Via Torregrossa, fuori Sabelli Adesso va blindato Bisoli

Dimitri Bisoli, entrato nella ripresa, all’assalto alla porta del Pisa: terminerà la stagione con il Brescia?Stefano Sabelli, assente a Pisa, e il presidente Massimo CellinoLa rabbia di Jesse Joronen dopo la rete incassata contro il Pisa, risultata decisivaIl Brescia è in piena crisi e si è indebolito sul mercato SERVIZIO FOTOLIVE / Simone VeneziaUn duello aereo con protagonista l’inconsistente Florian Ayé
Dimitri Bisoli, entrato nella ripresa, all’assalto alla porta del Pisa: terminerà la stagione con il Brescia?Stefano Sabelli, assente a Pisa, e il presidente Massimo CellinoLa rabbia di Jesse Joronen dopo la rete incassata contro il Pisa, risultata decisivaIl Brescia è in piena crisi e si è indebolito sul mercato SERVIZIO FOTOLIVE / Simone VeneziaUn duello aereo con protagonista l’inconsistente Florian Ayé

Gian Paolo Laffranchi Il mercato di gennaio non è come quello estivo: le sessioni invernali si somigliano tutte, solitamente; poco viavai, qualche ritocco sperando di migliorare e non peggiorare. Stavolta invece il Brescia rischia di ritrovarsi a fine mese con un altro aspetto. Un lifting dagli esiti incerti. In estate la linea era una: i migliori non partono (a parte Sandro Tonali, già destinato a grandi palcoscenici). Adesso qualcosa è cambiato: è stato ceduto alla Sampdoria Ernesto Torregrossa (ieri sera subito a segno), centravanti che era in rotta con la società ma di fatto sul campo valeva mezza squadra. È sparito dai radar Stefano Sabelli, stakanovista delle scorse stagioni ora in scadenza di contratto. Acciaccato e ai margini, non rientra nei piani e nei pomeriggi di trasferte del Brescia può dilettarsi con le partite a Call of Duty. Ma senza di lui sono arrivate 3 sconfitte su 3 nel nuovo corso targato Davide Dionigi; con lui, 3 vittorie e 2 pareggi. Casualità? Difficile crederlo. LA PRESENZA contemporanea di altri due senatori come Dimitri Bisoli e Alfredo Donnarumma in panchina all’inizio del match con il Pisa, ieri, ha destato inquietudine anche più dell’esclusione di Birkir Bjarnason (regolarmente fra i migliori in tempi recenti). Che siano in partenza anche loro? Su capitan Bisoli è forte l’interessamento del Verona, che non pareggerà mai la richiesta di 7 milioni di euro ma un rilancio lo farà. Sul bomber Donnarumma (che ha un contratto fino al 2022) ci sono il Chievo e la Salernitana. SI TRATTA di protagonisti della promozione del 2019, sotto la guida di Eugenio Corini. Elementi che dovevano, e dovrebbero, costituire la spina dorsale della squadra chiamata alla risalita. Parlare di Serie A dopo 3 sconfitte nelle ultime 4 gare è esercizio che sconfina dall’ottimismo all’inopportunità. Restando a ciò che è assodato, a Dionigi occorrono rinforzi. Gli sarebbero serviti comunque, figurarsi adesso che Torregrossa non c’è più e Sabelli è come se non ci fosse. Due perdite enormi. Da colmare. In biancazzurro si è visto finalmente all’opera Holmbert Aron Fridjonsson, che in pochi minuti ha fatto paura ai difensori avversari più di Florian Ayé nel resto della partita. Può essere l’uomo nuovo in attacco? È un’incognita. Stesso discorso per Fran Karacic, appena arrivato per coprire i 70 metri di fascia del 3-4-2-1. Al momento l’unico laterale di questo tipo è Bruno Martella (ieri con le pile scariche). Servono innesti sulle fasce, magari in difesa data la continuità imbarazzante con cui s’incassano gol e anche davanti: un attaccante capace di saltare l’uomo sarebbe gradito. La rosa è anche da sfoltire, chiaro (partirà Jaromir Zmrhal, per esempio: in Turchia lo chiama l’Erzurum Büyüksehir), ma soprattutto da rinforzare. Sul taccuino ci sono fra gli altri Vasco Regini (Sampdoria) per la difesa, Antonio Di Gaudio (Verona), Daniel Ciofani (Cremonese) e Stefano Pettinari (Lecce) per l’attacco. Servono giocatori, non allenatori: da una guida tecnica all’altra i problemi non sono spariti e la rosa per ora a gennaio si è indebolita. Per fortuna c’è ancora tempo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA