Calvisano, buona la prima: la maledizione è spezzata

Il Calvisano sale più in alto del Rovigo  ed esce vincente dalla semifinale d’andata dei play-off FOTOLIVE/Giovanni PodaviniIn tribuna i presidenti  Innocenti, Casali e Zambelli (Foto Stefano Delfrate)
Il Calvisano sale più in alto del Rovigo ed esce vincente dalla semifinale d’andata dei play-off FOTOLIVE/Giovanni PodaviniIn tribuna i presidenti Innocenti, Casali e Zambelli (Foto Stefano Delfrate)

Ci voleva la precisione da geometra di Schalk Hugo per battere la maledizione. Dopo tre sconfitte, negli ultimi due anni, il Kawasaki Calvisano sfata il tabù Rovigo e si prende il primo round della semifinale playoff. Certo manca ancora la gara di ritorno, in programma domenica prossima in trasferta, eppure quella maturata nella prima sfida è una vittoria che dà morale e sicurezza ai campioni d’Italia in carica. Si gioca sotto gli occhi del presidente della Federazione Marzio Innocenti, seduto tra il numero uno dei bassaioli Francesco Casali e il collega rodigino Francesco Zambelli. Partenza sonnacchiosa per il Calvisano, con Rovigo che è bravo a schiodarsi immediatamente dallo zero: decisivo è il calcio di Menniti Ippolito. Quando spinge, l’artiglieria dei bersaglieri fa paura, capace di sovrastare nettamente quella dei rivali nelle prime due occasioni della gara. Campanello d’allarme per il Kawasaki che già al 13’ è costretto a perdere Casolari, messo «ko» dopo un duro colpo al costato, al suo posto c’è il gigante Venditti. Il Calvisano, comunque, è bravo un minuto più tardi a badare al sodo e pareggiare i conti con il calcio di Hugo (14’). La partita resta chiusa, il terreno è pesante e l’ovale bagnato. In tutto questo Rovigo ritrova il vantaggio affidandosi nuovamente al piede di Menniti Ippolito. I padroni di casa, però, sono sul pezzo e rispondono subito, Hugo (19’) sempre dalla piazzola agguanta il pareggio, siamo 6-6. Protesta poi la panchina giallonera per un presunto fallo fischiato a Mazza con l’arbitro che assegna il calcio agli ospiti, Menniti Ippolito esegue senza problemi. Complessivamente Rovigo gioca meglio, l’ex capitano del Brescia Antl nei placcaggi è una furia e Trussardi, quando prende palla, fa un po’ ciò che vuole. Dati che mettono continuamente a repentaglio la difesa del Kawasaki. Alla mezzora da posizione lontana ma centrale il sudafricano Hugo ricuce e porta il risultato sul 9-9. Tuttavia, la sensazione è che al Calvisano manchi sempre qualcosa, considerato che sabotare il carrettino rivale risulta essere impossibile. La verità è che Rovigo ha in mente cosa fare, ad ogni fallo conquistato pensa subito al macinato, intuizione che continua a riuscire bene al geometra Menniti Ippolito. È una strategia che i guerrieri longobardi, fortunatamente, riescono a imitare con successo: Hugo (38’) risucchia tre lunghezze preziose. Eppure, allo scadere di tempo i gialloneri si complicano la vita da soli. Mischia chiusa dei bersaglieri a cinque metri, la spinta prepotente vale sia la marcatura pesante di punizione che il sorpasso. In avvio di ripresa la scure della sfortuna colpisce ancora il Calvisano: in questa occasione è Venditti a dover alzare bandiera bianca a causa di una storta e al suo posto scende in campo Martani. Al 9’ i guerrieri longobardi finalmente insorgono, Vunisa sfonda in maul e regala ai suoi la prima marcatura pesante, Hugo fissa il 19-19. I gialloneri sono ancora in partita e aggiungono del comodo fieno in cascina, ringraziando quattro volte il solito Hugo per l’infallibilità. Quando mancano dieci minuti al termine sembra che i bersaglieri abbiano esaurito tutta la benzina a loro disposizione. Rovigo, inoltre, scade nel nervosismo, con Lugato espulso temporaneamente per una brutta entrata sai danni di Leso. Con la superiorità numerica il Kawasaki non molla di un centimetro e va senza fortuna a caccia dell’ultima soddisfazione. Finisce con il Calvisano in trionfo 31-22 ed è bellissimo così, in vista della partita di ritorno assolutamente da non sbagliare.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Gervasoni

Suggerimenti