prime volte. Anzitutto la più importante: «È stata la mia prima doppietta, non mi era mai capitato in carriera e di certo non me lo scorderò più». Poi viene tutto il resto. «Non avevo mai segnato un gol sotto la curva, con i tifosi ad esultare insieme a me. È una sensazione che non avevo mai provato». Quel che stupisce di questo ragazzo è la capacità di essere al contempo primo violino e portatore di secchi. «Il secondo gol è forse il più bello che ho fatto fino ad ora - confessa -. Credo sia il frutto del duro lavoro, degli allenamenti e dei sacrifici. Il primo invece viene da quel che ci chiede Inzaghi. Vuole che andiamo subito alla riconquista del pallone dopo averlo perso, chiede pressione sul portatore ed è ciò che ho fatto. Poi c'è stato un rimpallo, Bajic mi ha visto e ho segnato».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini

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