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13.08.2019

Tunnel
sommergibile, il
sindaco dice basta

Il tunnel ha un problema di sicurezza mai risolto
Il tunnel ha un problema di sicurezza mai risolto

Purtroppo per il territorio ma per fortuna nel caso di cui ci occupiamo, negli ultimi giorni di pioggia non ne è caduta tanta; e dunque l’ormai famoso sottopasso della 45 bis di Prevalle non si è allagato. Ma in questa estate è già successo due volte, l’ultima il 2 agosto: pioggia battente e strada che si allaga, automobili bloccate e acqua arrivata ben oltre il mezzo metro nel tunnel. Insomma, un piccolo stagno. Come tutti sanno questo problema nel passato ha causato anche un dramma, e guardando indietro e avanti, l’amministrazione comunale prevallese ha inviato una lettera all’Anas, l’ente gestore della tangenziale, allertando però anche la Prefettura: il sindaco Damiano Giustacchini chiede un intervento in tempi brevi per risolvere una questione mai affrontata. «Ci attendiamo una risposta - spiega il primo cittadino - perché non è possibile che la galleria si allaghi praticamente ogni volta che piove, e non solo in caso di eventi eccezionali. All’Anas ho chiesto quali sono, eventualmente, le ulteriori misure previste per risolvere il problema, e noi mettiamo a disposizione il nostro Ufficio tecnico per valutare le soluzioni alternative».


IN REALTÀ nel tempo qualcosa è già stato fatto, ma a quanto pare non basta: l’ente gestore ha installato delle pompe attrezzate con un sensore di livello, sensore che una volta superata una certa soglia di rischio (quando la galleria si sta allagando) attiva i due semafori posizionati all’ingresso che virano al rosso. A monito di automobilisti e camionisti: di qui non si passa. «Bene che sia stato fatto qualcosa - continua Giustacchini - ma anche queste misure purtroppo non bastano. A parte il problema del traffico, che in occasione dei blocchi viene riversato interamente sulle nostre strade interne, rimane il problema di quelli che anche col rosso acceso passano lo stesso, e rimangono bloccati. Siamo convinti che la questione si debba risolvere a monte». Proprio per questo il Comune ha messo a disposizione l’Ufficio tecnico, in attesa della risposta dell’Anas (che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni). «Non è possibile che nel 2019 non si possa trovare una soluzione tecnica che funzioni - aggiunge il sindaco -. Penso per esempio alla realizzazione di vasche di accumulo interrate». Vasche che si riempirebbero d’acqua, migliaia e migliaia di litri, evitando dunque che vada a finire sulla strada allagando il sottopasso. Il tratto stradale finito di nuovo sotto i riflettori, è bene ricordare, è lo stesso in cui il 22 maggio del 2012 perse la vita la giovanissima Sara Comaglio, che all’epoca aveva solo 22 anni. STAVA tornando a casa (abitava a Gavardo) dopo aver terminato il turno di lavoro nella polizia locale di Gussago: la carreggiata sotto il tunnel si era completamente allagata a causa di una rottura della pompa, e la 22enne perse il controllo della sua auto schiantandosi con un’altra vettura, dall’altra parte della strada. Ufficialmente non c’è nessuna responsabilità dell’Anas per quel dramma: a luglio il tribunale ha assolto l’unico dirigente che era stato imputato.

Alessandro Gatta
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