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10.08.2020

Il dolore di una madre è diventato solidarietà

Mara Biondi in un’immagine con la figlia scomparsa, Daiana
Mara Biondi in un’immagine con la figlia scomparsa, Daiana

Daiana si è spenta a Cevo a soli 26 anni il 26 maggio di due anni fa, dopo una lunga degenza nell’ospedale San Gerardo di Monza e dopo aver affrontato con coraggio una devastante malattia durata sette mesi. Una perdita che per sua madre Mara Biondi non poteva esaurirsi nel solo dolore: per questo ha scritto due libri insieme a un’amica e ha costituito un’associazione che fa della solidarietà, declinata nel sostegno alle famiglie alle prese con gravi problemi sanitari, l’obiettivo principale. Anche lei è originaria di Cevo, il paese in cui vivono ancora la sorella Francesca e la mamma Gabriella Matti, ma da ormai dieci anni si è trasferita a Losine. Sulla sua strada ha avuto la fortuna di incrociare Alberta Gaia Bani, che con lei condivide la passione per il reiki (una pratica spirituale orientale usata come forma terapeutica), che l’ha guidata nel costituire l’associazione M3kit e che ha scritto con lei le due opere citate. Insieme hanno realizzato i romanzi «Ti ritroverò nei suoi occhi», edito nel febbraio dello scorso anno, e «Molte vite in un solo destino», pubblicato lo scorso marzo. Sono entrambi lavori autobiografici, con una trama magica improntata sull’amore e sull’amicizia e che le vede protagoniste con i nomi di Agata e Greta. Il ricavato dei due libri, che sono in vendita a Losine nel negozio alimentari Moira e Luca e a Breno nell’Edicoleria di Silvia Gasparini e nella Edibi di Paolo Bonassi, serve a realizzare le finalità dello statuto dell’associazione. MARA E ALBERTA hanno già in bozza una terza pubblicazione e stanno lavorando a una quarta. Le autrici, la prima 52enne e la seconda 32enne, residente a Bergamo città, hanno come detto lanciato il progetto «M3kit Foundation» (una realtà alla quale ora si può anche destinare il 5 per mille) col quale intendono rinnovare il ricordo di Daiana Chiarolini raccogliendo fondi da destinare alla ricerca medica, e al sostegno di famiglie che devono far sottoporre a chemioterapia o terapie di altro tipo un congiunto sostenendo forti spese. Possono contare anche sull’aiuto di tanti amici che ne condividono gli obiettivi, promuovendo con loro cene, serate letterarie, eventi musicali, e sperano anche in donazioni dirette. Infine, la mamma di Daiana vorrebbe anche poter dedicare alla figlia la biblioteca dalla sala relax dell’ospedale San Gerardo, ricordando che durante la sua degenza la giovane scrisse «spero che la mia storia possa servire a qualcosa». •

L.RAN.
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