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12.07.2020

Il santuario del lazzaretto diventerà un patrimonio collettivo e condiviso

Il  santuario dei  Morti del Gandino di Remedello sarà valorizzato
Il santuario dei Morti del Gandino di Remedello sarà valorizzato

Valorizzare un «unicum» come il santuario dei Morti del Gandino di Remedello, uno scrigno di tesori storici ed architettonici. È l’obiettivo del progetto varato venerdì dalla Giunta guidata dal sindaco Simone Ferrari. Le linee dell’operazione saranno per così dire «condivise» e partecipate. Tutto sarà gestito da un bando che prende ovviamente spunto dalla necessità di garantire un’adeguata cura al complesso. ENTRO IL 15 SETTEMBRE, privati, fondazioni o associazioni potranno avanzare le loro proposte per la gestione del luogo di culto eretto per dare una sepoltura cristiana alle vittime delle epidemie che si sono susseguite nei secoli. IL santuario ha assunto l’aspetto attuale nel XVIII secolo in occasione della costruzione dell’edificio nato sulle ceneri dell'antico lazzaretto e sulle fosse comuni dove sono sepolti i morti causati dall’epidemia di peste del 1630. Successivamente le fosse comuni vennero utilizzate per fare fronte alla strage provocata dal vaiolo. Al netto dell’alone di mistero alimentato dalle leggende su molto presunte apparizioni di spiriti, il luogo ha un grande valore storico. «É un’opportunità che offriamo al territorio di sfruttare un proprio tesoro – osserva il sindaco Simone Ferrari - di valorizzare un sito unico dal punto di vista architettonico. Crediamo sia un monumento così importante e delicato che tutti devono avere voce in capitolo sul futuro del santuario. Un luogo di culto che assume un valore simbolico anche alla luce della pandemia che ha purtroppo ricordato i tempi terribili della peste». La sfida è andare oltre la semplice custodia del santuario. «MI AUGURO – CONCLUDE Simone Ferrari –che arrivino tante proposte, anche innovative». Ovviamente i progetti saranno esaminati con attenzione, ma non saranno vincolanti per il Comune. Tra le idee che già circolano c’è quella di ricavare nel santuario un museo alla memoria delle vittime del coronavirus, o un centro espositivo permanente dedicato alla storia del paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

V.MOR.
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