«Antinfluenzali, se ne buttano sempre troppi»

Il dottor Ovidio  Brignoli
Il dottor Ovidio Brignoli

Sembra un paradosso ma, passata la polemica sulle forniture di vaccini antinfluenzali c’è il rischio concreto di buttare alcune centinaia di migliaia di vaccini antinfluenzali. Lo ha spiegato Ovidio Brignoli, medico di base a Capriolo, vice presidente Simg (Società italiana di medicina generale) «I vaccini antinfluenzali inoculati fino a fine di gennaio sono efficaci per tutto il mese di febbraio, poi non servono più. Purtroppo nella popolazione manca una cultura adeguata della prevenzione. Ogni anno, l’influenza provoca oltre tremila morti e ricoveri in ospedale - Vaccinarsi è un segno di responsabilità pubblica e personale». Confermando che sui problemi della vaccinazione antinfluenzale quest’anno più delle difficoltà della fornitura ha pesato la scarsa cultura della prevenzione, evidenziata dai dati degli ultimi anni in Lombardia, quando il covid sembrava fantascienza Brignoli fa notare: «In passato si sono buttate centinaia di migliaia di vaccini non utilizzati. Il primo problema è essere responsabili verso la propria salute e quella degli altri, il secondo, quest’anno, è che si sono allungati i tempi ma vaccinarsi si può fino a fine mese. Come medico invito tutti a farlo, in particolare invito gli anziani e le persone con patologie croniche, recandosi dal proprio medico o prendendo appuntamento nei posti di sanità pubblica come ambulatori o ospedali. Vaccinandosi si salvaguarda la propria salute e quella degli altri si utilizzano al meglio le risorse del servizio sanitario nazionale». I DATI DEGLI ultimi anni in Lombardia, oltre 11milioni di residenti, presentano medie basse di vaccinati: nel 2013/14, dei 1.147.577 vaccini distribuiti, 1.005. 877 sono stati somministrati a over 65, nel 2014/15, la maggior parte dei 1.137.050 a disposizione sono stati somministrati, a 1.002.139 over 65. Il trend degli anni successivi registra scarsi incrementi e conferma che quasi la metà dei vaccini è inoculata a over 65, ma anche tra gli anziani l’antinfluenzale non interessa che un anziano su due. Una buona metà di over 65, neppure con l’allarme covid, ha cambiato parere. In Lombardia nel 2020/21 dei 2.655.000 vaccini distribuiti ne sono stati somministrati 1.709.592, di cui 1.245.068, a over 65, per cui solo il 54,07 percento delle persone considerate più esposte alla pandemia si è protetto. Nelle province più colpite dalla prima ondata Brescia, 1.168.697 residenti, con 252.965 over 65, e Bergamo, 1.116.384 residenti, con 133.636 over 65, l’allarme non ha provocato un’impennata. L’importanza dell’antinfluenzale però è evidente osservando i dati tra il 26 dicembre 2020 e il 12 gennaio 2021: la colonna degli ammalati covid si riduce quando la colonna dei vaccinati aumenta. «Anche i giovani devono vaccinarsi - ha concluso Brignoli - evitando la tentazione di prendersi con l’influenza una settimana di ferie. Sono convinto che fin dai primi anni a scuola si dovrebbe insegnare l’educazione alla salute». •

G.C.C.