mercoledì, 28 ottobre 2020
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16.10.2020

Epidemia in fase
acuta. Attivi
5mila focolai

"Si assiste a un'accelerazione nell'evoluzione dell'epidemia, ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero dei casi" e con "evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese". Lo rileva il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss. "Si fa appello alla popolazione di rispettare con coscienza e precisione tutte le norme di precauzione previste", si legge ancora. Si raccomanda in particolare di rispettare il distanziamento fisico e l'uso corretto e appropriato delle mascherine e inoltre "di evitare quanto più possibile situazioni che possano favorire la trasmissione quali aggregazioni spontanee eprogrammate per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse".

Sono 4.913 i focolai attivi, 1.749 quelli nuovi. Aumentano i probabili focolai in ambito scolastico, anche se la trasmissione intra-scolastica rimane complessivamente limitata.

"Il virus oggi circola in tutto il Paese" e a livello nazionale l'indice di contagiosità Rt è di 1,17, calcolato sui casi sintomatici, rileva il monitoraggio relativo al periodo fra il 5 e l'11 ottobre. Nella settimana considerata è stato osservato un forte incremento dei casi, che dal 28 settembre all'11 ottobre ha portato l'incidenza cumulativa a 75 per 100.000 abitanti, contro i 44,37 per 100.00 del periodo compreso fra il 21 settembre e il 4 ottobre.

In 16 Regioni e nelle 2 Province autonome di Trento e Bolzano il valore dell'indice di trasmissibilità Rt è sopra l'1. Il valore più alto si registra in Valle d'Aosta (1.53), seguita da Piemonte (1.39) e Provincia autonoma di Bolzano (1.32). Tre le Regioni con Rt pari a 1 o sotto 1. Si tratta di Basilicata (1), Calabria (0.94), Molise (0.83). Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-Ministero Salute. Deci regioni, inoltre, hanno un rischio alto per la tenuta delle terapie intensive: si tratta di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta. Secondo il Monitoraggio del ministero della Salute e Iss hanno una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese, da alta a massima. Le regioni segnalate con il livello piu' alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia, la Liguria.

"Aumentano i casi di Covid-19 nel nostro Paese questa volta sensibilimente rispetto alle settimane precendenti. E l'Rt è significativamente superiore ad 1. Si verificanio focolai e si registrano casi sporadici un po' in tutte le regioni italiane e stanno aumentanto i ricoveri ospedalieri, più lentamente i ricoveri in terapia intensiva, anche se ancora non si registra da questo punto di vista una particolare criticità". Lo ha detto il direttore generale prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza commentando i dati del bollettino settimanale. "In questo momento - spiega - è necessario prendere misure, tenere comportamenti prudenti, evitare aggregazioni ed eventi sia pubblici che privati, comprese quelle che sono le attività extrascolastiche e prestare attenzione anche a quelle all'interno delle mura domestiche". Infine ribadisce la necessità di "continuare a prendere tutte le precauzioni a cominciare dal distanziamento fisico, tenere le mascherine sia in luogo pubblico che all'aperto e curare l'igiene delle mani".

Invito alle Regioni, "in raccordo con il ministero della Salute, a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di valutare il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette": si legge nel monitaggio settimanale di ministero della Salute e Iss. Si rileva inoltre che "si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali".

 

 

Intanto I reparti di pronto soccorso degli ospedali Sacco e Fatebenefratelli di Milano hanno deciso di accettare solo malati con Covid-19 e dirottare su altri ospedali milanesi i pazienti con altre patologie.  La decisione è stata presa per tutelare i malati non Covid con patologie urgenti indifferibili e riorganizzare così i reparti. "Da due giorni l'indice Rt nella zona della Città metropolitana di Milano ha superato 2 e preoccupa la tendenza". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, al termine del vertice in Prefettura sull'aumento dei contagi. "Dal mio punto di vista per capire dove intervenire bisognerebbe sapere dove nascono i contagi", ha aggiunto.

 

 

 

 

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