mercoledì, 26 giugno 2019
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11.06.2019

Comi pagò in
contanti spese
elettorali

In «alcune riunioni dell’intero staff» si è «parlato del fatto che il budget di 200mila euro, normativamente imposto per la campagna elettorale per le elezioni europee, era troppo limitato per le esigenze della sua campagna elettorale. Peraltro, alcune spese (...) venivano in parte pagate in contanti. In alcuni casi ho visto la Comi pagare in contanti, ma non so se poi le relative somme sono state contabilizzate». Lo ha messo a verbale l’ex addetto stampa, indagato, dell’ eurodeputata uscente Lara Comi, indagata. Comi nella maxi inchiesta della Dda milanese, che il 7 maggio scorso ha portato a 43 misure cautelari, è indagata per finanziamento illecito, corruzione e truffa aggravata ai danni del Parlamento europeo, ipotesi quest’ultima che vede indagato, tra gli altri, anche il giornalista Andrea Aliverti, ex addetto stampa dell’eurodeputata che è stato sentito per due volte, il 15 e il 17 maggio scorso, prima da teste e poi da indagato, dal pm Luigi Furno, uno dei titolari dell’indagine. E al pm che nel secondo verbale gli ha chiesto se avesse «notato» alcune «anomalie» nella campagna elettorale di Comi, Aliverti ha risposto: «Ho partecipato ad alcune riunioni dell’intero staff nel corso delle quali si è parlato del fatto che il budget di 200mila euro, normativamente imposto per la campagna elettorale per le elezioni europee, era troppo limitato per le esigenze della sua campagna elettorale. Peraltro, alcune spese della campagna elettorale, quali ad esempio quelle relative all’affissione di manifesti e alla distribuzione dei volantini venivano in parte pagate per contanti. In alcuni casi ho visto la Comi pagare in contanti, ma non so se poi le relative somme sono state contabilizzate». Il pm ha posto ad Aliverti anche una domanda su quali siano i rapporti tra Comi e Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi, indagato assieme all’esponente di FI per un presunto finanziamento illecito da 31mila euro. «Con Bonometti - ha spiegato l’ex addetto stampa - c’è un rapporto molto stretto. C’è stato un appoggio consistente che Bonometti ha dato alla campagna elettorale della Comi soprattutto nella zona di Brescia, in particolare presenziando ad eventi e cene elettorali in suo favore».

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