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22.09.2020 Tags: Manerba del Garda

Quando da Manerba partivano gli emigranti: ricorre il «grande esodo»

Emigranti italiani del XIX secolo: 125 anni fa l’«esodo» da Manerba
Emigranti italiani del XIX secolo: 125 anni fa l’«esodo» da Manerba

Oggi a Manerba ricorre un anniversario di cui pochi ormai hanno memoria: il 22 settembre del 1896, in un solo giorno, 50 cittadini lasciarono il paese per emigrare all’estero in cerca di fortuna e per sfuggire alla povertà. IN QUELL’ANNO più di 300, pari a circa un quinto del totale della popolazione: all’epoca Manerba contava 1.500 abitanti (oggi sono 5.414). La cronaca di quei giorni di 125 anni fa è raccontata dal compianto don Antonio Fappani nella sua Enciclopedia: «Iniziata in forma sempre più organizzata – scrive Fappani – l’emigrazione bresciana andò assumendo forme sempre più massicce dal 1883 in poi». Anche da Manerba, ma anche da Gargano e da altri paesi del Garda fino alla Prima guerra mondiale, per poi riprendere a gran ritmo nel secondo dopoguerra: anche nella vicina Valsabbia un cittadino su cinque era emigrato all’estero. MA DOVE ANDAVANO i migranti bresciani di fine Ottocento? Soprattutto nelle Americhe, scrive ancora Fappani: Stati Uniti, Brasile e Argentina, e pochi in Europa (soprattutto in Svizzera). Diverso negli anni Cinquanta del ’900: Australia, Belgio, Francia, Germania e ancora Svizzera, dove «non si contano le ragazze che emigrano per servire negli alberghi e nelle pensioni». In Germania servivano operai e muratori, in Francia e Belgio anche i minatori: nella tragedia di Marcinelle morì anche un bresciano, abitava a Bienno. I RICORSI della storia: ancora oggi, su 5.414 residenti (dati Istat aggiornati al 2020) sono 241 i manerbesi emigrati e iscritti all’Aire, l’Anagrafe italiani residenti all’estero. Di questi 50 sono in Argentina, 43 in Germania, 38 in Svizzera, 15 in Belgio, 14 in Spagna, 12 in Francia, 10 negli Stati Uniti e 9 in Gran Bretagna. Terra di migranti ieri, terra di migranti oggi ma al contrario: sono 639 gli stranieri residenti a Manerba (291 uomini e 348 donne) pari all’11,8% del totale della popolazione stabile in paese. In tanti fanno gli stessi lavori, muratori, camerieri, camionisti, operai, braccianti agricoli e ambulanti, che facevano i nostri nonni e bisnonni emigranti.

A.GAT.
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