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09.02.2019

Teatro comunale, si alza il sipario sul restauro

Il teatro comunale di Salò: per il restauro completo servono 8 milioni
Il teatro comunale di Salò: per il restauro completo servono 8 milioni

Dopo il via libera all’ampliamento della Tassoni, il consiglio comunale di Salò ha autorizzato la Tavina a realizzare il primo lotto di lavori di restauro del teatro per un importo di 1,483 milioni. «VERRANNO predisposte opere impiantistiche, alcuni consolidamenti, riviste le aperture interne, realizzati locali interrati (e anche esterni), sopralzato il fabbricato adiacente (l’ex magazzino), e messa in sicurezza la struttura, in modo da renderla fruibile soprattutto per scopi didattici - ha spiegato l’architetto Anna Gatti, responsabile dell’ufficio tecnico - Adesso bisognerà ottenere il sì della Soprintendenza, con la quale abbiamo già avuto numerosi incontri. Successivamente la giunta approverà il progetto esecutivo di questa prima parte dei lavori». «Cominciamo a utilizzare gli oneri di urbanizzazione che la Tavina deve pagare per la costruzione del nuovo stabilimento a Cunettone. I lavori partiranno entro la fine del 2019 - ha aggiunto il sindaco Giampiero Cipani - La Soprintendenza ha valutato in modo attento l’operazione, e si è complimentata, dandoci indicazioni per accedere a ulteriori finanziamenti del Mibac, il Ministero dei beni culturali». L’investimento complessivo sarà di quasi 8 milioni di euro, per 570 posti. «Dopo l’apertura del Musa e la trasformazione dell’ex palazzo di giustizia nella più bella biblioteca dell’intera provincia - ha proseguito - recupereremo uno dei pezzi più importanti della nostra storia, depauperata e scarnificata negli anni Sessanta. Un modo per valorizzare ulteriormente Salò». Molto critico l’esponente di minoranza Stefano Zane, capogruppo di area Pd. Ha sostenuto che le risorse utilizzate andranno a drenare i fondi delle casse municipali per molti anni, e criticato la mancanza di una seria e corretta valutazione delle necessità: investimento effettivo, costi di gestione, offerta degli spettacoli, veri bisogni dei residenti, tipo e quantità di utenza. «La questione vera non è teatro sì o teatro no - ha detto Zane - ma piuttosto come farlo, come pagarlo, e gestirlo. Non vorremmo scoprire che la comunità sta comprando una Ferrari senza sapere né come pagare la benzina, né come pagare le rate successive all’acconto». A GIUDIZIO del sindaco, invece, «esistono forme di gestione che non obbligheranno a sostenere costi rilevanti. Non sarà un business, ma il ritorno sarà tale da giustificare l’operazione. Il MuSa, ad esempio, dal 2016 ha richiamato 101mila visitatori. Vero, ci costa 200 milioni di euro all’anno, per spese di riscaldamento, manutenzione e altro. Secondo alcuni doveva essere un fallimento, invece non è stato una pietra tombale per i nostri bilanci. E Salò si è valorizzata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca
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