AGRICOLTURA

Sata: idee, ricerca e consulenza per una viticoltura rispettosa

È attivo dal '90 nel settore: negli ultimi anni diverse aziende supportate si sono convertite al biologico. Sostegno a istituti di sperimentazione
Gli agronomi dello studio Sata che ha il suo quartier generale in piazza Loggia in città: da sinistra Pierluigi Donna, Marco Tonni, Stefano Saderi, Paolo Di Francesco e Angelo Divittini
Gli agronomi dello studio Sata che ha il suo quartier generale in piazza Loggia in città: da sinistra Pierluigi Donna, Marco Tonni, Stefano Saderi, Paolo Di Francesco e Angelo Divittini

«La sostenibilità è guidata dalla consapevolezza che deriva dalla conoscenza condivisa», sostengono i professionisti di Sata studio agronomico, con sede legale in piazza Loggia a Brescia. La realtà opera dal 1990 in viticoltura: negli ultimi anni molte aziende supportate, condividendone la filosofia, si sono convertite al biologico. «Collaboriamo con i Consorzi di tutela Lugana e Valtènesi - spiega l'agronomo Pierluigi Donna, fondatore del gruppo - e con alcune cantine sociali per l'assistenza tecnica alle aziende che producono vini a denominazione e ai loro territori. Con il Consorzio Franciacorta collaboriamo per un progetto di sperimentazione agronomica e selezione clonale». Una realtà che, negli ultimi tre anni, è passata da quattro soci a tre, poi nuovamente a quattro, quindi la Sstp, società semplice tra professionisti è diventata una srl-stp, società a responsabilità limitata tra professionisti con cinque soci. Assetto raggiunto a gennaio 2021 con l'obiettivo che rimanga stabile come si prefiggono i protagonisti, impegnati con quota uguale, 20% cadauno: Paolo Di Francesco, Angelo Divittini, Pierluigi Donna, Stefano Saderi e Marco Tonni nel ruolo di amministratore unico. Si avvalgono della collaborazione di cinque giovani per i monitoraggi aziendali e la raccolta dati nell'attività sperimentale. Due i riferimenti universitari: Leonardo Valenti, docente alla Facoltà di Agraria dell'università Statale di Milano, e la dottoressa Isabella Ghiglieno dell'università Statale di Brescia per la ricerca e validazione scientifica. L'attività di ricerca è per Sata un aspetto fondamentale, considerati i progetti di selezione clonale e altre sperimentazioni orientate a individuare modelli viticoli innovativi. Sono settanta le aziende vitivinicole alle quali offrono consulenza agronomica ed enologica. «Siamo impegnati in quasi tutte le regioni italiane - precisa Marco Tonni - con circa 10 mila ettari seguiti: 2.500 direttamente, il resto indirettamente. Direttamente sono le superfici monitorate da noi, letteralmente 'calpestate', mentre gli altri sono ettari di aziende che partecipano in parte alla nostra attività, talvolta solo con singoli progetti, oppure cooperative e consorzi in cui l'azione di supporto è legata a linee guida generali e per i quali non c'è una presenza diretta da parte nostra». Lo studio agronomico bresciano effettua interventi in Lombardia, con particolare focus sulla Franciacorta, quindi in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia e le sue isole minori. Viticoltura ed enologia sono preponderanti, in piccolissima parte si segue l'olivicoltura, quale attività cornice della vite. Un socio sviluppa la parte burocratica e dei contributi del lattiero-caseario. Numerosi sono i progetti nell'ambito della sostenibilità aziendale, della biodiversità e della conversione al biologico realizzati da Sata che hanno riscosso interesse, non solo tra le aziende vitivinicole, con le quali da decenni collabora lo studio, ma anche da molte altre società dislocate sull'intero territorio nazionale. Sata è una delle realtà del settore più impegnate a diffondere l'agricoltura biologica, tanto che il 95% della clientela la adotta. La considerevole diffusione del biologico in Franciacorta trova in parte spiegazione anche nella radicata presenza del team di agronomi della società bresciana. Tra le numerose attività di particolare rilevanza sviluppate da Sata studio agronomico, merita una citazione il calcolo dell'impronta carbonica, nel quale la realtà è leader in Italia con il proprio calcolatore Ita.Ca, avendo già eseguito valutazioni di Carbon Footprint secondo i criteri delle norme guida del settore su oltre 70 aziende e più di 40 etichette in tutta Italia: dal 2009 è tra i pionieri a considerare e approfondire l'argomento. Da sottolineare lo sforzo di Sata per la valutazione dell'impronta idrica di aziende vitivinicole, dal 2017, tra i primi in Italia, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università Statale di Milano. Solida la competenza nelle valutazioni di sostenibilità, grazie anche alla partecipazione a corsi di formazione per i marchi Equalitas e Viva e alla consulenza in aziende che, pioniere in Italia, si sono certificate in base a questi standard. «A sostegno dei progetti e criteri di sostenibilità in generale - precisa Tonni - Sata coordina attività di ricerca, fungendo anche da supporto operativo a diversi istituti dedicati alla sperimentazione. Ci occupiamo delle relazioni con le aziende interessate, del programma e dell'allestimento delle tesi, dei campionamenti in campo e dell'esecuzione di analisi integrative a quanto svolto da laboratori specializzati». Forte l'impegno a stimolare il dibattito e a far crescere i tecnici delle aziende seguite, favorendo interscambi di informazioni, approfondimenti tecnico-scientifici, prove di campo, nell'ottica del coinvolgimento dei tecnici aziendali, «per una crescita tecnica consapevole e condivisa - conclude Tonni -: crediamo che lo scambio di informazioni tra colleghi sia la migliore strategia per il miglioramento qualitativo e sostenibile». . © RIPRODUZIONE RISERVATA

Adriano Baffelli