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28.10.2019 Tags: Pisogne

Fatiche e pericoli, onore ai minatori

Alla scoperta delle vecchie miniere di Pisogne
Alla scoperta delle vecchie miniere di Pisogne

«Quest’opera è nata per rendere omaggio al duro lavoro di tutti i pisognesi che qui hanno lavorato. Ed è utile a ritrovare nella storia personale e di lavoro le proprie radici e la propria identità». E con queste parole che Cinzia Andreoni, del Gruppo speleo Montorfano, introduce la ricerca storica firmata da Giacomo Goldaniga e Franco Di Prizio e intitolata «Miniere e minatori di Pisogne - Storia e vita di miniera». La pubblicazione, freschissima di stampa, racconta quanto succedeva nella «pancia» della montagna pisognese, dove fin dal Neolitico e soprattutto tra il Settecento e la prima metà del Novecento l’estrazione del minerale ferroso aveva creato le basi di una florida economia siderurgica. Inquadramento storico e molte foto d’epoca fanno da contrappunto a immagini più recenti legate all’esplorazione delle gallerie abbandonate da parte del gruppo speleologico. A supporto della ricerca storica c’è stato il prezioso contributo di alcuni minatori che hanno raccontato la loro esperienza. Nel volume c’è anche una sorta di censimento delle gallerie, dei cunicoli ancora percorribili, delle testimonianze lasciate sulla pietra da chi entrava al mattino pulito e usciva la sera nerofumo, dopo 12 ore di fatica per estrarre siderite, barite, rame e anche argento. SONO 180 i siti censiti, con planimetrie, indicazione dei proprietari, libri paga, disegni progettuali; insieme al percorso dall’escavazione alla lavorazione. Sì, perché a Pisogne esisteva il ciclo completo: cava, trasporto a valle, fusione e commercio. E poi le testimonianze: un affresco delle condizioni di lavoro, di vita e morte dei lavoratori. Ci sono interviste che riportano alla memoria ciò che hanno fatto e vissuto i vari Giacomo Corna Pellegrini (imprenditore), Attilio Piccinelli, Carlo Almici, Antonietta Rinaldi, Domenico Fettolini, Dante Garattini, Ernesto Piccinelli, Bepi Staffoni (minatori). «Era una vita infernale; l’aria era irrespirabile per le esplosioni delle mine. C’era chi meno fortunato di me là dentro moriva», ricorda Bepi Staffoni. Alla fine anche un glossario delle parole di un mondo sotterraneo. •

D.BEN.
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