Acque Bresciane e Ato: «Noi siamo quasi pronti»

Paolo  Saurgnani, direttore Ato
Paolo Saurgnani, direttore Ato
Paolo  Saurgnani, direttore Ato
Paolo Saurgnani, direttore Ato

«Siamo arrivati a questa scelta sullo schema di depurazione con uno scenario di urgenza. Interessa la zona nord del lago e nello specifico la condotta sublacuale, che necessita di una dismissione in tempi rapidi: quello il problema principale». Lo ha spiegato ieri il direttore di Acque Bresciane, Paolo Saurgnani: «Stiamo parlando di scelte operate da persone con una sensibilità ambientale notevole; questa di Montichiari e Gavardo è la soluzione migliore, approvata dall’Autorità d’Ambito». D’ACCORDO il direttore tecnico di Acque Bresciane, Mauro Olivieri: «Entro metà marzo lo schema di progetto verrà completato e inviato all’Autorità d’Ambito per la valutazione di impatto ambientale. Le analisi alla condotta sublacuale - prosegue - hanno evidenziato fenomeni di corrosione molto seri e non possiamo immaginare altre manutenzioni dai costi enormi, come quella che inizierà la prossima settimana». Si parla di un mese di lavoro in profondità sui fondali per un costo di un milione e 800 mila euro.

L.SCA.