domenica, 29 novembre 2020
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20.11.2020

Tecnologia, economia, ruolo delle donne nella seconda giornata del Festival del Futuro

 

 

ULTIMA SESSIONE

Andrea Montanino al Festival del Futuro

Alle 17.45 si chiude la giornata con il keynote speech di Andrea Montanino, Chief Economist di Cassa Depositi e Prestiti e Presidente del Fondo Italiano d’Investimento SGR.

«Come sarà l'Italia nel 2025? Ci saranno da gestire certi rischi: le tensioni sociali, il debito pubblico, la disoccupazione. Sono rischi italiani ma condivisi da tutto il mondo. L'Italia non potrà tornare a crescere come cresceva prima, ci sono diversi scenari per i prossimi anni».

«Vincere questa sfida per l'Italia dipenderà da vari fattori: se si consolideranno le catene regionali del valore, se ci sarà il recovery fund, se ci saranno eurobond permanenti, come sarà il rapporto con gli Stati Uniti, come useremo i soldi che ci potrebbero arrivare».

«Servono riforme strutturali, uno stato che sia protagonista e una buona spesa dei fondi europei».

 

OTTAVA SESSIONE

Le prospettive economiche e industriali dell’Italia nel nuovo contesto globale”, in collaborazione con Luiss e Oxford Economics, con Andrea Prencipe, rettore dell’Università Luiss, Emilio Rossi, CEO di EconPartners e Senior Advisor di Oxford Economics, Maria Savona, docente di Economia alla Luiss, Carlo Ferraresi, CEO di Cattolica Assicurazioni, e Fabrizio Di Amato, presidente del gruppo Maire Tecnimont.

Andrea Prencipe«Non si parla più di ritorno alla normalità in questa pandemia, ma di costruzione di qualcosa di nuovo. Questa crisi ha sottolineato l'importanza della presenza fisica».

Enrico Rossi«E' un periodo di bassa crescita per tutte le economie occidentali, l'Italia in questa corsa verso il basso è il fanalino di coda. In Italia la stagnazione dura da 20 anni, sia per l'aspetto demografico, con una popolazione che invecchia molto, sia per una produttività del sistema nel suo complesso molto bassa, dovuta al fatto che ci troviamo un un periodo di transizione tecnologica. Per l'Italia pesa anche la questione del debito. L'Europa ci dà ora l'opportunità di investimenti forti mirati ad aumentare la produttività: abbiamo un'opportunità unica per crescere»

Maria Savona«Abbiamo l'occasione per spendere bene. La spesa pubblica deve anche occuparsi degli effetti collaterali dell'innovazione, come quelli di polarizzazione territoriale. Non spendere in innovazione acuisce questi squilibri territoriali»

Fabrizio Di Amato:  «Muoversi sulla digitalizzazione e sullo smart working oggi è fondamentale, anche se per alcune cose l'aspetto fisico è insostituibile. Oggi c'è la necessità di efficenza, di fare di più e meglio, di decarbonizzare»

Carlo Ferraresi« Sul lavoro da remoto abbiamo lavorato per tempo: al secondo giorno di pandemia eravamo già tutti in smart working. La tecnologia ci ha aiutato tantissimo, ma la pandemia ha accelerato tutto, sia per i nostri agenti che per i nostri clienti. Per crescere il paese ha bisogno di investire sul capitale umano».

 

SETTIMA SESSIONE

Innovazione e Startup. In programma interventi di Angelo Coletta, presidente di InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem, Francesco Cerruti, Direttore generale di VC Hub Italia, Daniele Meini, Associate Partner New Ventures di PwC Italia, Massimo Pasquali, Responsabile Coordinamento Aziende Banco BPM, Massimo Ciaglia, CEO Grownnectia e Partner Hdemy Group, Paolo Cellini, VP Product Innovation di OCTO Telematics, e Mauro Eccetto, presidente Studio Torta.

 

Angelo Coletta«Sono circa 10.000 le start up in Italia. Mancano le competenze manageriali per favorire il nostro ecosistema: siamo troppo poco globali. Il Governo non deve aver paura a investire sulle startup. E servono interventi fiscali per attirare management di qualità internazionale».

Francesco Cerruti«Confronto ad altri paesi, anche vicini, siamo in ritardo ma abbiamo un grande margine per crescere. In Europa nonostante la pandemia gli investimenti non sono diminuiti. In Italia c'è stato un calo nei primi sei mesi, ma ora stanno riprendendo. Le prospettive sono buone nel nostro Paese».

Daniele Meini«Il corporate venture capital è uno degli strumenti per le aziende per innovare: permette all'azienda di entrare a contatto più stretto con le realtà nelle quali vuole investire. Permette una notevole flessibilità, con approcci finanziari o strategici. E' difficile far parlare aziende grandi e startup: è una cosa sulla quale stiamo investendo molto».

Massimo Pasquali«C'è un potenziale di crescita enorme nelle startup italiane. Questa crisi ci ha dato una certezza: dobbiamo accelerare gli investimenti ed essere ancor più digitali, colmando il gap che abbiamo. Una banca è finanza ma anche azienda: siamo alla ricerca anche noi di soluzioni innovative per essere, ad esempio, più veloci a far credito alle piccole realtà o a sviluppare app per privati o aziende. Essere più veloci è uno degli ambiti più interessanti di sviluppo per le aziende».

Paolo Cellini: «Con OCTO Telematics siamo partiti da un sottoscala e cresciuti sviluppando l'idea di ricostruire un incidente in remoto, aiutando le assicurazioni. Una delle mancanze tipiche dell'Italia è l'incapacità di essere internazionali: le startup dal primo giorno sono un gioco internazionale».

Mauro Eccetto: «In Italia si brevetta troppo poco e in generale in Europa lo si fa molto meno che in giro per il mondo. Negli ultimi anni la cultura brevettuale in Italia si è diffusa maggiormente».

Massimo Ciaglia«L'ecosistema degli incubatori in Italia sta crescendo: sono circa 200, per un giro d'affari di 390 milioni di euro, molti sono a partecipazione pubblica. L'incubatore italiano oggi fatica ad andare in utile. Stiamo facendo tutti molto per aiutare l'ecosistema e lo stato ci sta aiutando per farlo».

 

SESTA SESSIONE

Keynote speech di Grazia Pertile, Direttrice dell’Unità operativa di oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

«Le patologie della retina hanno un impatto sulla vita del singolo e della comunità. Ci sono patologie che influenza i fotorecettori della retina: una è la retina pigmentosa (che colpisce una persona ogni 3.500), che fa vedere solo al centro, mentre il paziente con degenerazione maculare senile (che colpisce un 10% degli anziani con vari stadi) vede solo la periferia».

«Retina artificiale: c'è quella a elettrodi e quella fotovoltaica. E poi ci aspettiamo molto dalle cellulare staminali. La retina fotovoltaica funziona con dei materiali che catturano la luce e la trasformano in impulso elettrico, con un comportamento molto simile ai fotorecettori. Ci siamo accorti che il materiale fotovoltaico li possono sostituire»

 

 

La dottoressa Pertile illustra poi gli esperimenti e i risultati ottenuti con le nanoparticelle sugli occhi degli animali. «Abbiamo lavorato prima sugli occhi dei ratti e poi su quelli dei maiali, con risultati incoraggianti». 

«Per capire se gli animali tornano a vedere osserviamo la reattività delle papille. Dopo iniezione di nanoparticelle notiamo un ritorno alla vista. Speriamo che questo si possa sperimentare anche sull'uomo: speriamo di ottenere le autorizzazioni, speriamo nel 2022. Le sperimentazioni poi dureranno circa un anno e mezzo». 

«Con le cellule staminali invece possiamo lavorare sostituendo o aiutando a sopravvivere cellule che faticano a lavorare»

 

QUINTA SESSIONE

 

MOBILITÀ E SMART CITY: I NUOVI TREND DI SVILUPPO

In collaborazione con Università Bocconi. Il dialogo coinvolge Gabriele Grea, Direttore di GREEN all’Università Bocconi, e Stefano Sordelli, Direttore Future Mobility di Volkswagen Group Italia.

Gabriele Grea  «Il legame tra mobilità, ambiente ed energia è un legame forte e importante. La consapevolezza di questo legame ha portato ad una serie di azioni per garantire sia l'efficienza dei trasporti sia la tutela ambientale». «Il veicolo è un noto di tre reti: rete di mobilità, rete energetica e reti di comunicazione. Fondamentale andare verso una mobilità che sia sempre più integrata, sicura e sostenibile». 

Stefano Sordelli  «Ci siamo dati l’obiettivo di essere neutrali entro il 2050 per quanto riguarda le emissioni di CO2 in tutto il ciclo produttivo. Per arrivare a ciò, a livello industriale già tra 5-6 anni i nostri ingegneri penseranno a vetture a emissioni zero». «Nei prossimi anni - ha aggiunto Sordelli - il Gruppo Volkswagen investirà 35 miliardi di euro per la mobilità elettrica e quasi 30 per la digitalizzazione, perché l’auto del futuro sarà sempre meno fatta di metallo e sempre più di software». «I prezzi delle vetture elettriche si stanno allineando, stanno aumentando i punti di ricarica. Il Paese si sta allineando anche se non così velocemente alla tecnologia. In futuro avremo mezzi sempre più interconnessi».

 

QUARTA SESSIONE

 

QUALE RUOLO DELLE DONNE NEL DISEGNO DEL NUOVO MONDO

In collaborazione con 30% Club Italy e SheTech, con Giulia Baccarin, Founder di MIPU, Lisa Di Sevo, Presidente di SheTech, Paola Mascaro, Presidente di Valore D, e Odile Robotti, Country Leader di 30% Club Italy.

Il 30% Club è una campagna globale, senza fini di lucro, condotta da persone in posizioni apicali che si mobilitano, utilizzando il proprio potere di influenzamento personale, per promuovere una più alta partecipazione femminile (almeno il 30%, da cui il nome) nella leadership di organizzazioni private e pubbliche. Il Club, che è apolitico e indipendente, non vende prodotti né servizi, non chiede quote associative e si sostiene grazie al contributo professionale pro-bono dei suoi membri e di coloro che lo supportano. Chi aderisce al 30% Club ritiene che una maggiore presenza femminile nella leadership sia un’opportunità rilevante per migliorare la performance organizzativa, per crescere e per innovare. 

Odile Robotti ha posto l'accento sulle problematiche attuali ma anche sulle opportunità che questa crisi può portare. 

Paola Mascaro «Ho potuto vivere direttamente la fatica di far sentire la propria voce. Esperienza che cerco di mettere a frutto guidando Valore D». «Non dimentichiamo che questo Paese ha problemi cronici per quel che riguarda il lavoro femminile. Non c'è la ricetta che risolverà il problema. Ci vogliono tante misure che vanno messe in campo. Spero che sapremo cogliere tutte le opportunità, anche se sarà difficile». «Essere parte di una minoranza è il limite per portare un significativo contributo. Io credo molto nella contaminazione, che è una contaminazione di genere ma anche di background. Faccio molta fatica a comprendere, nel 2020, le resistenze a questo ribilanciamento». «Competenza: questa crisi ha fatto riemergere la sua importanza, rispetto alla "tuttologia". Questo è un elemento su cui bisogna concentrarsi». «Fondamentale sarà poi superare vecchi e pericolosi stereotipi». 

Lisa Di Sevo «SheTech è nata proprio perché nel digitale c'erano pochissime donne. Il nostro obiettivo è quindi fare da ponte per facilitare l'ingresso delle donne in questo settore». Come vi immaginate questo nuovo mondo post-Covid? «Non è possibile tornare indietro. Bisogna prendere atto del cambiamento e applicare in modo strategica varie direttive». «In ambito tech una delle grandi sfide del futuro è di avere donne che disegnino e progettino il futuro». 

Giulia Baccarin «Il mio obiettivo è di costruire un futuro più equo ed efficiente. Mi piace ricordare che tanti giovani possano essere esportatori di tecnologia». «Il mondo del futuro dipenderà da quanto saremo bravi a reagire a questa crisi e a costruire futuro migliore». «Il contributo femminile è fondamentale in due ambiti: quello della varietà e la competenza di dominio». «Credo che il male generato dalla pandemia potrà portare a un'opportunità importante, soprattutto con la digitalizzazione. Quest'ultima è in grado di rendere tutti uguali, uomini e donne». 

 

 

TERZA SESSIONE

 

TECNOLOGIA E LAVORO: I NUOVI PARADIGNI

In collaborazione con il Politecnico di Milano. Attorno al tavolo virtuale Alessandro Perego, direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale al Polimi, Umberto Bertelè, Professore emerito di Strategia e Presidente degli Osservatori Digital Innovation del Polimi, Ornella Chinotti, Amministratore delegato di SHL Italia e Francia, e Maurizio Milan, presidente dell’Associazione Italiana Formatori.

 

Alessandro Perego «Oggi affrontiamo un tema molto affascinante ed estremamente complesso, il rapporto tra tecnologia e lavoro. Le nuove tecnologie digitali stanno operando una trasformazione lungo direttrici mai operate prima. Affrontiamo il tema dello smart-working. Lavorare in smart working non significa lavorare da casa, ma ripensare al modo di lavorare. Il fenomeno è rilevante».

Umberto Bertelè «Più che di smart working preferisco parlare di nuova organizzazione del lavoro. Vanno considerate tutte le situazioni in cui il lavoro non viene prestato nella sede dell'impresa ma in altri luoghi. Credo che sia importante entrare con leggi flessibili, non troppo vincolanti. L'impatto sulla società credo possa essere molto elevato». «Ci sono riflessi importanti sui rapporti di lavoro. L'impatto sulle famiglie sono notevoli. Abbiamo riflessi che possono essere enormi sui centri urbani e sulla mobilità». «Fondamentale è capire se le persone sono felici, che possibilità vedono di fare carriera. D'altro lato bisogna guardare le imprese: come riescono a gestire coesione. Credo che il processo sarà più facile per le piccole imprese e per quelle molto grandi. Più difficoltà incontreranno le aziende nella fascia intermedia». «Il pericolo è che in un'impresa si distinguano due categorie: chi ha la possibilità di lavorare in smart working e chi non ce l'ha. Una sorta di distinzione tra fortunati e sfortunati che potrebbe penalizzare la carriera di alcuni lavoratori». 

Ornella Chinotti  «Tre quarti dei direttori finanziari vogliono continuare con lo smart working, e anche il 60% dei lavoratori». «D’altra parte - ha proseguito - si tratta di tenere insieme diverse generazioni, e bisogna tenere conto di altre tipologie di diversità, ad esempio le malattie. Non cambia solo la tecnologia, ma anche la forza lavoro. La capacità di imparare continuamente e di adattarsi al cambiamento saranno le caratteristiche più importanti». 

 Maurizio Milan «Siamo passati molto rapidamente da home working a smart working. La persona. Dinamicità e flessibilità sono gli elementi forti. Mi piace evidenziare il concetto di resilienza trasformativa». «Ci sono lavori più vicini alle modalità di smart working. Ma tutto quello che la tecnologia ci sta offrendo in questi anni permette di rendere più veloci processi di smart working». 

 

SECONDA SESSIONE

 

INNOVAZIONE E TECNOLOGIA AL CENTRO DELLO SVILUPPO INDUSTRIALE ITALIANO

Interviste a Gian Luca Rana, Amministratore delegato di Pastificio Rana, e da Vincenzo Russi, CEO di e-Novia.

Gian Luca Rana: «Circa 15 anni fa Rana ha iniziato a crescere in maniera davvero importante, tanto che non trovavamo più la tecnologia al ritmo che ci serviva. A distanza di 15 anni Rana sviluppa per l’80% tecnologie proprietarie, e in questo periodo siamo cresciuti in media del 15% all’anno».  «Abbiamo cambiato pelle - ha aggiunto - diventando produttori di tecnologia e uscendo così dal nostro perimetro originario. Oggi siamo addirittura nella condizione di vendere tecnologie all’esterno. È un grande vantaggio competitivo», ha concluso.

Vincenzo Russi: «Creiamo l'impresa a partire dall'idea. "Umanizzazione delle macchine": area estremamente importante. nfatti, attraverso partnership mirate con università e politecnici, finanziamo ricerche in grado di far nascere progetti che diventeranno vere e proprie società. Si tratta di un modello poco usato in Italia che ci permette di fondare aziende innovative i cui manager sono ex dottorandi delle facoltà che hanno svolto le ricerche. In particolare il nostro disegno industriale si sviluppa lungo tre assi: Smart Factory, Smart Transportation e Mobility as a Service».

 

 

Festival del futuro digital edition

 

PRIMA SESSIONE

 

“PUÒ L'ITALIA DIVENTARE UN LEADER TECNOLOGICO? LE CONDIZIONI ABILITANTI. GLI ERRORI DA EVITARE" 

Partecipano Gianmarco Montanari, direttore generale dell’IIT, Gianluigi Viscardi, presidente di Intellimech, Alfonso Fuggetta, CEO di Cefriel, e Marco Hannappel, Vice Presidente di Confindustria Anitec-Assinform e Presidente e AD di Philip Morris Italia.

 

Gianmarco Montanari:  «L’Italia può diventare un leader tecnologico? Sì, ma tra le prime 20 società tecnologiche mondiali nessuna è italiana, e pochissime sono europee». «L’Iit - ha sottolineato Montanari - è un esempio positivo, partito da zero e ora tra i primi attori nel suo settore. Dobbiamo essere ottimisti ma con realismo». 

Gianluigi Viscardi: «L'Italia non può, deve diventare leader tecnologico. Per diventare i leader tecnologici dobbiamo preparare gli imprenditori, aiutarli nel passaggio verso la digitalizzazione. L'importante è che quello che si fa dia valore all'azienda. Il punto più importante è fare ecosistema». Qual è il segreto per mettere al tavolo tanti imprenditori attorno a un tavolo per lavorare e investire insieme? «Soprattutto nelle piccole e medie imprese dobbiamo aiutare gli imprenditori e fare in modo che vi sia emulazione. Far vedere chi ha già compiuto un percorso. In un'era di digitalizzazione l'imprenditore non ha più in mano l'azienda come prima. E su questo stiamo lavorando come Confindustria». «Per quanto riguarda i cambi di produzione siamo in ritardo nel nostro Paese. Le nostre fabbriche devono essere veloci per riconvertire i lori prodotti». 

Alfonso Fuggetta: «Noi abbiamo bisogno di mettere in campo politiche per innovazione e ricerca nel nostro Paese. Siamo ancora troppo indietro rispetto alle sfide del Paese. Servono: visione condivisa (programma di medio e lungo periodo, nessun intervento di breve respiro può aiutarci); ci vuole coerenza tra Stato, Regioni ed Enti locali. Sono tre le parole chiave: organicità, le singole misure devono essere chiare, focalizzate e dobbiamo garantire la competizione. Basta con l'assistenzialismo diffuso. Chi è più bravo deve avere spazio e strumenti per svilupparsi. Bisogna completare l'infrastrutturazione digitale del Paese; finanziamento strutturale alla ricerca di base; finanziamento dell'innovazione. Lo Stato deve mettere in campo meccanismi di garanzia che permettono ai privati d'investire». «Se mettiamo in campo un programma di iniziative secondo questi criteri possiamo evitare gli errori passati». «La ricerca deve essere libera, ricca di sorprese. Incanalarla significa perdere potenzialità. Dobbiamo lasciare spazio a chi fa ricerca di base». «Punterei poi sugli obiettivi: le imprese devono veloci, rapide, interconnesse e in grado di fare sistema». 

 

Marco Hannappel «Nel 2016 abbiamo cambiato, per diventare leader nei prodotti senza fumo. L’anno scorso abbiamo investito il 98% del nostro budget in ricerca e sviluppo sui prodotti innovativi».  «L’Italia - ha proseguito Hannappel - ha eccellenze nella meccatronica che possono collaborare anche con le multinazionali. Firmeremo presto un nuovo memorandum con Coldiretti da oltre 500 milioni per la fornitura della filiera agricola. Collaboriamo con i consorzi, con le università, con i politecnici. Il nostro stabilimento di Bologna è una "fabbrica di fabbriche", divenuta modello per i nostri nuovi impianti in tutto il mondo. Per il futuro vogliamo continuare a investire in competenze italiane. Abbiamo la possibilità di costruire co-design con la meccatronica dell’Emilia Romagna e del Veneto. Abbiamo annunciato l’investimento di 100 milioni a Taranto per il nostro nuovo Digital Center dove lavoreranno 400 persone. A Bastia Umbra abbiamo aperto il nostro centro tecnologico - ha quindi concluso - che propone Call for Innovation rivolte alle startup».

 

Far crescere l’economia italiana grazie a nuove sinergie tra industria e tecnologia, con iniezioni di innovazione e con un ruolo strategico dell’investimento pubblico, e valorizzando il protagonismo dell’imprenditoria femminile. Sono i temi al centro della seconda giornata di Festival del Futuro Digital Edition, che vede 30 speaker protagonisti oggi, venerdì 20 novembre.

 

Nove gli appuntamenti in programma, dalle ore 9 alle 18.15, che saranno trasmessi in streaming sul nostro sito. L’evento, promosso da Gruppo editoriale Athesis, Eccellenze d’Impresa e Harvard Business Review, ha per titolo «Disegnare il nuovo mondo».

 

Qui la sintesi della prima giornata:

 

Il programma di venerdì 20 novembre

La seconda giornata di Festival ha inizio alle 9 con il panel. “Può l’Italia diventare un leader tecnologico? Le condizioni abilitanti. Gli errori da evitare”, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia. Partecipano Gianmarco Montanari, direttore generale dell’IIT, Gianluigi Viscardi, presidente di Intellimech, Alfonso Fuggetta, CEO di Cefriel, e Marco Hannappel, Vice Presidente di Confindustria Anitec-Assinform e Presidente e AD di Philip Morris Italia.

 

Alle 10 spazio a due interviste sul tema “Innovazione e tecnologia al centro dello sviluppo industriale italiano”, affrontato da Gian Luca Rana, Amministratore delegato di Pastificio Rana, e da Vincenzo Russi, CEO di e-Novia.

 

Alle 10.30 va in onda il panel “Tecnologia e lavoro: i nuovi paradigmi”, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Attorno al tavolo virtuale Alessandro Perego, direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale al Polimi, Umberto Bertelè, Professore emerito di Strategia e Presidente degli Osservatori Digital Innovation del Polimi, Ornella Chinotti, Amministratore delegato di SHL Italia e Francia, e Maurizio Milan, presidente dell’Associazione Italiana Formatori.

 

Alle 12 “Quale ruolo delle donne nel disegno del nuovo mondo”, in collaborazione con 30% Club Italy e SheTech, con Giulia Baccarin, Founder di MIPU, Lisa Di Sevo, Presidente di SheTech, Paola Mascaro, Presidente di Valore D, e Odile Robotti, Country Leader di 30% Club Italy.

 

Alle 13 intervista sul tema “Mobilità e smart city: i nuovi trend di sviluppo”, in collaborazione con Università Bocconi. Il dialogo coinvolge Gabriele Grea, Direttore di GREEN all’Università Bocconi, e Stefano Sordelli, Direttore Future Mobility di Volkswagen Group Italia.

 

Alle 14 spazio al keynote speech di Grazia Pertile, Direttrice dell’Unità operativa di oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

 

Alle 15 il panel dedicato a “Innovazione e start-up”. In programma interventi di Angelo Coletta, presidente di InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem, Francesco Cerruti, Direttore generale di VC Hub Italia, Daniele Meini, Associate Partner New Ventures di PwC Italia, Massimo Pasquali, Responsabile Coordinamento Aziende Banco BPM, Massimo Ciaglia, CEO Grownnectia e Partner Hdemy Group, Paolo Cellini, VP Product Innovation di OCTO Telematics, e Mauro Eccetto, presidente Studio Torta.

 

Alle 16.30 il panel “Le prospettive economiche e industriali dell’Italia nel nuovo contesto globale”, in collaborazione con Luiss e Oxford Economics, con Andrea Prencipe, rettore dell’Università Luiss, Emilio Rossi, CEO di EconPartners e Senior Advisor di Oxford Economics, Maria Savona, docente di Economia alla Luiss, Carlo Ferraresi, CEO di Cattolica Assicurazioni, e Fabrizio Di Amato, presidente del gruppo Maire Tecnimont.

 

Alle 17.45 chiude la giornata. Il keynote speech di Andrea Montanino, Chief Economist di Cassa Depositi e Prestiti e Presidente del Fondo Italiano d’Investimento SGR.

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