La «fabbrica» del pesce entra in funzione

Un’immagine interna dell’impianto per la produzione itticaLe uova di trota di torrente in sviluppo ad AngoloL’esterno dell’incubatoio ittico intervallivo realizzato ad AngoloTerme
Un’immagine interna dell’impianto per la produzione itticaLe uova di trota di torrente in sviluppo ad AngoloL’esterno dell’incubatoio ittico intervallivo realizzato ad AngoloTerme

L’emergenza sanitaria ha rallentato ma non fermato la realizzazione del nuovo, grande incubatoio ittico di Angolo Terme. Era già pronto la primavera scorsa, poi la pandemia ha bloccato la parte burocratica, e per accelerare i tempi il disbrigo è stato affidato a Graia, la società che ha curato il progetto. Il sopralluogo estivo dell’Ats Montagna ha dato esito positivo, e alcune piccole integrazioni che hanno permesso di ottenere l’agibilità. L’ultimo passaggio nella conferenza dei servizi di novembre, e quindi il versamento da parte del Comune alla Regione e alla Provincia delle spese per il rilascio della concessione per la derivazione dell’acqua pubblica utilizzata. Con tutte le autorizzazioni nel cassetto, l’ente locale ha infine acquistato da un’azienda di Porte di Rendena centomila uova embrionate di trota fario: 1.700 euro compreso il trasporto. Finalmente, in questi giorni le uova si stanno sviluppando nelle vasche, ed è così iniziata la produzione di avannotti. L’idea di realizzare l’incubatoio sul torrente Dezzo è stata sostenuta da un consorzio di Comuni ed enti pubblici che unisce Valcamonica e Val di Scalve. Il progetto è stato ammesso dalla Regione ai finanziamenti per lo sviluppo delle Orobie Camune, e ha ricevuto un contributo di circa 190 mila euro. I restanti 47 mila sono stati investiti dal Comune, che ha ottenuto contributi anche dalle Comunità montane di Valcamonica e Val di Scalve. Nella nuova struttura saranno allevati avannotti di salmonidi con l’obiettivo di migliorare la qualità e la quantità della popolazione ittica dei fiumi di montagna: un intervento che indirettamente, secondo gli amministratori di Angolo, può avere buone ricadute sul turismo se affiancato da una vera protezione dei corsi d’acqua. QUI SARANNO allevate trota fario (ovvero di torrente), marmorate, iridee e anche coregoni, e a livello sperimentale ci si potrà occupare anche di temoli, scazzoni e vaironi. Il primo «raccolto»? I pescatori di Angolo prevedono di vedere qualcosa già tra maggio e giugno. A gestire l’incubatoio saranno i volontari inseriti in un albo istituito dal Comune: per ora ben 22 appassionati hanno dato la loro disponibilità, provenienti da Angolo e dalla Val di Scalve ma anche delle associazioni di pesca sportiva di Cividate, Borno, Bienno, Berzo Inferiore, Darfo Boario, pescatori specializzati nella pesca a mosca e altri a titolo individuale. Questa condivisione è l’occasione, secondo Diego Ferrari, il consigliere comunale che ha seguito la realizzazione dell’incubatoio, per creare un’associazione/consorzio di secondo livello tutta camuna riconosciuta e qualificata secondo i criteri regionali, una realtà che manca nel panorama attuale della pesca in Valcamonica. Il consorzio camuno/scalvino punta alla gestione diretta dell’attività di pesca (compresi permessi, semine ittiche e vigilanza nel territorio di competenza) e ha già ricevuto il beneplacito dell’assessore regionale. È prevista anche la realizzazione di materiale informativo con la relativa divulgazione e produzione di stampe, cartellonistica, tabelle che indichino zone di produzione, corso d’acqua e zone di tutela del progetto. Nel successivo sviluppo della campagna sono ipotizzati percorsi pedonali, l’allestimento a scopo didattico della struttura e dell’area circostante con la posa di bacheche con pannelli esplicativi relativi alla fauna ittica, al ciclo vitale della trota e di altri pesci, così come del ruscello, del fiume, del bosco e di tutto ciò che il visitatore può incontrare qui. Infine anche la preparazione di pacchetti didattici per le scuole, che avranno a disposizione una struttura ideale per le visite guidate. •

Giuliano Ganassi