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27.02.2020 Tags: Valsabbia

I roghi dolosi
stanno devastando
i boschi

Gli elicotteri fanno il pieno di acqua prima di tornare sugli incendi
Gli elicotteri fanno il pieno di acqua prima di tornare sugli incendi

Bruciano prati e boschi in Valsabbia e purtroppo gli incendi sono di origine dolosa. Complice il terreno arso dalla siccità e dalle folate di vento, il fronte di fuoco con il trascorrere delle ore sta interessando anche il versante della Valtrompia. Il primo incendio è divampato martedì sera nell’alta valle della «Regazzina» in territorio di Casto, al confine con Bione. L’altro è invece in corso dalle prime ore della mattina di ieri sulla Corna di Savallo, sopra l’abitato di Comero, frazione di Casto, al confine con Lodrino, in Valtrompia. DUE ROGHI alimentati dal vento che sta ancora imperversando in quota mettendo in difficoltà sia chi opera a terra - le squadre dell’Antincendio Boschivo della Vallesabbia e della Protezione Civile coordinate dal responsabile Marco Mozzi ed impegnate assieme ai carabinieri forestali ma anche ai carabinieri ed a molte squadre di Vigili del fuoco e, per l’incendio tra Casto e Lodrino, dalle squadre dell’antincendio valtrumpino - sia chi opera dal cielo, due elicotteri della Regione che prendono acqua dalla vasca di approvvigionamento sul Piano di Lo, a Bione, e due Canadair e l’elicottero Erikkson della Forestale che hanno pescato nel lago d’Idro. All’Eremo di San Vigilio di Bione si è rischiato di veder bruciare l’edificio il cui tetto aveva già cominciato a prender fuoco, disastro impedito soprattutto dal coraggio dei Vigili del fuoco volontari di Vestone intervenuti con rapidità ad arginare le fiamme ed a limitare i danni subiti dall’Eremo. INTANTO GLI INTERVENTI su più lati e più scenari sono proseguiti senza tregua, uno strenuo combattere contro le fiamme. Nel tardo pomeriggio, complice un cambiamento della direzione delle folate di vento, l’incendio ha minacciato le prime case poste a quote più basse. Fortunatamente la linea di fuoco è stata interrotta, ma la situazione rimane in pericolosa evoluzione su entrambi gli incendi: quello sulla Corna di Savallo sta interessando Casto e Lodrino ma anche Mura, tutt’altro che spento; quello partito da «Regazzina» già non interessa più solo Casto e Bione, visto che ha scollinato verso i boschi di Lumezzane. Nella tarda serata le fiamme hanno ripreso vigore al punto che i focolai erano visibili nel buio da Lodrino. La situazione resterà monitorata nella notte, poi alle prime luci dell’alba dopo una ricognizione le squadre anticendio decideranno come e se tornare all’opera. La principale incognita resta il vento. •

Massimo Pasinetti
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