L'OPERA

Brescia, ascensore del Castello: ecco l’autorizzazione della Soprintendenza

di Eugenio Barboglio
Il progetto: nel cerchio rosso, l'ascensore che al castello, con la cabina e la rotaia inclinata
Il progetto: nel cerchio rosso, l'ascensore che al castello, con la cabina e la rotaia inclinata
Il progetto: nel cerchio rosso, l'ascensore che al castello, con la cabina e la rotaia inclinata
Il progetto: nel cerchio rosso, l'ascensore che al castello, con la cabina e la rotaia inclinata

Aveva tempo fino a oggi, 4 agosto 2022, il soprintendente alle Belle Arti di Brescia per dire se il progetto definitivo dell’ascensore obliquo del castello va bene oppure no. E martedì, in zona Cesarini, Luca Rinaldi ha inviato il suo parere in Loggia. Ed è un parere positivo, con lievi prescrizioni. L’ultimo e definitivo. Quello che la Loggia aspettava per dare il via ai passaggi successivi, propedeutici ai lavori: l’assoggettabilità alla procedura di esclusione della Via e poi il bando integrato per il progetto esecutivo che Brescia Mobilità svilupperà insieme alla ditta che si sarà aggiudicata l’appalto.

Con l’assenso della Soprintendenza si chiude un lungo iter, non sempre in discesa. L’interlocuzione tra i tecnici della partecipata e via Calini ha portato a diverse correzioni al progetto iniziale proposto da Bresca Mobilità come evoluzione di quello dell’architetto Cadeo degli Amici del Cidneo. La discussione ha riguardato la tipologia di cabina, il doppio o unico binario, la parte da interrare del tracciato e quella panoramica, la «monumentalità» o meno dell’ingresso su Fossa Bagni. Infine il «nodo» della stazione di approdo alle mura - zona Piccolo e Grande Miglio - , che ha sostanziato l’ultima prescrizione di Rinaldi allo studio di fattibilità approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2021, prescrizione che è stata acquisita dal progetto definitivo. Progetto che era sul tavolo del soprintendente dal 4 di aprile, da allora sono passati giusti giusti i 4 mesi canonici fissati dal codice dei Beni culturali per il rilascio dell’autorizzazione.

L’ingresso all’ascensore sarà ricavato nei pressi della galleria Tito Speri (clic sopra per vedere l'immagine intera)
L’ingresso all’ascensore sarà ricavato nei pressi della galleria Tito Speri (clic sopra per vedere l'immagine intera)

Con la Regione la convenzione è già stata firmata, il 22 marzo scorso. Sicchè è già cominciata l’erogazione delle risorse che la Regione ha messo a bilancio per finanziare il collegamento meccanizzato col Castello. Ad una prima trance dei 4 milioni di euro dovrebbe seguire una seconda, in vista dell’inizio dei lavori. Consapevole dei passaggi che sono ancora da fare - quelli già ricordati dalla Via all’appalto - e dei tempi che implicano, l’ultimo aggiornamento del cronogramma aveva considerato come plausibile data di inizio lavori il prossimo dicembre. Una data che sembra davvero difficile da rispettare, soprattutto se si dovesse stabilire che la Via va fatta. Ragionevole invece immaginare la prima pietra nel 2023, il che però cozzerebbe con la tendenza della Loggia di non avere cantieri aperti durante l’anno della cultura. A maggior ragione un cantiere nel mezzo di uno dei siti cruciali sulle rotte turistiche del 2023.

Il sindaco Emilio Del Bono però è possibilista. «Non sarei così netto, dipende dal cantiere. Se poco invasivo e più in disparte, penso a quello a quota più bassa dell’inizio del tragitto, potrebbe anche convivere con l’anno della Cultura. Ma ora non possiamo ancora dirlo. Siamo determinati a realizzare l’opera ma pazienti rispetto ai passaggi autorizzativi». Il progetto prevede una sola cabina dalla capacità di 32 passeggeri che percorrerà un tracciato per due terzi interrato e all’aperto nel tratto finale, di avvicinamento al castello. Il binario alla fine è stato deciso che sia uno solo, per limitare l’impatto ambientale che è stato il tema più sensibile nell’analisi della Soprintendenza. Il tracciato sarà lungo 112 metri e per salire e scendere il tempo necessario sarà di circa 2,5 minuti, vista la velocità di trazione di 2 metri al secondo.

L’ascensore obliquo andrà su e giù senza sosta, effettuando 24 corse all’ora. La capacità massima di trasporto nei sessanta minuti sarà dunque di 768 persone. Inutile dire che mediamente non verranno raggiunti questi numeri, ma in presenza di eventi particolari potrebbe accadere. Del resto come ovunque in materia di trasporto, è ai picchi che occorre guardare e prepararsi, mettendo in conto per farvi fronte adeguatamente, fasi morte e perciò diseconomiche. Il sindaco Del Bono è soddisfatto dell’ok della Soprintendenza: «È una ulteriore modalità di accesso che si integra con un Castello che sta sviluppando una pluralità di funzioni, dalla palazzina degli Ufficiali al museo del Risorgimento con al piano superiore uno spazio per l’arte contemporanea. Funzioni che danno al castello una dimensione di fruizione sui 365 giorni all’anno».•.