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08.03.2018

Fs e governo:
«Parte il Tav
Brescia-Verona»

Questa volta non dovrebbe (non dovrebbe) trattarsi di «fake news» o dell’ennesimo annuncio affrettato, perché la notizia viene riportata sul sito istituzionale del Cipe, annunciata pubblicamente dall’ad delle Ferrovie, confermata a Bresciaoggi per iscritto dalla direzione Rfi e per telefono dalla direzione del ministero delle Infrastrutture. Dicono tutti la stessa cosa: che il progetto della Tav Brescia-Verona avrebbe (avrebbe) superato l’esame della Corte dei Conti, l’ultimo esame dell’interminabile iter, e sarebbe pronto per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, da un giorno all’altro.

MA PERCHÈ tutti questi condizionali? Avrebbe, sarebbe? Ma è chiaro: perché ci vuole del pelo sullo stomaco a credere, al punto da scriverlo sul giornale, che sia veramente finita dopo un’incredibile serie di rinvii, intoppi e annunci smentiti dai fatti. Basti pensare che l’atto del progetto definitivo, la delibera 42 del Cipe, era stato approvato dal governo addirittura il 10 luglio e da allora aspettava d’essere registrato.

ADESSO le fonti sono istituzionali e ai massimi livelli, fonti alle quali bisogna dar credito e informare soprattutto i cittadini. Perché la Tav Brescia-Verona, 2 miliardi e 499 milioni di lavori, è la più grande opera infrastrutturale in questo momento sul tavolo in Italia. E perché tra Brescia e Verona ci sono centinaia di cittadini e di aziende in attesa di sapere se e quando gli verranno espropriati i campi, demolite le case, abbattuti i capannoni, per non parlare del considerevole impatto che 7 anni e 3 mesi di cantieri (i tempi previsti) avranno sui territori attraversati, da Brescia a Verona passando per Mazzano, Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo. Insomma, se davvero il progetto ha superato il controllo della Corte dei Conti, non tutti faranno festa. Ma è così? I dubbi sono pochi, anche se la registrazione non è ancora visibile sul sito della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale non è ancora avvenuta. La situazione è la seguente: il «cruscotto» del sito internet del Cipe indicava ieri che la delibera 42 ha superato l’esame della Corte ed è in attesa solo della pubblicazione in Gazzetta (a cui seguirebbe la firma del contratto con CepavDue per aprire i cantieri).

INTERPELLATA da Bresciaoggi, la direzione del Ministero delle Infrastrutture conferma che la registrazione della delibera è avvenuta venerdì scorso. Lo conferma ugualmente a Bresciaoggi anche la direzione di Rfi. Lo ha dichiarato pubblicamente, ieri al «Green Logistics Expo» di Padova, l’amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini: «Lo scorso venerdì è arrivato il via libera della Corte dei Conti alla delibera del Cipe per gli investimenti sulla tratta Brescia-Verona». Ci sarebbe stata dunque una improvvisa accelerazione: dopo che in novembre la Corte dei conti aveva respinto la delibera per insufficienza documentale, il Cipe si era riunito il 28 febbraio (dopo tre mesi per preparare il dossier e due rinvii della seduta) per esaminare l’Addendum. A quanto pare, dopo due giorni l’atto era già tornato alla Corte per il timbro. Uno «sprint» anomalo dopo anni di lungaggini. Ma tant’è.

Valentino Rodolfi
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