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29.10.2020

«Richiesta pretestuosa» Fuoco di sbarramento contro il colpo di coda

Il sindaco Giovanni Ventura
Il sindaco Giovanni Ventura

«Una richiesta di risarcimento pretestuosa, priva di ogni fondamento giuridico». Chi per 13 anni si è battuto contro la discarica, bolla così l’iniziativa giudiziaria di Garda Uno imperniata su un presunto «accordo» non rispettato. «In realtà, quella dell’aprile 2007 era una mera dichiarazione di intenti - sottolinea Marco Apostoli, al tempo assessore all’Ecologia del Comune di Rezzato - Garda Uno aveva espresso l’esigenza dei Comuni del Garda di smaltire i residui delle isole ecologiche. Alla nostra richiesta di produrre i codici Cer, per capire cosa sarebbe finito in quella discarica, ci era stato presentato un elenco con più di 500 voci di rifiuti...». NEL DOCUMENTO, peraltro, si chiedeva a Garda Uno di «presentare istanze, richieste, documentazione tecnica ed amministrativa per ottenere autorizzazioni e permessi necessari per dare corso al progetto». Ma dal momento che 18 mesi dopo nessuna procedura era stata avviata, il sindaco di Rezzato dell'epoca, Enrico Danesi, alla vigilia delle elezioni aveva ritenuto chiusa la partita, scrivendo all’utility che «non riteneva corretto impegnare i futuri amministratori e considerava decaduta la dichiarazione di intenti sottoscritta invitando la società, se ancora interessata, a formulare una nuova richiesta». Poi il silenzio, fino al luglio 2011, quando Garda Uno «è tornata all’attacco - aggiunge Apostoli -. Ma anche in quel caso, la nuova Giunta di Rezzato espresse parere negativo». La richiesta di Garda Uno «è alquanto singolare - sottolinea Fabio Capra, consigliere in Loggia -. Alla manifestazione d’interesse del 2007 non era seguito alcun atto formale. Io sono sempre stato convinto che non ci fossero i requisiti per realizzare una discarica al confine con il Parco delle Cave. E la sentenza del Consiglio di Stato sulla Castella 2 su questo punto è stata tombale: in un Comune come Rezzato, che va nella direzione della rigenerazione del territorio, non si possono scaricare rifiuti». Quanto alla richiesta milionaria di Garda Uno «i legali dovranno fare tutte le valutazioni sull’efficacia ed il valore di quell’accordo del 2007 - sottolinea il sindaco Giovanni Ventura -. Garda Uno aveva la speranza di ottenere l’autorizzazione per la Castella 2, tanto che aveva ritirato il ricorso sul precedente progetto, ma nel momento in cui il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine, si è trovata tra le mani un investimento che non vale più nulla». © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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