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21.04.2017

Il centrodestra unito verso le elezioni:
«Immigrazione e sicurezza le priorità»

I candidati sindaco del centrodestra schierati a Rivoltella
I candidati sindaco del centrodestra schierati a Rivoltella

Ordine e sicurezza: i candidati sindaco del centrodestra bresciano in campo per ribadire i punti cardine del loro programma. Non c’erano tutti, ma quasi: ieri mattina a Desenzano (nella sede della Lega Nord di Rivoltella) insieme a Paolo Formentini (segretario provinciale) e Simona Bordonali (assessore regionale), il simbolico abbraccio tra Guido Malinverno (candidato sindaco a Desenzano), Stefano Quarena (Gussago) e Stefano Raccagni (Palazzolo). Uniti negli intenti e nelle priorità: sicurezza, immigrazione e legittima difesa. Riflettori accesi proprio sull’ultimo punto, aspettando la manifestazione del 25 aprile a Verona (con Salvini).

«MEGLIO un brutto processo che un bel funerale - ha detto Bordonali - perché chi entra in una proprietà privata deve capire che lo fa a suo rischio e pericolo. Per questo la Lega ha presentato una proposta di legge in parlamento, per stornare l’eccesso di legittima difesa. Ma il Pd e i 5 Stelle hanno votato contro». «Non siamo guerrafondai e nemmeno assassini – ha aggiunto Malinverno - Ma non siamo nemmeno falsi moralisti: la legittima difesa è tutela per la vita dei cittadini». Il tema sicurezza, per il centrodestra spesso sottovalutato: «Nel nostro programma elettorale – hanno detto Quarena e Raccagni – la sicurezza è al primo posto. Non è così per il centrosinistra».

Sull’immigrazione la posizione della Lega è durissima, già rilanciata giovedì anche da Salvini (al porto di Rivoltella ha definito i prefetti come «gli affittacamere degli scafisti»): «Chi entra senza documenti è un clandestino - ha tuonato Formentini - porta solo problemi, di sicurezza e convivenza». «Purtroppo i sindaci non hanno abbastanza potere – ha aggiunto ancora Bordonali – e tutti gli accordi di cui si sente parlare non sono altro che aria fritta. Nemmeno le Regioni sono coinvolte: dei 5000 arrivi previsti in Lombardia se n’è discusso solo a Roma, e la loro ripartizione sarà decisa dalle prefetture, senza che il territorio sappia nulla». E quelli che già ci sono? «Chi non ne ha diritto, se ne deve andare – ha concluso Malinverno – ma chi rimane non può vivere senza dignità».A.GAT.

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