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08.10.2019

Lavori per la piazza,
indagati l’ex sindaco
Retali e Mottinelli

La piazza al centro dell’indagine condotta dalla procura di BresciaIl blitz di carabinieri e Finanza in municipio dello scorso aprile
La piazza al centro dell’indagine condotta dalla procura di BresciaIl blitz di carabinieri e Finanza in municipio dello scorso aprile

La procura di Brescia torna ad accendere i propri riflettori su Concesio e sul suo Comune. Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento della magistratura sono i lavori eseguiti, solo in parte, per la costruzione della nuova canonica (con conseguente abbattimento di quella vecchia) e la realizzazione di una nuova piazza dedicata a papa Paolo VI. Nelle scorse settimane gli investigatori sono stati in Comune dove hanno raccolto parecchi documenti, mentre in procura sono stati ascoltati diverse persone informate sui fatti. Per quella operazione di riqualificazione in quattro sono finiti nel registro degli indagati. L’AVVISO di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato all’ex presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, all’ex sindaco di Concesio, Stefano Retali, all’attuale direttore finanziario della Provincia di Brescia, Simona Zambelli e all’ex responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Concesio, Riccardo Gardoni che si trova ai domiciliari dopo essere stato arrestato la scorsa primavera con l’accusa di corruzione, omissione d'atti d'ufficio, turbativa d'asta e falso. I quattro indagati hanno ora venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero titolare dell’indagine o produrre memorie. AL CENTRO dell’attività della magistratura ci sono, come detto, i lavori per la realizzazione della nuova canonica e di una piazza da intitolare a papa Montini. Per la procura il Comune di Concesio e la Provincia di Brescia il 24 maggio del 2017 avrebbero sottoscritto un accordo di programma che prevedeva il transito dalle casse di palazzo Broletto a quelle del municipio del paese della Valtrompia di 800mila euro, suddivisi in due trance (una versata il 17 novembre 2017 e l’altra il 13 agosto del 2018) a fondo perduto a copertura dei lavori. La nuova canonica era però stata realizzata mesi prima e quel contributo a fondo perduto per gli inquirenti sarebbe servito in realtà a saldare il debito che il Comune aveva contratto con la ditta (la Roda Spa) che aveva realizzato l’opera «su un terreno peraltro di sua esclusiva proprietà» passata poi nella disponibilità dell’amministrazione comunale. Le altre opere previste, l’abbattimento della vecchia canonica e la nuova piazza, non hanno invece visto ancora la luce. TUTTI E QUATTRO sono accusati di abuso d’ufficio, Simona Zambelli anche di falso ideologico. A Pierluigi Mottinelli viene contestata la firma dell'accordo di programma «per dissimulare il mero trasferimento di fondi al Comune di Concesio» oltre all’emissione di due decreti, entrambi del 2017, per l’approvazione dell’accordo sottoscritto con il Comune. All’ex sindaco Retali gli inquirenti oltre alla firma dell’accordo di programma contestano anche l’aver ritardato la visita di collaudo alla nuova canonica ultimata nel novembre del 2016. A Riccardo Gardoni la procura contesta l’emissione delle richieste da parte del Comune (una dell’8 novembre 2017 e l’altra del marzo 2018) inviate alla Provincia per ottenere le due rate del contributo a fondo perduto. A Simona Zambelli invece da un lato vengono contestate le ordinanze di pagamento nelle quali «attestava falsamente che il Comune di Concesio aveva realizzato tutte le opere di cui all’accordo di programma», e dall’altro di avere emesso le due ordinanze di pagamento che trasferivano alle casse comunali il contributo da 800mila euro «attestando falsamente la coerenza dell’accordo di programma con il progetto 025 del Piano esecutivo di Gestione 2017, mentre in realtà rientrava in un altro progetto. •

Paolo Cittadini
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