IL PREMIO

Lio, una Perla
costruita su
impegno e passione

La centrocampista Katia Lio, punto di forza dell’Atletico Dor, con papà Giuseppe: è finalista della Perla
La centrocampista Katia Lio, punto di forza dell’Atletico Dor, con papà Giuseppe: è finalista della Perla

Katia Lio non riesce ancora a crederci: la centrocampista dell’Atletico Dor, da quest’anno nel campionato di Promozione, è entrata nel gruppo delle tre giocatrici che si contenderanno la Perla del Calcio, dopo una cavalcata che l’ha vista in pole position per gran parte del percorso. «L’ultima settimana non ho osato guardare la classifica - confessa . So che alcuni lettori conservano fino all’ultimo una grande quantità di tagliandi, perciò il punteggio si può ribaltare all’improvviso. Temevo di aver perso posizioni». Ci ha pensato Alessandro Lanzone, direttore sportivo dell’Atletico Dor, a darle la bella notizia: «Quando ho saputo di essere nella “top 3“ ero stupefatta. Mi fa molto piacere: vuol dire che i lettori hanno capito quanto il calcio è importante per me». UNO SPORT che per Katia non è un semplice hobby, ma «una passione di cui non posso fare a meno. Lavoro in un supermercato, aperto anche la domenica: durante il campionato chiedevo di iniziare prima per arrivare in tempo alla partita oppure facevo il doppio turno il sabato per essere libera il giorno dopo. Sacrifici che ho sempre fatto con piacere». Solo entrare nella lista delle candidate, quattro mesi fa, è stata una vittoria: «Un’enorme soddisfazione, arrivata dopo un periodo difficile: qualche anno fa giocavo nel Flero, che ho dovuto abbandonare per un infortunio alla spalla». La guarigione, poi il ritorno in campo. «Ero fuori forma, non me la sentivo di ricominciare con il calcio a 11. Così sono passata a quello a 7». Finché, un anno fa, arriva la sfida dell’Atletico Dor: «Cercavano giocatrici per formare la squadra e ho deciso di buttarmi. Da una parte ero esitante: temevo di aver perso il passo. Dall’altra, non sopportavo i commenti delle persone che mi ritenevano troppo “in carne” per giocare a calcio. Sono molto competitiva: se mi dici “non ce la fai”, mi impegno finché non ti ho fatto vedere che riesco». Bastano pochi tocchi per innamorarsi di nuovo del calcio a 11: «I movimenti, il tempismo, la tecnica: tutto era ancora lì, come mi ricordavo. Anche se mi mancava un po’ di fiato, non avevo affatto disimparato a giocare: una gioia grandissima, che mi ha spinto a impegnarmi sempre di più. E in pochi mesi ho perso 20 kg». Una risposta concreta a tutti i «non ce la fai». Katia Lio non solo è diventata un punto di riferimento per la sua squadra, ma ha raggiunto la finale della Perla.. PER LA SERATA del 7 è «estremamente agitata. Qualunque cosa mi dicano mi commuoverà. Non importa se arriverò prima, secondo o terza: voglio che sia un bel giorno da ricordare. E che accanto a me ci sia una persona speciale…». Papà Giuseppe: Katia dedica a lui questo traguardo. «Tra noi c’è sempre stato un legame fortissimo, nato proprio dal calcio: lui lo adora, ma dei suoi cinque figli sono l’unica che si è appassionata a questo sport. La domenica è sempre stata il nostro giorno: tifiamo Milan». Durante la settimana, del resto, padre e figlia sono uniti da un rito unico: «Dopo il lavoro ci guardiamo, tiriamo fuori la palla e andiamo a giocare in cortile. Lui è stato anche allenatore, così mi dà una mano. E chi fa meno palleggi paga l’aperitivo». Nelle partite e nella vita, papà Giuseppe non ha mai fatto mancare il suo sostegno a Katia. Di cui ora è più fiero che mai: «Non smette di parlare della Perla. Questo successo voglio condividerlo con lui». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Turla