LA TRAGEDIA DI CEVO

Il fratello di Ilaria ricostruisce la disgrazia: «Era davanti a me e poi è precipitata in fondo al dirupo»

La zona alle spalle del rifugio Lissone da dove la giovane è precipitataIlaria Magli è morta a 30 anni sulle montagne sopra Cevo
La zona alle spalle del rifugio Lissone da dove la giovane è precipitataIlaria Magli è morta a 30 anni sulle montagne sopra Cevo
La zona alle spalle del rifugio Lissone da dove la giovane è precipitataIlaria Magli è morta a 30 anni sulle montagne sopra Cevo
La zona alle spalle del rifugio Lissone da dove la giovane è precipitataIlaria Magli è morta a 30 anni sulle montagne sopra Cevo

Un piede che incespica su un sasso, poi il volo fatale: è la testimonianza del fratello di Ilaria Magli, 30 anni, la giovane di Montichiari deceduta l’altro giorno mentre stava compiendo un’escursione in Valcamonica, sopra Cevo, nella zona di Passo Igagna. Matteo Magli e la sorella erano appassionati di montagna e anche l’altro giorno avevano deciso di muoversi sulle vette che tanto amavano, ma che nella circostanza si sono rivelate crudeli. Drammatica la testimonianza che il fratello di Ilaria ha reso ai militari del nucleo del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Edolo, che come sempre in questi casi svolge funzioni di polizia giudiziaria oltre che di soccorso; i militari sabato sono intervenuti sul posto insieme all’elisoccorso di Sondrio e ai tecnici del Cnsas della stazione Media Valle della V Delegazione Bresciana.

«Ci eravamo appena lasciati alle spalle i punti più critici della ferrata del sentiero numero 1 e avevamo valicato Passo Ignaga - ha detto Matteo Magli agli uomini del Sagf -. Ci stavamo dirigendo verso il rifugio Lissone camminando su un tratto di cresta che non presenta alcuna difficoltà alpinistica quando all’improvviso ho visto Ilaria, che mi precedeva di qualche metro, incespicare su un sasso, perdere l’equilibrio e cadere nel canalone». Prima il corpo è sceso lentamente scivolando sull’erba e i detriti morenici per una ventina di metri, poi ha preso velocità ed è scomparso alla vista del ragazzo, precipitando per duecento metri; l’incidente è avvenuto a circa 2500 metri di quota lasciando il giovane disperato e sotto shock. Un momento drammatico in seguito al quale è partita la chiamata dei soccorsi, ma purtroppo per Italia non c’era più nulla da fare: il volo nel dirupo non le ha lasciato scampo.

La giovane era partita al mattino con il fratello dal rifugio Maria e Franco in direzione della Val Adamè, dove è collocato il rifugio Lissone, una struttura che funge da base per quanti frequentano il sentiero numero 1 dell’Adamello, sentiero frequentatissimo da numerosi appassionati di montagna. Come era appunto Ilaria, che su quelle montagne però purtroppo ha trovato la morte: e in occasione dei funerali domani tutta la comunità di Montichiari si stringerà intorno alla famiglia di una ragazza che era davvero benvoluta da tutti.•.