L'ALLARME

Montisola teme uno «tsunami»
Scattate le prime evacuazioni

L'ipotetico collasso, fa sapere la Prefettura, verrebbe preceduto da un'accelerazione dei movimenti e da segni precursori ben rilevabili con i monitoraggi tali da consentire un preavviso sufficiente alla protezione civile
Le crepe  aperte nell’asfalto dalla gigantesca frana di Tavernola che rischia di precipitare nel lago d’Iseo FOTOLIVE
Le crepe aperte nell’asfalto dalla gigantesca frana di Tavernola che rischia di precipitare nel lago d’Iseo FOTOLIVE

L'allerta sul Sebino è alta: la paura, in queste ore, è palpabile, e la possibilità che il costone di roccia che sovrasta il cementificio di Tavernola possa cadere in acqua e generare un'onda anomala è concreta. Un sopralluogo dei tecnici delegati dal Dipartimento protezione civile e dalla Regione ha confermato che la frana si muove con una velocità costante (attualmente tra i 5 e i 20 mm/giorno) e che il materiale  ha un volume stimabile in circa 1,5 milioni di metri cubi. L'ipotetico collasso, fa sapere la Prefettura, «verrebbe preceduto da un'accelerazione dei movimenti e da segni precursori ben rilevabili coni monitoraggi in essere, tali da consentire un preannuncio con sufficiente preavviso per attuare interventi di protezione civile».

A Montisola l'amministrazione comunale ha deciso di intervenire, consigliando vivamente ai cittadini residenti in località Porto di Siviano, di lasciare la propria abitazione. Non uno sgombero vero e proprio: non è infatti servita un'ordinanza, al primo cittadino Fiorello Turla, per convincere i concittadini. La vista su Tavernola Bergamasca e sul milione e mezzo di metri cubi di roccia - ma la stima è in difetto - pronti a staccarsi è bastata alle venti famiglie, meno di cinquanta persone in tutto, per cercare una soluzione alternativa. Nella serata di venerdì, dal Comune era partito un comunicato alla cittadinanza: «In caso di emergenza in atto – si legge - sarà il campanile della chiesa di Siviano a dare l'allarme».

Le amministrazioni comunali del lago d'Iseo sono tutte in attesa di certezze, che molto probabilmente non arriveranno prima di un paio di giorni. «Nel frattempo - ha spiegato Alessio Rinaldi, sindaco di Marone, oltre che presidente dell'Autorità di Bacino - la Prefettura ci ha chiesto di aggiornare i nostri piani di sicurezza. Serve mantenere alta l'attenzione, perché quello che potrebbe succedere non ha precedenti, sul nostro territorio: la possibilità che parte della montagna si possa inabissare proprio di fronte al nostro paese è concreta, purtroppo. Ma servirà attendere ancora qualche ora per capire meglio la situazione, su cui stanno lavorando da giorni i geologi della Regione Lombardia».

I comuni sebini saranno poi tenuti a riferire ai cittadini l'evolversi della situazione, anche organizzando incontri. Dal canto suo, la Prefettura ha raccomandato di attivare le sale operative comunali ed il volontariato locale per preparare quanto necessario per gli interventi di messa in sicurezza.  In queste ore, all'elaborazione dei diversi scenari di rischio sta lavorando l'Università Bicocca di Milano, mentre la provincia di Bergamo ha fatto installare uno speciale radar che monitora i movimenti sulle 24 ore del versante, in modo da comunicarlo in diretta alla Protezione Civile: la crepa sul monte Saresano si allarga in modo preoccupante, dai due millimetri al mese fino a più di un centimetro al giorno. «Serve comunque essere pronti – ha continuato Rinaldi – anche se il ragionamento si basa sulla situazione peggiore possibile, che non bisogna assolutamente sottovalutare». Domani pomeriggio, a Tavernola, sarà presente l'assessore regionale alla Protezione Civile Pietro Foroni.•.