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26.05.2019

Il sindaco di lungo corso saluta lasciando una preziosa eredità

Martino Martinotta
Martino Martinotta

Queste per lui sono le ultime ore da sindaco; l’epilogo di un’avventura amministrativa davvero molto lunga; anche se non unica in Valcamonica. Parliamo di Martino Martinotta, il quale lascia dopo ben ventiquattro anni trascorsi alla guida dell’amministrazione di Corteno Golgi (un primato che lo vede sul podio insieme a Giampietro Bressanelli di Sellero e a Bernardo Mascherpa di Paisco Loveno), con l’unico mandato senza fascia tricolore dal 2004 al 2009, durante il quale ricoprì l’incarico di assessore nella giunta capitanata da Guido Salvadori. PUR AVENDONE la possibilità per effetto della legge elettorale, il primo cittadino uscente ha deciso di rinunciare alla ricandidatura per dedicarsi alla sua attività professionale. Un addio al palazzo comunale velato di tristezza dopo cinque lustri di impegno per la comunità, convinto però di aver dato tutto sé stesso per gestire al meglio il bene pubblico. Martinotta è comunque disponibile ad accompagnare i primi passi del nuovo primo cittadino che gli elettori sceglieranno quest’oggi. «Io e il mio gruppo abbiamo dato tanto e ora è tempo di passare la mano a qualcuno che magari ha più entusiasmo e ha idee nuove - commenta il sindaco di lungo corso -. Certo, 24 anni in Comune non sono pochi e per me sarà abbastanza difficile lunedì non salire i due piani del municipio per arrivare in ufficio e incontrare i cittadini. Soprattutto mi dispiacerà non riuscire a portare a termine i progetti per i quali, per fortuna o lungimiranza, siamo riusciti a ottenere cospicui finanziamenti. Di quanto c’è nel cassetto ho informato i due candidati, e ho assicurato loro che, per quanto possibile, darò loro una mano per completare gli interventi che abbiamo formalizzato». PER ELENCARE tutte le opere pubbliche portate a termine da questo amministratore in questo lungo lasso di tempo non basterebbe una pagina di Bresciaoggi. Le più significative vanno dall’ammodernamento degli impianti di risalita del Baradello alla creazione del Museo dedicato al Premio Nobel Camillo Golgi; dalla riqualificazione dei centri storici (Corteno è composto da una decina di paesini disseminati da un capo all’altro della vallata tra Edolo e Aprica) al tratto di statale che comprende la galleria e il nuovo ponte che immette nell’abitato del capoluogo. Il suo ultimo mandato è stato segnato anche dalla frana caduta nella valle di sant’Antonio, che per mesi ha costretto i residenti ad abbandonare le loro case e impedito l’accesso ai turisti; dalla tromba d’aria e dai numerosi dissesti idrogeologici dello scorso 29 ottobre. «LO SMOTTAMENTO di Sant’Antonio effettivamente è stata una brutta tegola che ci è capitata fra capo e collo - ricorda -, e per fortuna che la Regione ci ha supportato, grazie anche alla presenza in quel momento di Fabio Fanetti (ex primo cittadino di Sonico), dirottando su Corteno importanti risorse che permetteranno entro la fine dell’anno di concretizzare la galleria paramassi e, quindi, di liberarci dall’incubo delle frane in quella zona». Relativamente al disastro verificatosi a fine ottobre - conclude -, oltre ai fondi già investiti dall’Ufficio territoriale regionale a breve dovrebbe arrivare il milione e 200mila euro per risolvere il problema della frana che incombe sulla variante del Baradello e dell’abitato di San Pietro, che era stato invaso dai detriti per l’esondazione del torrente intubato sotto il piazzale del Baradello stesso». •

Lino Febbrari
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