Combustibile dai rifiuti, primo coro di «no»

Un impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani
Un impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani

Di certezze ancora non ce ne sono, ma i primi passi ufficiali sono comunque stati fatti. E le reazioni non sono certamente all’insegna della felicità e dell’entusiasmo.

C’è preoccupazione a Sarezzo per la possibile apertura in paese, in via Unità d’Italia, tra via Seradello e i campi Redaelli, di un impianto di pirolisi, una tecnologia brevettata che consente di trasformare le plastiche di recupero in combustibile.

LA RICHIESTA è arrivata in Comune, è stata portata in commissione Territorio, ma per ora siamo fermi alle fasi preliminari. Il comitato Cittadini per la salute pubblica ha però già rizzato le antenne, più che mai convinto che l’ipotesi non sia assolutamente da prendere in considerazione. «Il processo trasforma la plastica in gasolio di bassa qualità, il tutto a un prezzo troppo elevato per la salute, soprattutto se il materiale di partenza è costituito da rifiuti pericolosi - spiegano gli attivisti - Gli abitanti di Sarezzo non hanno bisogno di altro inquinamento, ma di un ambiente più sano». Per fare il punto della situazione è stato organizzato un incontro per venerdì alle 20.30 in via Marconi, a Ponte Zanano. Nel frattempo però il sindaco Diego Toscani getta acqua sul fuoco. «Ho appreso delle proteste e dell’incontro organizzato via internet, nessuno ha interpellato l’Amministrazione - spiega - Da quanto si legge, sembra di capire che il Comune abbia già dato l’assenso. Nulla di più sbagliato».

E quindi? Che succede? L’iter di autorizzazione è meno lineare di quel che si potrebbe pensare. La richiesta è stata presentata in commissione Territorio, è vero, ma la materia non è di competenza comunale. L’ente può semplicemente rilasciare un parere, ma il progetto va sottoposto alle autorizzazioni regionali.

«Quello che il Comune può fare riguarda gli aspetti urbanistici, valutare l’impatto sulla viabilità locale ad esempio - prosegue Toscani - Ci sono poi i fattori più delicati come l’impatto ambientale, rumori ed emissioni».

La zona potenzialmente interessata è già soggetta a controlli considerando gli annosi problemi che affliggono via Seradello. «Invito i cittadini a distinguere gli agitatori da coloro che hanno a cuore la salute pubblica - conclude il sindaco - In tutti questi incontri non è mai stata invitata l’Amministrazione, che non ha mai dato alcun tipo di benestare e sta facendo tutte le dovute analisi e ricerche. Resta inteso il diritto di un imprenditore di fare impresa, ma la tutela della salute pubblica e dell’ambiente è imprescindibile».

Marco Benasseni

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