LA PROSPETTIVA

Il turismo enogastronomico si rafforza con il post-Covid

Cresce l'attenzione per proposte in grado di esaltare i prodotti locali Brescia può essere protagonista con la sua ricchezza nel wine e food
Cresce l’attenzione per destinazioni turistiche all’insegna dei prodotti tipici e dell’ambiente: un interesse che guarda sempre più anche al Bresciano particolarmente ricco su questi frontiRoberta Garibaldi
Cresce l’attenzione per destinazioni turistiche all’insegna dei prodotti tipici e dell’ambiente: un interesse che guarda sempre più anche al Bresciano particolarmente ricco su questi frontiRoberta Garibaldi
Cresce l’attenzione per destinazioni turistiche all’insegna dei prodotti tipici e dell’ambiente: un interesse che guarda sempre più anche al Bresciano particolarmente ricco su questi frontiRoberta Garibaldi
Cresce l’attenzione per destinazioni turistiche all’insegna dei prodotti tipici e dell’ambiente: un interesse che guarda sempre più anche al Bresciano particolarmente ricco su questi frontiRoberta Garibaldi

Cresce, anche a seguito dell’imprevisto e a tratti drammatico scenario legato alla crisi pandemica, la consapevolezza di quanto l’universo di produzioni e realtà che compongono il mondo dell’agricoltura sia prezioso anche in termini di attrazione turistica. Ovviamente risulta anche molto chiaro che, quando i flussi turistici diminuiscono, o addirittura si interrompono, come è successo in gran parte degli ultimi mesi caratterizzati da lockdown e spostamenti limitati, le ripercussioni su aziende agricole e cantine sono pesantissime. Lo stesso vale per le mancate vendite di prodotti, a causa della drastica contrazione di pranzi e cene fuori casa, attività da anni caratterizzata da una crescita costante, almeno fino a quando il Covid-19 non ha palesato la sua presenza. La premessa è dovuta, ma la volontà è di guardare al prossimo periodo con serenità e con una consapevolezza maggiore rispetto al passato. Quella derivante da un’evidenza: nella fase del dopo Covid, insieme alla ripresa dei viaggi, cresce la ricerca dei prodotti tipici e parallelamente sono premiati i territori che li producono e li offrono a visitatori e turisti. Non si tratta solo di una percezione, come confermano i dati presenti nella quarta edizione del Rapporto 2021 sul turismo enogastronomico italiano, curato da Roberta Garibaldi. Lo studio evidenzia i cambiamenti della domanda e le opportunità per gli operatori del settore e per i territori che saranno capaci di intercettare le nuove tendenze. Dal Rapporto emerge che «i turisti enogastronomici aumentano e sono sempre più consapevoli, attivi, esigenti, innovativi e attenti ai temi della sicurezza e della sostenibilità». Nella scelta degli hotel, la presenza di un’offerta che valorizza i cibi tipici locali sempre più determinante e l’80% degli intervistati si aspetta una prima colazione impreziosita dai prodotti del luogo. Roberta Garibaldi, docente universitario di Tourism management all’università di Bergamo e presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico, afferma che la crescita del fenomeno enogastronomico è costante. «Nel 2016 soltanto il 21% degli intervistati aveva svolto almeno un viaggio enogastronomico, ora la percentuale è del 55%», dice. Per il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, «il turismo enogastronomico nel Paese ha enormi margini di crescita e le eccellenze del made in Italy possono diventare un traino per l'intero settore. Esempio emblematico è rappresentato dal vino, connubio fra un prodotto e la valorizzazione del suo territorio». Nel 2020 i turisti italiani hanno riscoperto l’Italia come destinazione, scelta obbligata dalle restrizioni imposte ai viaggi internazionali. Aspetto che accresce la voglia di conoscere il ricco patrimonio dei sapori territoriali. Indubbiamente lo scorso anno si è registrato un calo del turismo enogastronomico, aspetto che preoccupa la Coldiretti. Commentando il rapporto 2021 sul turismo enogastronomico italiano spiega che «l’impatto della crisi innescata dal Covid taglia del 27% il turismo enogastronomico e mette a rischio i 5.266 prodotti alimentari tradizionali. È positivo, in questo ambito, l’impegno di questi ultimi mesi del premier Mario Draghi che ha favorito l’introduzione del Green pass nazionale ed europeo». L’Italia, comunque, è leader mondiale nel turismo enogastronomico - ricorda la Coldiretti -: vale oltre 5 miliardi di euro con la ricerca dei prodotti tipici «diventata un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come il nostro, che può contare sull’agricoltura più green d’Europa, la leadership nel biologico con oltre 60 mila aziende agricole bio, la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica». Di certo, nei prossimi mesi, cresceranno anche nel Bresciano le presenze turistiche all’insegna di buon cibo e ottimo vino, considerando le eccellenze produttive presenti in larghissima parte del territorio. La provincia di Brescia può quindi giocare carte preziose per la promozione turistica date le contingenti tendenze del turismo enogastronomico e la ricchezza dell’offerta nei settori food e wine. Nel 2020, i turisti italiani hanno riscoperto l’Italia come destinazione, e anche questo ha determinato una voglia di approfondire la conoscenza del patrimonio di sapori territoriali. Le località di mare sono diventate la porta di accesso per partecipare a esperienze enogastronomiche memorabili nell’entroterra (53% dei turisti del settore), davanti alle città d’arte e alle destinazioni montane. La voglia di vivere all’aria aperta spinge alla ricerca di sistemazioni come agriturismo (l’86% ha intenzione di alloggiarvi) e relais di campagna (59%), con una ricerca di soluzioni innovative, tra cui spiccano alberghi a tema cibo-vino (56%), glamping (campeggio con molti comfort Ndr)(29%) e case sugli alberi (32%). Nella scelta degli hotel, la presenza di un’offerta in grado di valorizzare i cibi tipici locali appare sempre più determinante e l’80% degli intervistati si aspetta una prima colazione a base dei prodotti del luogo.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adriano Baffelli