Ucciso dalla
valanga. Aperta
un’indagine sul dramma in quota

Matteo Gestra   è stato travolto e ucciso da una valanga durante un’escursione  in motoslitta  Il  Sagf di Edolo incaricato degli accertamenti. A destra  Pierangelo Mazzucchelli delegato del CnsasI soccorsi tempestivi non sono bastati a salvare la vita del 20enne
Matteo Gestra è stato travolto e ucciso da una valanga durante un’escursione in motoslitta Il Sagf di Edolo incaricato degli accertamenti. A destra Pierangelo Mazzucchelli delegato del CnsasI soccorsi tempestivi non sono bastati a salvare la vita del 20enne

Un atto dovuto di fronte a un dramma assurdo. La procura di Sondrio ha aperto un fascicolo contro ignoti sulla tragedia in montagna costata la vita a Matteo Gestra, il 20 originario della provincia di Como travolto e ucciso da una valanga durante un’escursione in comitiva in sella a una motoslitta. LA VITTIMA È RIMASTA sepolta sotto la neve alta circa un metro dopo essere stato trascinato dalla slavina per circa 200 metri. La massa nevosa si era staccata in un canalone posto a 2300 metri di quota sopra Malga Boschetto: una località distante 5 chilometri in linea d’aria dal passo del Mortirolo, alla quale nel periodo invernale si accede facilmente dalla conca di Guspessa in territorio di Edolo o dallo stesso valico che separa Valcamonica e Valtellina reso celebre dal passaggio del Giro d’Italia. I tecnici del Cnsas della V Delegazione bresciana elitrasportati sul posto lo hanno ritrovato in arresto cardiaco circa un’ora dopo l’allarme grazie al fiuto dei cani da ricerca. Rianimato dall’equipe medica sbarcata dall’elicottero del 118 di Sondrio, Matteo Gestra è stato poi portato in volo al Papa Giovanni di Bergamo, dove purtroppo in serata il suo cuore ha smesso di battere. La Procura ha affidato le indagini al nucleo Sagf di Edolo: ieri due militari hanno raggiunto nuovamente il teatro dell’incidente a bordo di un elicottero della Guardia di Finanza decollato da Venegono ed effettuato i rilievi chiesti dal pm. L’obiettivo è escludere le responsabilità di terzi nella tragedia. Sarà per questo verificato se eventuali divieti di transito ai mezzi cingolati fossero adeguatamente segnalati. MATTEO GESTRA, stando ai primi riscontri, non disponeva di alcun kit di autosoccorso: il segnalatore Arva, la pala e la sonda, raccomandano gli esperti vanno tenute sempre con sé, specie in giornate come quella di ieri per le quali veniva segnalata alta probabilità di distacchi nevosi. Difficilmente però le apparecchiature avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo: le cause del decesso non sarebbero infatti da ricondurre all’ipotermia. A risultare fatali al giovane sbalzato con violenza dalla motoslitta dall’impatto con la massa nevosa sarebbero stati i traumi interni. Ma su questo aspetto saranno le indagini a fare piena luce. La famiglia di Matteo era reduce da un altro dramma: un anno fa suo papà, assessore al Comune di Stazzona, era deceduto cadendo da una pianta che stava potando. Il 20enne lascia la madre e due fratelli. La data dei funerali sarà fissata non appena la procura rilascerà il nullaosta alla sepoltura. •

Lino Febbrari