L’accoglienza «bonsai» produce buoni frutti

Accoglienza e integrazione: a Borgosatollo un’esperienza virtuosa
Accoglienza e integrazione: a Borgosatollo un’esperienza virtuosa

+L'accoglienza si può gestire su piccoli numeri, suddivisi su più Comuni, in modo da renderla sostenibile. Partendo da questo approccio, il Comune di Borgosatollo ha rinnovato fino al 2023 il progetto per i richiedenti asilo. Il paese aveva aderito nel 2018 al progetto di accoglienza per persone titolari di protezione internazionale, umanitaria e profughi, che vedeva come capofila il Comune di Collebeato, al quale avevano aderito Gussago e, in una prima fase, anche Flero. «Dare risposte efficaci in tema di protezione internazionale e richiedenti asilo nel 2018 era senza dubbio un’impresa complessa a causa dell’emergenza sbarchi. Oggi il quadro è cambiato, anche se l’opinione pubblica si trova fortemente divisa», spiega il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali Elisa Chiaf. Nei primi tre anni del progetto, senza costi a carico del Comune, a Borgosatollo sono state accolte nove persone: quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni, tre nella fascia 26-30 anni e due tra i 30 e i 35 anni. Prendersi cura dei migranti fuggiti dal loro Paese è stato possibile grazie a un cittadino che ha messo a disposizione un appartamento, ospitando le persone per periodi di tempo differenti: da un anno fino a 23 mesi. Tutte le persone accolte erano di origine africana, provenienti da Mali, Camerun, Senegal, Ghana, Costa d’Avorio, Somalia e Nigeria. Durante l’accoglienza i ragazzi hanno frequentato corsi di formazione professionale e lingua italiana, svolto tirocini come operaio edile, addetto alla sicurezza, mediatore linguistico, operaio di fabbrica, pulizie e aiuto cuoco. Al termine del periodo trascorso a Borgosatollo, sei di loro si sono trasferiti in altri paesi del Bresciano, dove lavorano, e tre fuori provincia. Tutta l’attività di accoglienza e stata affiancata da operatori specializzati dell'Associazione Adl Zavidovici di Brescia. «Borgosatollo ha rappresentato un’opportunità per queste persone, che hanno trascorso qui un breve periodo della loro vita, dopo aver cambiato continente e attraversato il mare - aggiunge Elisa Chiaf -. Ora la prima fase del progetto si è conclusa e, come Amministrazione, abbiamo dato la disponibilità ad ospitare una famiglia somala composta dai genitori e una bambina di 2 anni. Certamente, tre persone per un paese di 9.200 abitanti sono un numero esiguo, ma è un piccolo e importante passo e una mano tesa verso l'accoglienza». Lo scorso anno i richiedenti asilo politico ospiti dei centri di microaccoglienza nel Bresciano erano 949, oltre ai 420 posti Sprar. •. C.Reb.