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19.10.2019

Addio vecchie torri dell’acqua Scatta la doppia demolizione

La torre di via Lizzere sarà sostituita con un impianto per l’acqua
La torre di via Lizzere sarà sostituita con un impianto per l’acqua

La skyline di Bagnolo sta per subire una profonda metamorfosi. A breve saranno demoliti i due acquedotti di via Gramsci e di via Lizzere, strutture da anni inutilizzate e in stato di abbandono. La prima torre - che si affaccia sul quartiere Corea - sarà definitivamente eliminata, mentre quella in via Lizzere verrà sostituita da un impianto per il trattamento delle acque che si affiancherà a quello già in funzione in viale delle Nazioni Unite, all’esterno della pista di atletica delle scuole medie. IL PROGETTO è stato messo a punto nei giorni scorsi in occasione di un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato l’Amministrazione comunale insieme ad A2A e alla ditta che ha vinto l’appalto per i lavori. Lunedì 28 ottobre verrà aperto il cantiere esplorativo in via Gramsci per verificare l’eventuale presenza di amianto nell’intonaco e nei tubi. In caso positivo, sarebbe necessario il coinvolgimento di Ats per seguire l’iter previsto per la rimozione e lo smaltimento di asbesto, mentre se, come probabile, non ci saranno contrattempi, il cantiere sarà operativo da lunedì 11 novembre per chiudersi due settimane dopo. In via Lizzere, al termine della demolizione, nascerà invece un nuovo impianto per il trattamento dell’acqua. L’operazione, finanziata da A2A, consentirà all’Amministrazione comunale di raggiungere due obiettivi. «Si tratta di un intervento che non solo ci permetterà di mantenere ai massimi livelli la tutela della qualità e della salubrità dell’acqua - spiega il sindaco Cristina Almici -, ma potremo contare su un secondo impianto per il controllo dei nitrati». Inoltre, «la demolizione dell’acquedotto di via Gramsci aprirà la strada ad altri interventi - sottolinea il sindaco -: al suo posto verrà realizzato un passaggio ciclopedonale atteso da decenni, che collegherà via Gramsci a viale Europa». •

Cinzia Reboni
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