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11.04.2019

Appalti e rifiuti a
Concesio. Un
arresto e 24 indagati

L’inchiesta sugli appalti  è stata affidata congiuntamente a carabinieri  e  Guardia di finanza
L’inchiesta sugli appalti è stata affidata congiuntamente a carabinieri e Guardia di finanza

Una indagine durata mesi, che si snoda in più filoni e un paese che finisce nella bufera per una vicenda di appalti, lottizzazioni abusive e gestione abusiva dei rifiuti. Ieri mattina Concesio si è svegliata frastornata. In manette, si trova ai domiciliari, è finito Riccardo Gardoni il 64enne responsabile dell’ufficio Tecnico del Comune della Val Trompia. Con lui sono indagate altre 24 persone accusate a vario titolo di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso, rifiuto e omissione d’atti d’ufficio. Secondo l’accusa Gardoni avrebbe gestito in maniera illegale la concessione degli appalti pubblici. Per gli inquirenti, l’indagine della procura di Brescia e condotta dai carabinieri ,dalla Guardia di Finanza e dalla polizia Provinciale, ha preso le mosse dall’arresto nello scorso giugno del segretario comunale Dora Cicalese, Gardoni avrebbe affidato i lavori, quelli per importi sotto i 40mila euro e quindi affidabili direttamente dall’amministrazione senza gara, sempre alle stesse ditte senza applicare il turnover tra imprese come prevedono le norme. L’INGEGNERE avrebbe inoltre prima fatto eseguire i lavori alle ditte coinvolte e e solo successivamente assunto le determinazioni dirigenziali che andavano a sbloccare i pagamenti a favore delle aziende coinvolte. Per restare nelle grazie di Gardoni alcuni degli imprenditori coinvolti in questo filone di inchiesta sarebbero arrivati a versare tangenti al dirigente comunale sotto forma di regali. Ieri mattina la Finanza ha perquisito l’abitazione di Gardoni 6 rapporti bancari (a marzo un accertamento sui conti correnti dell’ingegnere e di sua moglie aveva rilevato una disponibilità di 950mila euro, ritenuta dagli inquirenti sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati), 2 cassette di sicurezza, preziosi e denaro contante nei confronti dello stesso e della moglie per un valore di circa 1 milione di euro. Sotto sequestro è finito anche un terreno dove una società di costruzione di Sarezzo, la Gielle, avrebbe voluto eseguire lavori viziati però, secondo gli inquirenti, da una lottizzazione abusiva. Per questa ultima vicenda è finito indagato anche il comandante della Polizia locale, Walter Rotundo, che per gli inquirenti pur sapendo dei reati non li aveva comunicati all’autorità giudiziaria. NEL REGISTRO degli indagati sono finiti il sindaco Stefano Retali, la sua vice (e candidata alla successione) Domenica Troncatti gli assessori Stefano Arrighini, Marco Beccalossi, Giampietro Belleri ed Enrica Rizzini. Gli amministratori comunali avrebbero concesso contributi economici, 44.740 euro dal 2009 al 2017, alla parrocchia di Sant’Antonino per la raccolta e gestioni di rifiuti (ferro e altro materiale non pericoloso) nonostante non ci fossero le autorizzazioni previste dalla legge. Con loro è indagato anche il parroco, don Fabio Peli accusato di gestione abusiva dei rifiuti. «Sono amareggiato - commenta Stefano Retali, indagato anche per non avere adottato specifici provvedimenti in tema di rifiuti - Sono 20 anni che lavoro per l'Amministrazione. Con la questione appalti non c'entriamo nulla. Ho fiducia nella magistratura». Questo pomeriggio alle 15 nella sede del Pd di Concesio gli amministratori del centro della Valtrompia terranno una conferenza stampa per fare chiarezza sulla loro posizione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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