Vanessa Ferrari è tornata «In palestra solo se sicura»

Vanessa Ferrari è tornata da Baku dopo un viaggio di 12 oreVanessa Ferrari, 29 anni: a Baku aveva conquistato la finale della prova di Coppa del mondo
Vanessa Ferrari è tornata da Baku dopo un viaggio di 12 oreVanessa Ferrari, 29 anni: a Baku aveva conquistato la finale della prova di Coppa del mondo

Folco Donati Da Baku, nel cuore dell’Azerbaijan, a Kiev e poi dalla capitale dell’Ucraina fino all’aeroporto della Malpensa. Tutto in 12 ore. Una cosa da nulla rispetto all’odissea del viaggio di andata. VANESSA FERRARI da ieri pomeriggio è tornata in Italia e dalla sua villetta di Nave fa sapere di stare bene: «In effetti io non ho mai avuto nessun problema – spiega la campionessa della Brixia -. Mi sono preparata per questa prova di Coppa del mondo in mezzo a mille difficoltà dovute alla comprensibile incertezza del momento. Ho affrontato un viaggio di andata per Baku a dir poco allucinante, ho gareggiato nella prova di qualificazione, al termine della quale ci hanno comunicato che tutto era annullato e dovevamo tornare in Italia il prima possibile». Non di rito, dunque, sono i ringraziamenti «per la Federazione ginnastica, il Coni e l’Esercito che si sono occupati nel migliore dei modi del nostro ritorno, avvenuto in maniera ottimale, considerando la grande emergenza in Italia e non solo». Vanessa ammette di essere «un po’ frastornata, ma sto bene ed è tutto sotto controllo». Due, tre giorni al massimo di riposo e poi la ginnasta bresciana dovrebbe tornare ad allenarsi: essendo un’atleta di interesse olimpico, il decreto del Governo glielo consente. «Davvero io non so cosa dire e neppure pensare – sottolinea la ginnasta bresciana -. Le cose cambiano talmente repentinamente che non si riesce a programma niente. Credo però che in questo momento la cosa importante sia la salute. A Baku, il clima non era così pesante come quello che respira qui in Italia. Ma se hanno fermato anche questa gara significa che la situazione è ormai difficile in tutto il mondo. Spero solo che passi in fretta e se mi dovessero dire di stare a casa perché la palestra è diventato un luogo pericoloso, non avrei nessun problema nel seguire le indicazioni». Si torna alla finale mancata: «Le mie intenzioni erano di chiudere la pratica della qualificazione con questa gara di Baku – aggiunge Vanessa Ferrari -. Nel frattempo mi sarei chiusa in palestra a lavorare alla costruzione del nuovo esercizio da portare alle Olimpiadi. Alla luce di quanto accaduto invece, molto sinceramente non so cosa farò, anche perché il futuro è tutto un’incertezza. Valuteranno se annullare o solo rinviare la prova di Baku e poi vedremo cosa potrebbe succedere con quella di Doha, che sembrerebbe fissata per il mese di giugno, anche se la data esatta non è mai stata decisa». L’UNIVERSO sportivo è messo interamente in ginocchio. In questa situazione quale potrebbe essere nello specifico lo scenario che coinvolge la ginnastica artistica femminile italiana, a 4 mesi e poco più dai giochi olimpici con un calendario internazionale praticamente congelato? Quattro pass sono già stati conquistati dalle «Fate» ai mondiali dello scorso ottobre a Stoccarda. Rimarrebbero due posti per le azzurre, candidature che al momento vedrebbero in lizza Vanessa Ferrari e Lara Mori per un posto conquistabile attraverso le prove di coppa del mondo all’attrezzo e un ultimo che l’Italia sembrava poter conquistare o attraverso le gare di World Cup dell’All Around, oppure attraverso i prossimi campionati europei di Parigi. Ma dopo la prova di Milwaukee, sembra che le successive tre tappe di coppa del mondo (Stoccarda, Birmingham e Tokyo) saranno cancellate e pure gli europei parigini sono a forte rischio. Ginnastica artistica in ginocchio, sport in generale bloccato, ma per tutti oggi c’è un unico avversario da sconfiggere e si chiama Coronavirus. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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