La Feralpisalò cala il poker Maggior qualità per sognare

di Sergio Zanca
Il difensore Alessandro Pilati insieme ad Andrea Palazzi, Paolo Ottonelli (DI.MA.), e agli altri nuovi centrocampisti Mattia Zennaro e Simone IcardiLa presentazione dei quattro neo acquisti della Feralpisalò nella sede di DI.MA. a Calvisano: a fare gli onori di  casa è stato Paolo Ottonelli, presidente dell’azienda già partner del club gardesano
Il difensore Alessandro Pilati insieme ad Andrea Palazzi, Paolo Ottonelli (DI.MA.), e agli altri nuovi centrocampisti Mattia Zennaro e Simone IcardiLa presentazione dei quattro neo acquisti della Feralpisalò nella sede di DI.MA. a Calvisano: a fare gli onori di casa è stato Paolo Ottonelli, presidente dell’azienda già partner del club gardesano
Il difensore Alessandro Pilati insieme ad Andrea Palazzi, Paolo Ottonelli (DI.MA.), e agli altri nuovi centrocampisti Mattia Zennaro e Simone IcardiLa presentazione dei quattro neo acquisti della Feralpisalò nella sede di DI.MA. a Calvisano: a fare gli onori di  casa è stato Paolo Ottonelli, presidente dell’azienda già partner del club gardesano
Il difensore Alessandro Pilati insieme ad Andrea Palazzi, Paolo Ottonelli (DI.MA.), e agli altri nuovi centrocampisti Mattia Zennaro e Simone IcardiLa presentazione dei quattro neo acquisti della Feralpisalò nella sede di DI.MA. a Calvisano: a fare gli onori di casa è stato Paolo Ottonelli, presidente dell’azienda già partner del club gardesano

Tre centrocampisti della Feralpisalò (Mattia Zennaro, 22 anni, di Venezia, Andrea Palazzi, di Milano-Affori, Simone Icardi, di Roma, quartiere Infernetto, entrambi di 26 anni) e un mastino (il difensore (Alessandro Pilati, 22, mantovano) sono stati presentati ieri pomeriggio a Calvisano, nella sede della Di.Ma., che lavora inerti. Ha fatto gli onori di casa Paolo Ottonelli, uno dei titolari. Palazzi, che con l’Inter Primavera di Stefano Vecchi si è imposto nel Torneo di Viareggio 2015, ha collezionato presenze in tutte le Nazionali giovanili. Nell’U20 di Alberigo Evani ha avuto come compagni Pellegrini, Calabria, Chiesa, Barella, Orsolini, Romagna e Pessina. Oggi potrebbe essere in loro compagnia, nel paradiso della A, e invece è stato frenato da una serie maledetta di infortuni: legamenti del ginocchio, spalla, distrazione muscolare, fascite plantare. «Gli incidenti fanno parte dello sport - osserva Palazzi, ragioniere -. Se sono in C qualcosa mi mancava. Ma guardo avanti, mai indietro. Il mio futuro è qua. Con Vecchi ho un buon rapporto: mi ha aiutato a uscire dal settore giovanile, e a entrare tra i professionisti». Il debutto in B contro il Brescia nel settembre 2015 ai tempi del Livorno. «Sono un mediano di impostazione. In carriera ho realizzato pochi gol: devo farne di più. Nel ritiro estivo ho avuto un problemino muscolare, ora sto riprendendo confidenza col campo». In carriera ha conquistato una promozione, col Monza 2019/20 di Cristian Brocchi. Due i salti in alto di Icardi, diplomato all’Istituto alberghiero di Fiumicino, papà di Nicolò, nato il mese scorso: con la Lupa Castelli Romani, dalla D alla C nel 2015, e la Virtus Entella, dalla C alla B nel 2019. «Ho iniziato nella Roma e ho giocato fino agli Allievi - ricorda Simone -. Il mio idolo? Daniele De Rossi. Tenevo la sua foto sul comodino. Non sono entrato nella Primavera e ho compiuto un percorso mio. La soddisfazione più grande: il successo con l’Entella di Roberto Boscaglia». Una stagione iniziata con la doppietta rifilata al Genoa in Coppa Italia. «Al termine il presidente Antonio Gozzi è venuto negli spogliatoi di Marassi per chiedermi la maglia, e l’ha incorniciata». Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’avventura con la Casertana: il contratto biennale firmato nel 2020 è diventato carta straccia nell’estate 2021. «La società è stata esclusa dalla C per inadempienze finanziarie, e noi calciatori ci siamo ritrovati a piedi da un giorno all’altro», aggiunge Icardi, esperto nel campo della siderurgia avendo giocato con Entella, Cittadella e, adesso, Feralpisalò. Zennaro, saldatore meccanico, smentisce la voce che vuole i veneziani un tantino egoisti. «No, non faccio tutto da solo. Sono sempre stato molto altruista. Il mio ruolo preferito è il trequartista. Ho spesso giocato da mediano, e in questo periodo ho preso il posto di Carraro». Sul passaggio nel 2019 dal Venezia (dove ha conosciuto Vecchi, mentre Zenga lo ha lanciato in B) alla Primavera del Genoa per 3 milioni di euro: «Un’occasione di crescita. Certo che la quotazione è stata un po’ eccessiva». Chiude la passerella Pilati, un metro e 93 di altezza, iscritto alla Facoltà di Economia aziendale. «Vecchi mi ha dato fiducia, e fatto sentire importante. A me piace il duello uno contro uno, e la sfida a campo aperto. I 3 anni di contratto con la Feralpisalò sono un notevole incentivo». Il nuovo poker verdeblà assicura di essere felice della scelta fatta. «Qui ci sono grandi ambizioni. La concorrenza è uno stimolo: per puntare in alto occorre una rosa ampia e competitiva».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA