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18.11.2017

L’avicoltura della Bassa
rischia un blocco totale

Le misure anti-contagio resteranno in vigore almeno fino al 16 dicembre
Le misure anti-contagio resteranno in vigore almeno fino al 16 dicembre

Quanto arriverà a Brescia del «tesoretto» finanziato dal Governo è presto per dirlo. Per ora si conosce l’importo dei danni diretti provocati dall’aviaria che in provincia superano gli 8 milioni. Secondo la stima di Ats Brescia, l’indennizzo agli allevatori per l’abbattimento dei capi colpiti dai focolai si aggira intorno ai 3 milioni e mezzo. Serviranno altri 3 milioni per risarcire le aziende avicole dove sono stati abbattuti i volatili per depopolamento. Le operazioni di soppressione, smaltimento delle carcasse e profilassi costano 2,5 milioni.

TUTTA DA DEFINIRE invece la partita finanziaria sui risarcimenti dei fermi sanitari legati al divieto di immettere nuovi capi nelle zone di sorveglianza. Secondo i calcoli delle associazioni di categoria, i danni nella Bassa sfiorano i 5 milioni. Una cifra in continua evoluzione al rialzo. Attorno ai focolai sono stati avviati due livelli di monitoraggio: nel raggio di 3 chilometri è in vigore la cosiddetta zona di restrizione che, oltre al blocco della movimentazione di tutti i volatili di allevamento, stabilisce una serie di controlli sierologici intensivi. Nel perimetro di 10 chilometri, zona di sorveglianza, vengono disposti controlli veterinari sulla fauna selvatica e in tutti gli allevamenti avicoli. Da Alfianello a Pavone, passando per San Gervasio e Remedello, le concentriche zone di sorveglianza si stanno sovrapponendo e la Bassa meridionale rischia il blocco dell’attività zootecnica. Se invece non ci saranno nuovi focolai la situazione tornerà gradualmente alla normalità entro il 16 dicembre, data in cui è fissata la scadenza dell’ultima delle misure di profilassi attualmente in vigore.C.REB.

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