Colbrelli, la lunga marcia per essere il numero uno

Sonny Colbrelli con la medaglia al collo insieme al commissario tecnico azzurro Davide CassaniSonny Colbrelli, 31 anni, sul traguardo di Trento: dopo il titolo italiano, ecco il successo all’Europeo. Tra meno di 2 settimane il Mondiale in Belgio
Sonny Colbrelli con la medaglia al collo insieme al commissario tecnico azzurro Davide CassaniSonny Colbrelli, 31 anni, sul traguardo di Trento: dopo il titolo italiano, ecco il successo all’Europeo. Tra meno di 2 settimane il Mondiale in Belgio
Sonny Colbrelli con la medaglia al collo insieme al commissario tecnico azzurro Davide CassaniSonny Colbrelli, 31 anni, sul traguardo di Trento: dopo il titolo italiano, ecco il successo all’Europeo. Tra meno di 2 settimane il Mondiale in Belgio
Sonny Colbrelli con la medaglia al collo insieme al commissario tecnico azzurro Davide CassaniSonny Colbrelli, 31 anni, sul traguardo di Trento: dopo il titolo italiano, ecco il successo all’Europeo. Tra meno di 2 settimane il Mondiale in Belgio

Ma come si fa a lasciare a casa dalle Olimpiadi il Sonny Colbrelli formato monstre di quest’anno? «Non lo dica a me - risponde il presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni -. Non sono io il tecnico, non voglio alimentare inutili polemiche perchè ormai i Giochi di Tokyo 2020 sono alle spalle. Anche se mi preme sottolineare che nei primi 30 classificati delle Olimpiadi, ben 28 erano reduci dal Tour de France, dove Colbrelli era stato piuttosto bravo. Certo, non va dimenticato che si è poi infortunato al ginocchio per cui non sarebbe stato disponibile. Piuttosto, vorrei soffermarmi sulla collezione di medaglie conquistate dalla nostra Nazionale alla rassegna europea di Trento, dove davvero gli azzurri si sono espressi a livelli eccezionali». Ma la ribalta è tutta per Colbrelli: «Vorrei ricordare che dal 2006 al 2008 l’ho convocato spesso ai campionati italiani su pista quando ero il tecnico della Lombardia - ricorda il numero uno della Federciclismo -. Spesso lo inserivo nella squadra B dell’inseguimento per il suo modo scomposto di pedalare. Ma come adesso aveva una forza tale che riusciva a staccare i compagni di squadra quando si metteva in testa di tirare. Complimenti a questo ragazzo cresciuto anno dopo anno senza forzature». In effetti il Cobra è davvero cresciuto senza l’assillo del risultato da cogliere a tutti i costi. Al Team Vallesabbia Delio Gallina di Erminia Zambelli e Danilo Frapporti ha imparato a correre e soprattutto a rispettare gli avversari. Passato dilettante alla Zalf ha alzato il livello riuscendo a vincere qualche corsa importante. Poi l’approdo al «green team» della Bardiani dove Reverberi padre e figlio l’hanno fatto ulteriormente crescere prima del trasferimento alla Bahrain. «Colbrelli è uno di quei corridori che tutti i commissari tecnici vorrebbero avere in squadra - sostiene il ct azzurro Davide Cassani -. È un bravo ragazzo, un atleta forte di testa e di gambe, rispettoso delle consegne. È per questo che l’ho voluto spesso in Nazionale. A questo proposito voglio sottolineare che la sua convocazione, come quella di Matteo Trentin, l’avevo comunicata al diretto interessato 5 mesi fa, quando pianificai le formazioni per Olimpiadi, Europeo e Mondiale. Ovviamente nel tempo qualcosa è cambiato e non tutti i corridori contattati all’inizio della stagione sono stati selezionati per Trento 2021 e lo saranno per il Mondiale. Ma la maggior parte sicuramente». Alla penultima presenza come commissario tecnico dell’Italia, Cassani ha aggiunto un altro trofeo alla sua bacheca e Colbrelli l’ha proprio voluto dedicarle a lei: «Lo ringrazio di cuore. Quando dico che Sonny è un grande dico semplicemente la verità. Ho sempre avuto uno splendido rapporto con lui e anche al Mondiale penso possa fare bene. Quantomeno glielo auguro. come pure a tutti gli altri azzurri». C’è un episodio degno di essere sottolineato. Marco Velo, vice di Cassani, a qualche chilometro dall’arrivo a Trento, mentre stava guidando l’ammiraglia dell’Italia. ha avvicinato Colbrelli. Chissà cosa gli avrà detto: «Gli ho parlato in dialetto bresciano per non farmi capire da Evenepoel - rivela l’ex professionista -. In poche parole l’ho cinvinto che ormai il titolo se lo sarebbe giocato con il fuoriclasse belga e quindi doveva cercare di non perdere la ruota dell’avversario. Colbrelli mi ha ascoltato in maniera fantastica. Sono davvero contento per lui e per il nostro ct Cassani: negli ultimi 4 Europei siamo saliti sul gradino più alto del podio con Matteo Trentin, Elia Viviani, Giacomo Nizzolo e il Cobra. I numeri sono dalla nostra parte». Tutti felici, tutti contenti per la vittoria. Naturalmente il diretto interessato lo è più di tutti: «Peccato non vestire il tricolore cui ambivo moltissimo, ma questadi campione europeo è sicuramente una maglia più prestigiosa», dice Colbrelli. Dietro l’angolo altre corse prima del Mondiale di fine mese: «Correrò molto probabilmente il Giro di Toscana Memorial Alfredo Martini e la Coppa Sabatini il 15 (domani; ndr) e 16 settembre, dove spero di riuscire a fare bene. Ora ho maggiori responsabilità e intendo affrontarle al meglio. Olimpiadi e Mondiale? I Giochi sono ormai alle spalle, al Mondiale mancano ancora 2 settimane, poco meno. Adesso voglio godermi questa vittoria all’Europeo, poi penserò al futuro». Colbrelli è senza dubbio il corridore più forte d’Italia in questo favoloso 2021. Ma non si monta la testa. Anzi, rimane tranquillo come lo era in precedenza. Il Cobra preferisce sempre volare basso per rispetto degli avversari, soprattutto di se stesso e della sua professione. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Angiolino Massolini

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