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Il percorso del tram nel progetto
Il percorso del tram nel progetto

Le minoranze in Loggia non vogliono il tram Pendolina-Fiera. In commissione Viabilità, Lega, Forza Italia e M5S hanno aperto un fuoco incrociato contro il progetto della linea T2, appena inviato dalla Giunta al ministero delle Infrastrutture e trasporti per ottenere un finanziamento da 359,5 milioni di euro. E chiedono un nuovo confronto «per un’analisi più approfondita». IL TIRO incrociato è iniziato con la Lega. Simona Bordonali ha evidenziato il proliferare di sensi unici, additando sei anni di cantieri con disagi soprattutto in centro, lanciando l’allarme per la sostenibilità dei costi di gestione ipotizzati da 1 a 3 milioni annui a seconda della riduzione dei chilometri/bus. Massimo Tacconi ha trovato imprudente investire sul Tpl, con la prospettiva di smart working, motorizzazione elettrica e quanto modificherà in futuro il trasporto. Michele Maggi ha bocciato la velocità commerciate di 17,9 chilometri all’ora, proponendo bus elettrici. Paola Vilardi (Fi) ha contestato la scelta di introdurre il tram in una realtà già qualificata, sollecitando una verifica con assessore e sindaco. Guido Ghidini (M5S) ha rimarcato, tra l’altro, che la zona Polivalente del parcheggio scambiatore è a rischio esondazione Mella. Brescia Mobilità, che ha illustrato il progetto con il presidente Carlo Scarpa, il direttore generale Marco Medeghini e l’architetto responsabile del procedimento Vera Sabatti, nel frattempo, ha precisato il percorso in sede propria/riservata e in sede promiscua lungo gli 11,65 chilometri costellati di 24 fermate. Si parte dal grande deposito alla Fiera, dimensionato anche per i convogli del futuro T3 Violino-Sant’Eufemia che condivide con il T2 la parte centrale del tracciato. Il capolinea è in posizione baricentrica rispetto a Fiera e Palaleonessa, con un parcheggio da 1.200 posti su due piani interrati. Subito dopo la partenza, il tram attraversa la tangenziale con un nuovo ponte indipendente, percorre via Orzinuovi in sede riservata; sono previsti espropri di aree dismesse per lasciare spazio al traffico privato. All’incrocio Dalmazia/Salgari andranno risistemate le rotatorie per favorire la svolta a destra delle auto. Dopodichè, sempre in sede riservata, il tram imboccherà via Corsica da riqualificare nella parte mancante. Il primo tratto in sede promiscua scatterà all’incrocio con via Malta e proseguirà fino a piazzale Repubblica, anche per l’attraversamento del sottopasso ferroviario di sezione ridotta. Dopodichè si riprenderà in sede propria fino alla Stazione ferroviaria: qui l’area sarà ridisegnata per limitare le interferenze fra traffico pubblico e privato. Il tram per un brevissimo tratto davanti alla Stazione dividerà la strada con i bus. Le auto, invece, si avvicineranno alla Stazione solo lateralmente, per defluire su via Togni dove sarà rimossa la pensilina Sia con risistemazione dell’isolato. Dall’altra parte sarà rinforzata l’ultima soletta del parcheggio in struttura, sulla quale passeranno i binari, con fermata in posizione centrale tra stazione metrò e terminal dei pullman. La continuazione per via Solferino e via Ferramola sarà in sede propria fino all’incrocio con via XX Settembre, dove è previsto lo sfiocco per la T3. Da qui andrà in sede promiscua fino all’uscita della Galleria, in direzione Nord. In senso opposto avrà sede propria fino all’incrocio con via Moretto, poi passerà alla promiscuità fino a tutta via Mazzini per tornare in corsia riservata dentro la Galleria. DA QUESTO punto il percorso di sdoppia e fino a piazzale Battisti passa da via Pusterla all’andata, da Fossa Bagni al ritorno e in sede propria. Allo stesso modo proseguirà per via Da Vinci fino a via Volturno, dove viaggerà in promiscuità fino al piazzale Iveco. In direzione opposta la sede promiscua è limitata tra le vie Sebino e Camozzi. La sede propria ritorna fino al ponte sulla tangenziale, poi sarà promiscua fino a Urago Mella con un piccolo tratto riservato in direzione centro. Infine, da via Risorgimento torna in sede propria fino al capolinea Pendolina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Mimmo Varone