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15.07.2020

«Collettore, ecco quello che il ministro non sa»

Marco Togni guida Montichiari
Marco Togni guida Montichiari

La partita della depurazione del Garda si gioca a carte scoperte e senza esclusione di colpi. All’indomani dell’invio al ministero, da parte dell’Ato, delle controdeduzioni al dossier di tecnici e comitati ambientalisti, i sindaci della valle del Chiese hanno inviato ieri una lettera al ministro dell’Ambiente Sergio Costa per chiedere chiarimenti su «un percorso tortuoso, poco chiaro e con troppi errori di valutazione». Il riferimento è allo studio del 2018 commissionato da Acque Bresciane all’Università di Brescia - reso pubblico dopo due anni -, e all’aggiornamento del luglio 2019. I sindaci di Montichiari, Gavardo, Muscoline e Prevalle definiscono lo studio del professor Giorgio Bertanza «un pacchetto unico e preconfezionato». Nello studio «si legge che l’analisi comparativa tra i diversi scenari è stata effettuata considerando aspetti di tipo ambientale, economico, impiantistico e urbanistico, ispirandosi ai criteri di confronto definiti nel regolamento della Regione Lombardia sulla disciplina degli scarichi in fase di emanazione. Con piacere apprendiamo quindi - scrivono i sindaci contrari all’ipotesi che i reflui fognari prodotti dal Garda vengano trattati a Montichiari e Gavardo - che l’Università aveva già affrontato lo studio 2018 ispirandosi ai princìpi del nuovo regolamento regionale in fase di varo». A luglio 2019 l’Università di Brescia consegna un aggiornamento «inserendo a sua completa discrezione due criteri aggiuntivi che rendono del tutto soggettiva e non più oggettiva la comparazione degli scenari». Secondo gli amministratori del Chiese, tra lo studio del 2018 e quello del 2019 ci sarebbero palesi incongruenze. «Gli abitanti equivalenti dello stesso bacino passano di colpo da 584.213 a 634.677. Prima si asserisce che, nell’ipotesi dello scenario 1 (Peschiera) si dovrà procedere alla realizzazione del depuratore intercomunale di Visano destinato a servire anche Remedello e Acquafredda, ma nella pagina successiva si sostiene, erroneamente, che a Visano esiste già un impianto che sarà mantenuto e adeguato». Ma i presunti errori non si fermano qui. «Parlando dello scenario 4 (Peschiera-Gavardo-Montichiari), si dichiara che il bacino di Montichiari è di 160 mila abitanti, mentre in una seconda tabella risultano 145 mila. E ancora: nello studio del 2019 in merito ai vincoli presenti sono stati presi in considerazione molti piu Comuni rispetto a quello di un anno prima, mentre è “sparito“ Muscoline. E infine, in entrambi gli studi non è mai stata presa in considerazione la classificazione sismica», che vede Gavardo e Montichiari in zona 2, quindi molto più a rischio di Peschiera che è in fascia 3. Infine i costi, che «dal 2018 al 2019 sono incredibilmente lievitati» In conclusione, i sindaci puntano il dito su «un iter per molti aspetti carente e viziato nella forma», avvisando il ministro di essere pronti «a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi opportune, non solo in merito ai temi ambientali, ma anche a quelli relativi all’impiego di risorse pubbliche». •

C.REB.
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