Il caso

Mondiali, Germania con la mano sulla bocca per protestare contro la Fifa

Protesta sul caso "One Love". La regia internazionale oscura le immagini.
La "protesta" dei giocatori tedeschi (Foto Ansa/EPA/Friedemann Vogel)
La "protesta" dei giocatori tedeschi (Foto Ansa/EPA/Friedemann Vogel)
La "protesta" dei giocatori tedeschi (Foto Ansa/EPA/Friedemann Vogel)
La "protesta" dei giocatori tedeschi (Foto Ansa/EPA/Friedemann Vogel)

Tutti allineati sul campo per la foto di squadra ma con la mano a tappare la bocca, a significare «ci hanno silenziato». La Germania ha usato la tradizionale foto ufficiale del pre-partita con il Giappone in segno di protesta contro la decisione della Fifa di vietare le fascia arcobaleno con la scritta "One love". Immagine oscurata dalla regia internazionale e dalle tv, ma che è stata immortalata dagli obiettivi dei fotografi.

La nazionale tedesca, all'esordio al Mondiale contro il Giappone, era stata tra le più decise nel voler difendere la propria scelta a favore dei diritti Lgbtq. I media tedeschi si erano interrogati sull'ipotesi che Manuel Neuer, capitano della Germania, potesse andare contro lo stop, ma il portiere veste la fascia Fifa, "No Discrimination". Alla fine, però, anche i tedeschi (al pari di altre sei nazioni), si sono dovuti "arrendere" di fronte all'intervento della Fifa che ha minacciato sanzioni e squalifiche a termini di regolamento: «L’arbitro, qualora un giocatore indossi attrezzatura o gioielli non autorizzati, sarà invitato dall’arbitro, che gli infliggerà un’ammonizione, a uscire dal campo».

Il presidente della federcalcio tedesca (Dfb) ha rilasciato dichiarazioni all'emittente Ard: «La Fifa opera con intimidazione e pressione». Sul profilo Twitter della federcalcio tedesca è comparso un messaggio eloquente: «Non si trattava di fare una dichiarazione politica, i diritti non sono negoziabili. Questo dovrebbe essere scontato, ma a quanto pare non è così. Ecco perché questo messaggio era così importante per noi. Impedirci di indossare la fascia equivale ad impedirci di parlare: rimaniamo sulla nostra posizione».