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18.10.2019

Marone dà la
«scossa» all’acqua
del sindaco

Il municipio di Marone rafforza il «portfolio» delle partecipate
Il municipio di Marone rafforza il «portfolio» delle partecipate

È stata ricondotta a unità la presenza del Comune di Marone in due sue partecipate. La Sebino Servizi srl, società che gestisce l’acquedotto, un pezzo di fognatura e la fornitura di energia elettrica per la votiva, ha infatti incorporato la Mes srl, che gestisce la centralina idroelettrica situata nell’ex cava Bagnadore. LA FIRMA davanti al notaio che sancisce la fusione di Sebino Servizi e Mes è del 10 ottobre. A giugno il Comune aveva autorizzato la Sebino Servizi, che già possedeva il 75,5% delle azioni della Mes, ad acquistare la rimanente quota del 24,5% dal consorzio camuno Cier. L’accordo di compravendita tra Sebino Servizi e Cier era stato raggiunto sulla base della perizia effettuata dal professionista Francesco Martinotti, che aveva stimato in 100mila euro il valore di quel 24,5%. A settembre la presidente della Sebino Servizi, Maura Corrà, aveva siglato con il consorzio Cier il contratto di acquisto: 20mila al momento del preliminare, gli altri 80 mila conclusa la transazione. «A questo punto - spiega il sindaco Alessio Rinaldi - abbiamo un’unica società, la Sebino Servizi, controllata al 100% dal Comune, che ha incamerato in toto una fonte di guadagno sicura e, nelle annate di pioggia, cospicua». Da tre anni non ci sono più i certificati verdi che premiavano chi produceva energia in modo pulito, ma sul conto corrente della Sebino Servizi, ora che è stato estinto il mutuo per la realizzazione della centralina idroelettrica alla ex cava Bagnadore, continueranno ogni anno a depositarsi degli utili, in media 150 mila euro lordi l’anno. «Utili che prima, anche quando si incassavano i proventi dei certificati verdi, dovevamo dividere a metà: il 50% a noi e il 50% a Lumenenergia e Cier- precisa il sindaco Rinadi-. La fusione per incorporazione della Mes nella Sebino Servizi è stata compiuta sia in ossequio alla legge Madia sulle “partecipazioni indirette” del Comune, sia per conservare il carattere in house della Sebino Servizi». MARONE ha sempre rifiutato di far confluire la Sebino Servizi in Acque Bresciane. Tanto più ribadisce il suo diniego ora che la Sebino Servizi gestirà, oltre al servizio idrico integrato, la centralina idroelettrica: «Davanti al Consiglio di Stato- ricorda il primo cittadino maronese- è tuttora pendente il ricorso da noi presentato avverso la pronuncia con la quale, nel marzo 2017, il Tar ci aveva negato la possibilità di continuare la gestione in forma autonoma dell’acquedotto e di uno spezzone di fognatura allacciata a quella che scende da Zone». •

Giuseppe Zani
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