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09.07.2020

Una maratona
sulla bici formato
famiglia

La partenza dei maratoneti della bicicletta da DarfoUna sosta dalle parti di Capo di Ponte per la poppata di Agate
La partenza dei maratoneti della bicicletta da DarfoUna sosta dalle parti di Capo di Ponte per la poppata di Agate

Una vacanza immersi nella natura (dormono in tenda), pedalando per oltre 900 chilometri lungo alcune delle più belle ciclabili dell’alta Italia, dell’Austria e della Slovenia. Sono i contenuti dell’avventura scelta da due giovani ingegneri che lavorano in Francia per il settore difesa del colosso Airbus: lei è Alice Pelamatti, originaria di Darfo, lui è Damiano Prinelli di Milano. INSIEME ai figli Mattia, di 2 anni e mezzo, e Agate di appena tre mesi, e a una coppia di amici, Marco, milanese, e Ruta, nata in Lituania, con la loro piccola Sofia di 2 anni, sono partiti da Darfo, e seguendo la splendida ciclovia dell’Oglio nella prima giornata sono arrivati a Edolo, dove hanno trascorso la notte nel prato dell’apiario didattico del Biodistretto. Il giorno dopo la comitiva è risalita in sella per affrontare i tornanti del Tonale, per fare tappa in serata in un campeggio di Ossana, in Val di Sole. A fine luglio saranno a Trieste; poi il ritorno in valle col treno. «Di lunghi viaggi in bici ne abbiamo già fatti alcuni - spiega Damiano durante la sosta edolese - e abbiamo deciso di festeggiare la nascita di Agate programmandone uno un po’ più lungo. Una sfida per trascorrere un mesetto in compagnia degli amici più cari prima di tornare a Tolosa e riprendere col lavoro». La spedizione prevede una percorrenza media giornaliera tra i 30 e i 40 chilometri. Con soste forzate dettate dalle frequenti poppate della neonata, che per il resto dorme col fratellino nel carrellino attaccato alla bici di papà. «Speriamo vada tutto bene e di riuscire ad arrivare alla fine - si augura Alice -. Noi ce la metteremo tutta per arrivare al traguardo». La mamma e il papà della ragazza, entrambi appassionati delle due ruote, hanno pedalato con le due famiglie dalla partenza fino allo scollinamento in Trentino: «Abbiamo deciso di accompagnarli nel tratto iniziale - dice Livio Pelamatti - per promuovere la ciclabile della Valcamonica, che è bellissima, anche se in certi punti molto impegnativa». «Secondo me - aggiunge la moglie Hélène originaria di Parigi e sostenitrice, come il marito, di Legambiente e del Biodistretto - è un bel modo per concretizzare la mobilità sostenibile». •

Lino Febbrari
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