mercoledì, 25 novembre 2020
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19.11.2020

Festival del futuro. «Prevedere e affrontare le crisi? Con la resilienza e la preparazione»

Relatori quinta sessione Festival del futuro
Relatori quinta sessione Festival del futuro

LA DIRETTA

QUINTA SESSIONE

NUOVI ORIENTAMENTI PER ANTICIPARE E GESTIRE CRISI ED EMERGENZE
Relatori: Mario Nava, Direttore Generale per le riforme, Commissione europea; Enrico Giovannini, Portavoce, ASviS; Maria Pierdicchi, Presidente, Nedcommunity; Massimo Gaudina, Commissione europea (chair).

 

Massimo Gaudina: «Per la Commissione europea progettare e proiettarsi nel futuro è sempre stata nel proprio dna e adesso con tutte le crisi in atto ci sono sfide nuove e c'è bisogno di strumenti nuovi e significa parlare di resilienza, parlare non solo di azioni ma anche di organizzazioni, la preparazione è quindi essenziale» 

 

Mario Nava: «Cosa vuol dire gestire una crisi? Bisogna prima capire l'origine, se è nazionale o globale. Tipicamente all'inizio si tende a pensare che non è la crisi mia, in cui si tende a passare la colpa ad altri. Passata quella frase ci si permette di capire cosa vogliamo fare e c'è un intervento di corto periodo per limitare i danni e poi c'è l'intervento di lungo periodo su cui ci stiamo concentrando ora, per mettere in piedi della resilienza in un sistema. Il passaggio da un evento all'imparare da quell'evento. In Europa abbiamo preso decisioni in 4 mesi che prima ci sarebbero voluti 4 anni. Quello che vogliamo fare è finanziare il cambiamento non lo status quo. Devo ammettere che sono  molto fiero come l'Unione Europea ha affrontato e sta creando questa crisi e creando un momento di vero cambiamento, sia dal punto di vista delle spese che delle entrate» 

 

Enrico Giovannini: «Condivido appieno l'orgoglio di Nava, purtroppo il dibattito pubblico dimostra di non capire quello che l'Europa vuole fare. Le imprese che avevano investito nella sostenibilità prima della pandemia ha dimostrato che sono risultate più resilienti. C'è un cambiamento epocale delle funzioni della Commissione Europea che deve pensarsi come un soggetto, come ha fatto, che mette sul campo risorse principalmente sulla gestione delle crisi. Un cambiamento di mentalità che rende endogeni gli shock. L'innovazione finanziaria: un'altra scelta della Commissione, non scontata, è stata finanziare Sure attraverso social bonds e green bonds. Il 2021 dovrebbe essere un anno di svolta per la finanza sostenibile»

 

Maria Pierdicchi: «Da un lato abbiamo visto una grande capacità di leadership da parte delle aziende, molte erano preparate, non tutte erano pronte. Ci siamo trovati di fronte a scenari totalmente nuovi in un contesto di governance che non era abituato a reagire velocemente. Le aziende più piccole hanno avuto più difficoltà a reagire, se guardo le aziende italiane dipendono molto di più da garanzie pubbliche che non altri Paesi europei, sostegni elargiti in modo farraginoso e burocratico. Nonostante ciò io vedo che due lezioni importanti sono già entrare nel management delle aziende: una è la digitalizzazione che non è solo smartworking e l'altra è una nuova visione di valori, ridefinizioni di piani strategici» 

 

 

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QUARTA SESSIONE

TRA DIGITAL E SOSTENIBILITÀ: UNA NUOVA TRAIETTORIA PER LE AZIENDE
Relatori: Giovanni Todaro, Chief Digital Officer, IBM Italia; Andrea Calabrese, Responsabile Commerciale Canale End User, Area Nord Est, Schneider Electric; Fabio Orlandi, Logistics Director, COCA-COLA HBC Italia SRL. Francesca Milani, Responsabile di Speedhub - Digital Innovation Hub

 

Festival del futuro, sessione su digital e sostenibilità

Giovanni Todaro: «Cosa fa Ibm? Già dalle origini abbiamo partecipato a processi di innovazione e ricerca. Più di 9mila brevetti conquistati in 27 anni che aiutano anche la sostenibilità. Sebbene ci siano stati dei grandi progressi ma ci sono anche grandissimi rischi per il nostro futuro, dalla pandemia al climate change. Abbiamo gli strumenti per affrontare le grandi sfide: la tecnologia è al centro di questo percorso.»

Andrea Calabrese: «Mettendo al centro la nostra sostenibilità, quello che poniamo sul mercato come Schneider il modo per ottimizzare l'uso delle risorse, introducendo il concetto di consumo energetico specifico per unità di prodotto o servizio. Ora come ora è un parametro indispensabile ed è importante averlo in tempo reale. Io non credo che oggi sia il momento di fare grandi esperimenti ma di sfruttare le informazioni che abbiamo nel modo più efficiente» 

Fabio Orlandi: «Noi stiamo portando avanti un progetto di intelligenza artificiale per la sostenibilità della logistica. Nel mondo della logistica è diventata fondamentale la digitalizzazione. Siamo in un momento di grande instabilità ed è difficile fare previsioni, da qui la necessità di creare un tool predittivo di intelligenza artificiale. Questo cosa ha a che fare con la sostenibilità? A ottimizzare il movimento dei trasporti, riducendo le emissioni  di co2, programmando gli spostamenti» 

 

 

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TERZA SESSIONE

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ COMINCIA ORA
Relatori: Donato Speroni, Segretario, ASviS (chair); Roberta Marracino, Head of Group ESG Strategy & Impact Banking, UniCredit; Federico Fraboni, Sustainability Manager, Calzedonia Group; Carlo Alberto Pratesi, Professore ordinario di Marketing, Innovazione e Sostenibilità, Università Roma Tre; Daniela Bernacchi, Segretario Generale, Global Compact Network Italy.

 

I relatori della terza sessione del Festival del Futuro

Sassoon: «La sfida del cambiamento climatico inizia ora, a partire dall'utilizzo delle risorse, ne parliamo con i nostri relatori» 

Speroni(ASviS): «E' indispensabile fare oggi le scelte che condizioneranno il nostro futuro. Il tema della sostenibilità comincia ora, ma dobbiamo immaginarci un futuro a medio lungo termine, tenendo conto di tutte le implicazioni delle conseguenze sociali, economiche ed istituzionali» 

Marracino (Unicredit): «Adesso abbiamo la grande occasione a ripensare ai modelli di business, in un certo senso siamo obbligati. Abbiamo questa crisi senza precedenti che ci obbliga a ripensare il modello di sviluppo e il sistema finanziario dovrà avere una grande accelerazione in tal senso e abbiamo una grande attenzione degli investitori su alcune categorie di imprese e di banche rispetto ad altre, ciò significa che c'è anche competizione e infine abbiamo grande abbondanza di investimenti pubblici, pensiamo al Recovery Found che hanno un impatto ambientale positivo. Tutto ciò ci offre grandi possibilità. Le banche in questo scenario, abbiamo un doppio piano, da una parte dobbiamo noi stessi decarbonizzarci, e dall'altra abbiamo il ruolo di influencer dei nostri clienti corporate. Dovremmo includere, per esempio, il rischio climatico nelle nostre analisi dei settori in cui ci esponiamo » 

Daniela Bernacchi (Global Compact): «Siamo un osservatorio privilegiato sullo stato dell'arte. Quali sono li sviluppi? Bisogna creare un ecosistema nuovo con l'aiuto delle istituzioni e delle imprese. Siamo molto lontani dagli obiettivi di Parigi quindi lo sforzo non può venire da un solo soggetto» 

Federico Fraboni (Calzedonia): «Il tema della sostenibilità ambientale è un tema facilmente veicolabile mentre quello della sostenibilità sociale è un argomento più complesso. Da parte delle aziende è necessario un cambio di cultura, farsi nuove domande nel momento in cui si prendono decisioni e siccome non sempre la sostenibilità ambientale non va di pari passo con la sostenibilità economica, per questo serve il sostegno delle istituzioni per poter essere competitivi. Nel momento in cui la scelta più virtuosa sarà anche quella più economica allora riusciremo a raggiungere una vera sostenibilità sia sociale che ambientale» 

Prof. Carlo Alberto Pratesi: «C'è una grande sinfonia di attori che dice "bisogna fare qualcosa per il mondo", ma questa è una crisi diversa da quelle passate e la velocità con cui procede è più veloce della capacità delle aziende, istituzioni e consumatori di adeguarsi. Questo sfasamento è la fonte dei nostri guai. Non possiamo limitarci a osservare i trend, dobbiamo cominciare a immaginare i possibili futuri che abbiamo davanti a noi e lavorare fin da subito per raggiungere quello più auspicabile. Ci sono diverse soluzioni e se non scegliamo in tempo rimarremo sempre più vittime delle crisi» 

 

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SECONDA SESSIONE

5G APPLICAZIONI E POSSIBILI SCENARI

Relatori: Filippo Miola, Delegato Innovazione e Fabbrica 4.0 di Confindustria Vicenza;
Stefano Quintarelli, imprenditore IT, membro AI European Expert Group, Presidente comitato direttivo AGID.

 

I relatori Miola e Quintarelli

Miola: «Dopo una serie di interventi e ordinanze fatte per capire se il 5G fa male oppure no, cosa che ritengo ormai superata, vorrei approfondire il tema del possibile sfruttamento di questa nuova tecnologia. Come potrebbe essere il futuro dell'impresa con questa tecnologia? Noi abbiamo creato un progetto per raccontare questo nuovo viaggio per accompagnare le aziende in questa trasformazione digitale. I vantaggi sono l'aumento della velocità, flessibilità e qualità e il tema della produttività aumentando l'efficienza dei processi. Aggiungo anche la sostenibilità. Un grande impiego di tecnologie digitale e scambio dati tra le macchine e i momenti di un processo industriale. L'utilizzo esponenziale dei dati all'interno delle aziende» 

Quintarelli: «Il guadagno in velocità ci sarà, un guadagno in una comunicazione internazionale il 20-30 per cento della latenza. Lo dico perché ci viene raccontato che le applicazioni saranno più veloci. La prima e principale applicazione sarà quella dell'internet delle cose in ambito industriale e qui il vantaggio è decisamente notevole, pensate che con una rete 5G si potranno collegare fino a un milione di dispositivi per chilometro quadrato, questo porterà una flessibilità davvero rilevante. L'altro bagno di realtà è che quando arriverà nei distretti industriali? Il gioco vale la candela per l'operatore di portare il 5G in un'area non densamente abitata? C'è il rischio sta nell’installazione estesa della rete, soprattutto fuori dai centri abitati, dove ci sono i distretti industriali. Questo alle compagnie telefoniche spesso non conviene. La rete probabilmente arriverà tardi rispetto agli impianti interni. Potremmo vedere all’esperienza della Gran Bretagna, dove sono state autorizzate frequenze su base non interferenziale, ossia la propria ’isola 5G’, nelle aziende; è una soluzione possibile» 

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Quintarelli: «Ho fatto parte della commissione di esperti europea sull'Intelligenza artificiale, tra qualche settimana verrà rilasciato un paper sull'uso dell'AI nelle imprese. Io dico che è un lubrificante dei processi operativi delle aziende, bisogna capire che è un modo diverso di fare software, il tradizionale è algoritmico, con le  AI è imparare dagli errori, machine learning. Per questo mettere via i dati è una base per creare un modo che poi ci aiuterà a lavorare meglio» 

 

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KEYNOTE SPEAKER VODAFONE
Sabrina Baggioni, 5G Program Director, Vodafone.

Montan: «Parliamo di un argomento che è stato oggetto di grandi fake news. Noi guardiamo al futuro, ma il 5G già esiste...»

Baggioni: «Esiste dal 2018 ed è diventata realtà commerciale l'anno scorso a giugno. E' un servizio attivo ormai da un anno e abbiamo visto crescere anche ormai il numero dei terminali di diverse case costruttrici. Chiaramente quello che può essere sperimentato  oggi è solo una parte delle grandi possibilità del 5G. Di fatto consente di fare più velocemente quello che si riesce a fare con i nostri smartphone, ma è solo uno dei tanti benefici, la vera rivoluzione non è solo nella velocità ma d'impatto sul sistema che le altre caratteristiche del 5G insieme alla velocità consentiranno di avere. Una di queste è la bassissima latenza che vuol dire avere risposta immediata a qualsiasi input.» 

Montan introduce Baggioni

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PRIMA SESSIONE
LA SFIDA GLOBALE PER LA SALUTE

Ospiti: Giuseppe Lippi dell'Università di Verona, Francesca Pasinelli, dg di Telethon, Luciano Ravera, ceo di Humanitas e Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia e Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Padova.

Andrea Crisanti

Andra Crisanti (VIDEO)«Per diversi decenni non abbiamo avuto pandemie importanti, poi è capitato questo fenomeno che è già accaduto nel passato recente, come l'Hiv o la sifilide, il repertorio degli organismi che possono affettare l'uomo non è finito e dipende anche dall'attività dell'uomo. In futuro bisognerebbe costruire sistemi di allerta per riconoscere malattie e agenti non noti. Credo che l'Oms non sia stata all'altezza della situazione per motivi strutturali e politici. E' una organizzazione gigantesca e staccata dal resto e influenzata da donatori esterni in maniera sproporzionata. Il fatto che non includa Taiwan ne è emblematico infatti gli allarmi lanciati da Taiwan sono stati completamente ignorati. Come se ne esce? combinando misure di lockdown molto restrittive con misure di tracciabilità e sull'utilizzo dei tamponi quello che non abbiamo fatto in Italia bullandoci del fatto che l'epidemia fosse finita» 

 

Giuseppe Lippi: «Il ruolo fondamentale della prevenzione, possibile prevedere terremoti o evitare pandemie o controllare la devastazione del Covid? Disinvestire sulla ricerca scientifica è una scelta poco accorta» 

 

Francesca Pasinelli: «Molto probabile che, soprattutto quelle infettive, sono condizioni che si riverificheranno. Sarà fondamentale trarre tesoro e mi auguro che la comunità internazionale si stia attrezzando in tal senso. Probabilmente la creazione di piani pandemici sarà necessaria partendo dall'analisi accurata di quello che è successo. Creare delle task force addestrate appositamente per affrontare tempestivamente sarà necessaria per non far ricadere su tutto il resto del sistema sanitario il peso dell'epidemia. Poi sistemi di tracciamento elettronico saranno fondamentali e risolvere problemi di privacy ad essi legati. Un altro tema è la messa a disposizione rapidissima dell'adeguato equipaggiamento. In Italia e non solo abbiamo sofferto il fatto che ospedali non fossero equipaggiati di mascherine e dispositivi di sicurezza adatti. E ora va considerato una problema di smaltimento delle mascherine che sia sostenibile per l'ambiente. E poi la telemedicina» 

 

Luciano Ravera: «Dobbiamo lavorare sul fronte della prevenzione e dell'organizzazione. Abbiamo bisogno di tecnologia e di un sistema più organizzato di collegamento tra ospedali e territorio. La profonda connessione tra i luoghi di erogazione della cura e l'attività di ricerca e di sapere. Abbiamo bisogno di garantirci sanità, ricerca e formazione di avanguardia che lavorano insieme e di un pubblico e un privato che collaborano e non siano antagonisti»

 

RICERCA E PIL

Pasinelli: «Verranno dall'innovazione i grandi miglioramenti per la salute e non solo quindi vanno incoraggiati i giovani a seguire carriere nella ricerca scientifica. Circa il bassissimo investimento del nostro Paese alla ricerca, ma corrisponde anche una scadente allocazione delle risorse che ci sono. Per come vengono distribuiti i denari in ricerca scientifica, un aumento dei fondi non migliorerebbe la situazione perché manca una messa a punto della macchina» 

 

Ravera: «Non perdiamoci in localismi, l'Europa possa essere una locomotiva che potrebbe trainare negli anni a venire e noi dovremmo restare agganciati per essere sicuri che la ricerca italiana esca da quei meccanismi cui si riferiva la dottoressa Pasinelli. L'occasione del Recovery Found spero ci dia un aiuto, se il Paese decide che la ricerca sono uno degli assi dal quale possiamo ripartire» 

 

 

***

I SALUTI INIZIALI

Il Festival del Futuro

 

Enrico Sassoon: «Dieci le sessioni del festival di quest'anno che, a causa della pandemia, sarà interamente in versione digitale. Tante tematiche rivolte soprattutto ai giovani, ma anche alle aziende e alle istituzioni. Oggi iniziamo e concluderemo questo incontro sabato a mezzogiorno»

 

Luigi Consiglio: «Abbiamo cercato di portare la cultura mondiale, l'eccellenza d'impresa insieme ad Athesis per rendere le persone confidenti rispetto sui cambiamenti, e di far capire alle persone quanto la vita cambierà, quanti posti di lavoro si perderanno ma anche quanti nasceranno, di far cambiare il timore nel futuro in speranza»

 

Gianluca Rana (IL VIDEO)«E' un piacere avere l'opportunità di aprire i lavori di questa edizione molto diversa dallo scorso anno. Questa nuova vita che guarda al futuro nonostante tutto, non concentrarci sul contingente ma guardare avanti: tre giorni importanti, nei quali 60 relatori si confronteranno tra loro con un unico pensiero, il futuro nostro e dei nostri giovani. Questa piattaforma che abbiamo costruito rappresenta il motore per il nostro futuro, dobbiamo ai giovani la nostra speranza e proprio loro saranno i beneficiari di quanto realizzeremo in questi giorni. Il pensiero di quello che accadrà non deve farci paura»

 

Michele Bauli: «Inizia la seconda edizione del Festival del Futuro, che si svolge in maniera particolare: sarà interamente in digitale, segno dei tempi che stiamo vivendo, della lotta a questa pandemia che da mesi ci sta addosso. Ma anche segno di speranza perché, nonostante le difficoltà della pandemia, siamo qui a pensare al futuro. Ci siamo ritagliati una tre giorni nella quale magari dimentichiamo le difficoltà che stiamo vivendo e pensiamo invece a quali sono i trend di sviluppo futuri della nostra società: tecnologici, ambientali, di sicurezza» 

 

Matteo Montan: «Nuova formula di un Festival ancor più ricco. Questo territorio, il bacino del lombardo veneto di oltre 6 milioni di persone, è quello cui ci riferiamo. Mettiamo al servizio del Festival del Futuro questa nostra capacità, come gruppo editoriale, di saper parlare a tutti. Il nostro ruolo è cambiato, non è più l'editore che racconta le cose ma l'editore che fa le cose, quindi siamo qua in questo momento complicato per dare un messaggio di speranza. Non siamo soli, abbiamo aggregato le grandi aziende, le Confindustrie e le camere di commercio e abbiamo grandi enti patrocinatori, dall'Unione  Europea alla Regione Veneto»

 

Il sindaco Federico Sboarina: «Un grande ringraziamento al Gruppo editoriale Athesis per aver voluto fortemente questa iniziativa. Intanto una grande novità, la digitalizzazione dovuta alla pandemia, ci siamo accorti in questi mesi quanto la tecnologia e l'innovazione siano importanti, l'abbiamo capito nelle istituzioni e soprattutto nella scuola. Due esempi per dire quanto il nostro Paese abbia bisogno di futuro. Per questo auguro a tutti un buon lavoro»

 

Maurizio Danese (presidente Veronafiere): «Disegnare il nuovo mondo è il titolo più adatto a questo momento. Il digitale ha saputo mantenere i contatti con i nostri clienti, è un grande alleato del sistema fieristico anche se non sarà il sostituto»

 

Luca Zaia, presidente Regione Veneto: «Un saluto a tutti. Un Festival che si inserisce in un'era che è completamente diversa da quella dello scorso anno. E' cambiato il nostro modo di vivere, di produrre. Ci manca solo di guardare cosa il Covid, dopo tanti danni, ci ha portato in termini di innovazione. Ovviamente dopo aver risanato il nostro tessuto economico con quello che mi auguro sarà un vero piano Marshall. Ma è vero che usciremo anche da questo periodo, solo i pessimisti non fanno fortuna»

 

***

FESTIVAL DEL FUTURO, 2a EDIZIONE

Immaginare le rotte del futuro e condividere tecnologie e opportunità di business. Coinvolgere i protagonisti nel panorama dell’innovazione, ma anche rappresentanti del mondo delle aziende, della ricerca, delle istituzioni affinché, attraverso il confronto, il dibattito, la contaminazione reciproca, possano essere individuate le direzioni verso cui stanno andando imprese e lavoro, economia e finanza, smart city e intelligenza artificiale.

 

Il Festival del Futuro torna, da oggi a sabato, con un’edizione completamente digital e lo fa alla fine di un anno segnato dalla pandemia che ha insegnato come il domani non sia scritto, tutt’altro: può ancora sorprenderci e travolgerci.

 

Il Festival, promosso dalla piattaforma di studio e divulgazione scientifica Eccellenze d’Impresa, Harvard Business Review Italia e Gruppo editoriale Athesis, alla prima edizione l’anno scorso aveva riunito per due giorni alcune migliaia di persone al Centro congressi di Veronefiere. Ma in questi dodici mesi il mondo è cambiato, è stato stravolto dal punto di vista sanitario, economico, sociale, come è emerso anche nelle due anteprime che hanno permesso di respirare l’atmosfera del festival in due città chiave del bacino lombardo-veneto, che costituisce l’area di riferimento naturale del progetto: Brescia e Vicenza. In questa edizione del Festival la pandemia, e soprattutto quello che ha significato a livello globale, costituirà una sorta di fil rouge nei tre giorni con una sessantina di relatori e dieci panel.

 

Dieci i panel, con l’obiettivo di approfondire i macrotrend che segneranno futuro, nei prossimi anni: nella prima giornata il tema quanto mai attuale de «La sfida globale della salute», a seguire «Il cambiamento climatico: la sfida della sostenibilità comincia ora» e «Nuovi orientamenti per anticipare e gestire crisi ed emergenze». Il secondo giorno, focus su tecnologia con due confronti dal titolo «Può l’Italia diventare un leader tecnologico? Le condizioni abilitanti. Gli errori da evitare» e «Tecnologia e lavoro: i nuovi paradigmi». Chiude la mattinata il panel «Il ruolo delle donne nel disegno del nuovo mondo».

 

Nel pomeriggio spazio a «Innovazione e start-up» e agli interventi del convegno «Le prospettive economiche e industriali dell’Italia nel nuovo contesto globale». Agroalimentare protagonista dei panel di chiusura, sabato: «Agricoltura & Innovazione: il futuro è già presente» e «Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva. Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio». I dieci i panel in programma sono trasmessi in diretta streaming sui siti del Festival del Futuro (festivaldelfuturo.eu), dei quotidiani L’Arena, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi, di TeleArena e TeleMantova e di Radio Verona, oltre che sulle rispettive pagine Facebook.

 

IL PROGRAMMA DELLA PRIMA GIORNATA 

GIOVEDIì 19 NOVEMBRE

11:00 – 11:30
Introduzione e saluti

11:30 – 12:30
LA SFIDA GLOBALE DELLA SALUTE
In collaborazione con Università di Verona e Humanitas

Giuseppe Lippi, Professore di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, Università di Verona;
Francesca Pasinelli, Direttore Generale, Telethon;
Luciano Ravera, CEO, Humanitas;
Andrea Crisanti, Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, Università degli Studi di Padova.


12:30 – 13:00
KEYNOTE SPEAKER VODAFONE
Sabrina Baggioni, 5G Program Director, Vodafone.


13:30 – 14:15
5G APPLICAZIONI E POSSIBILI SCENARI
In collaborazione con Confindustria Vicenza

Filippo Miola, Delegato Innovazione e Fabbrica 4.0 di Confindustria Vicenza;
Stefano Quintarelli, imprenditore IT, membro AI European Expert Group, Presidente comitato direttivo AGID.


14:30 – 15:30
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ COMINCIA ORA
In collaborazione con ASviS e Futura Network

Donato Speroni, Segretario, ASviS (chair);
Roberta Marracino, Head of Group ESG Strategy & Impact Banking, UniCredit;
Federico Fraboni, Sustainability Manager, Calzedonia Group;
Carlo Alberto Pratesi, Professore ordinario di Marketing, Innovazione e Sostenibilità, Università Roma Tre;
Daniela Bernacchi, Segretario Generale, Global Compact Network Italy.

15:45 – 16:30
TRA DIGITAL E SOSTENIBILITÀ: UNA NUOVA TRAIETTORIA PER LE AZIENDE
In collaborazione con Confindustria Verona

Giovanni Todaro, Chief Digital Officer, IBM Italia;
Andrea Calabrese, Responsabile Commerciale Canale End User, Area Nord Est, Schneider Electric;
Fabio Orlandi, Logistics Director, COCA-COLA HBC Italia SRL.
Francesca Milani, Responsabile di Speedhub - Digital Innovation Hub

16:30 – 17:30
NUOVI ORIENTAMENTI PER ANTICIPARE E GESTIRE CRISI ED EMERGENZE
In collaborazione con Commissione europea

Mario Nava, Direttore Generale per le riforme, Commissione europea;
Enrico Giovannini, Portavoce, ASviS;
Maria Pierdicchi, Presidente, Nedcommunity;
Massimo Gaudina, Commissione europea (chair).

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