LA PROSPETTIVA

I giovani e l’agricoltura, idee e nuove energie per il futuro

I fratelli Luca e Silvia Agosti, Federico Paroni, il direttore Coldiretti Brescia, Massimo Albano, il delegato Giovani Impresa Brescia Davide Lazzari durante la cerimonia a CremonaSilvia Agosti (Agriter)
I fratelli Luca e Silvia Agosti, Federico Paroni, il direttore Coldiretti Brescia, Massimo Albano, il delegato Giovani Impresa Brescia Davide Lazzari durante la cerimonia a CremonaSilvia Agosti (Agriter)
I fratelli Luca e Silvia Agosti, Federico Paroni, il direttore Coldiretti Brescia, Massimo Albano, il delegato Giovani Impresa Brescia Davide Lazzari durante la cerimonia a CremonaSilvia Agosti (Agriter)
I fratelli Luca e Silvia Agosti, Federico Paroni, il direttore Coldiretti Brescia, Massimo Albano, il delegato Giovani Impresa Brescia Davide Lazzari durante la cerimonia a CremonaSilvia Agosti (Agriter)

 Il progetto «Tata-digitale dei micro-ortaggi tascabili» di Silvia Agosti, giovane imprenditrice agricola alla guida con il fratello Luca dell’azienda Agriter di Offlaga, è il vincitore nella categoria «impresa digitale» del Premio Oscar Green della Coldiretti regionale: è riservato all’innovazione delle imprese Giovani. Alla cerimonia di consegna, al Museo del Violino a Cremona, sono intervenuti anche Paolo Voltini, leader di Coldiretti Lombardia, i delegati Coldiretti Giovani Impresa nazionale e regionale, Veronica Barbati e Carlo Maria Recchia; con loro Fabio Rolfi, assessore con delega all’Agricoltura della Regione Lombardia. Dalla start-up tutta natura allo yoga musicale per caprette evolute, dallo yogurt al pistacchio alla Spa con estetica e cosmetica alla bava di lumaca: sono i progetti bresciani che hanno concorso con le loro proposte innovative. «I giovani rappresentano una risorsa preziosa da coinvolgere sempre di più perché fonte di energia e idee - spiega Valter Giacomelli, presidente di Coldiretti Brescia -: affiancati alla sapienza degli adulti, in un mondo che viaggia a velocità mai sperimentate prima, sono il futuro e possono affrontare con determinazione le sfide legate ai temi economici, ambientali e di mercato». Il progetto Tata digitale per i «baby» ortaggi prevede micro-ortaggi coltivati fuori terra su una fibra di cellulosa biodegradabile, monitorati con un computer da remoto che si prende cura delle piantine controllandone la crescita e assicurando le condizioni ideali di luce, temperatura e umidità. In Agriter l’agricoltura 4.0 è una consolidata realtà: grazie alla tecnologia applicata a serre e container ad ambiente controllato, si produce con misurato apporto di acqua, senza fitofarmaci e antiparassitari. Altre quindici iniziative nate in terra bresciana erano candidate alla finale regionale. Iniziando dalla stalla Mozart per tutti! di Giancarlo Picco a Dello: il giovane imprenditore zootecnico, ha realizzato un impianto audio nella stalla dei bovini da carne per dare beneficio agli animali. Con il tempo si accorge che, oltre ad aver ottenuto il risultato, ha sensibilizzato il pensiero del consumatore finale ottenendo anche un maggior reddito. La musica classica dalla stalla arriva allo spaccio aziendale e numerosi clienti chiedono spiegazioni e capiscono quanta sia l’attenzione, il rispetto e l’impegno in termini di benessere animale. Wine yoga in vigna, Davide Lazzari, Capriano del Colle: immergersi e isolarsi completamente in vigna, un calice in mano e farsi accompagnare in un momento per se stessi. Al tramonto, nel Brolo di San Lorenzo, con un calice di vino, l’insegnante Yoga Giovanna Fiorina accompagna in un viaggio sensoriale ai confini dell’ebbrezza. Maison vive, Tania Bosio, Travagliato: una Spa dove estetica e cosmetica sono green all’insegna dell’etica. Medicina applicata in campo estetico e cosmetico nel rispetto della natura con trattamenti all’estratto di bava di lumaca prodotta nell’azienda. Start-up contadina: dalla terra al territorio, Cinzia Lonati, Botticino: diplomata all’Istituto agrario, Cinzia decide di coltivare la passione per le pratiche agricole sostenibili dando nuova vita ad alcuni terreni di famiglia, dislocati in zona collinare e pedemontana, su una superficie suddivisa in prato avvicendato, zafferaneto, ortaggi misti, piccoli frutti, frutteto misto anche con piante secolari e parte a bosco in stato di abbandono, ora in fase di riqualificazione. Si dedica anche all’apicoltura, con 14 arnie. Ripartire dalla formazione green, Federico Paroni, Pozzolengo: voglia di conoscere meglio l’agricoltura, approfondire nuove tecniche produttive, sfruttare le opportunità offerte ai giovani, per dare il proprio contributo al futuro economico e ambientale del territorio. È la storia di Federico, che nel 2020, si iscrive all’università di Brescia al corso di laura triennale in Sistemi agricoli sostenibili. Natura amica, Davide Bregoli, Quinzano d’Oglio: aiuta adolescenti e giovani adulti, talvolta con vulnerabilità psicologiche, sottoposti a procedimenti giudiziari penali a trovare uno spazio in cui acquisire nuove esperienze grazie alla natura, per reinserirsi nel loro contesto sociale. Laboratori esperienziali legati all’agricoltura fanno emergere la consapevolezza delle proprie capacità. Mungitura 4.0, Daniele Cominardi, Ghedi: nell’azienda di vacche da latte è entrato in funzione un robot per la mungitura. Una svolta smart per aumentare il benessere animale: ogni vacca è libera di farsi mungere quando vuole nell’arco della giornata. Migliorano le performance della stalla, supportando il personale. Rebecco farmer, Matteo Turrini, Gardone Valtrompia: un agriturismo nato grazie alla Comunità montana, sostenuta da Fondazione Cariplo, per il restauro conservativo di un antico forno fusorio, uno dei principali passaggi della «Via del ferro», catena lavorativa formata negli anni. La struttura è stata data in concessione all’azienda agricola Turrini, produttrice di frutta e confetture, permettendogli di costituire il centro dell’azienda e il centro dei Rebecco Farmer, prima rete di imprese agricole italiana. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adriano Baffelli