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15.03.2019

Ma la protesta non si raffredda «Pronti a opporci in ogni modo»

Gli amministratori  che hanno partecipato al vertice sulla rete di depuratori convocato in Provincia
Gli amministratori che hanno partecipato al vertice sulla rete di depuratori convocato in Provincia

Il barometro dell’umore degli amministratori dopo il veritice in Broletto è variabile, tendente al brutto. C’è chi si definisce «deluso e amareggiato», chi parla addirittura di «un incontro inutile», chi ancora spera si possa raggiungere una mediazione: facce e pensieri tutt’altro che allegri tra i sindaci dell’asta del Chiese. Il primo a parlare è Davide Comaglio, sindaco di Muscoline e capofila del «fronte» dei sindaci che da ottobre sono contrari alle ipotesi di Ato e Acque Bresciane: «Ci siamo sentiti più uditori che interlocutori – ammette – perché non sono state analizzate altre localizzazioni, né l’ipotesi di separare la depurazione dallo scarico. Vero, ci hanno detto che i tubi non attraverseranno boschi e colline, e che ci saranno delle compensazioni ambientali: ma questo non cambia il mio giudizio, che è lo stesso da mesi, ovvero che siamo di fronte a una decisione politica calata dall’alto, senza che siano mai stati coinvolti gli enti locali. La verità è questa: la scelta è già stata fatta, il progetto sembra già a buon punto, nessuna delle criticità che abbiamo descritto è stata presa in considerazione. C’è tanta amarezza perché nessuno di noi sembra contare qualcosa. Ma ci rivolgeremo alla Regione, con l’auspicio che si possa ancora incidere sul progetto». È ANCORA PIÙ DURO il sindaco di Prevalle, Amilcare Ziglioli, che nel corso dell’ultima manifestazione di Gavardo aveva pure chiesto le dimissioni del presidente della Provincia Samuele Alghisi. «Un incontro inutile – attacca Ziglioli – perché ci è stato detto quello che già sapevamo. Nessuno è stato capace di spiegarci perché il depuratore si debba fare a Gavardo e non si possa fare sul lago. E non sappiamo nemmeno quanto costerà la gestione del nuovo impianto, quanto costerà pompare i reflui fino a Gavardo: forse non ce lo dicono perché sono soldi che pagheranno tutti i bresciani in bolletta. Ci hanno promesso delle compensazioni, ma che non interessano a nessuno: quello che ci interessa è che il Chiese sia stato definito un fiume fragile dalla Regione, con un bacino limitato e un prelievo elevato, e il rischio di una siccità anche per quest’estate. Per non parlare dell’aspetto sanitario, con tutti i problemi che ci sono stati, quando è ormai dimostrato che siano stati determinati anche dal Chiese». Ieri c’era anche Giovanmaria Flocchini, presidente della Comunità Montana di Valsabbia: «Possiamo anche accettare lo scarico nel fiume, ma insisteremo sulla necessità di trovare localizzazioni alternative per il depuratore. Il problema c’è e le criticità rimangono: l’obiettivo comune dev’essere trovare un luogo meno impattante, senza sacrificare altre aree agricole». A DISTANZA MONTA ANCHE La protesta dei comitati ambientalisti, che serrano le fila anche in vista della manifestazione di sabato 23 a Montichiari. «Cogliamo l’occasione – spiegano – per fare contento il presidente Samuele Alghisi, e proporremo di raccogliere le firme dei valsabbini e dei gardesani per fare il depuratore a Manerbio. Tanto, se gli esperti non vedevano problemi ad arrivare a Visano, si può tranquillamente arrivare anche a Manerbio. Che ne dice presidente? Non vuole essere solidale con i gardesani?». Tra i moderatamente soddisfatti per l’esito dell’incontro in Provincia, c’è il sindaco di Montichiari. «In cinque anni può cambiare il mondo - osserva Mario Fraccaro -: noi vogliamo utilizzare questo tempo per promuovere alternative migliori a quelle di un depuratore sul nostro territorio. Penso che lo spettro del collettore a Montichiari parrebbe essersi allontanato: sono cauto e uso il condizionale perché il rischio ritengo sia sempre alto ed è proprio adesso che la nostra attenzione deve essere massima. I benefit? L’ambiente e la salute dei cittadini non sono negoziabili». Ecco perché il sindaco sarà in prima fila nel corteo in programma sabato 23 marzo. «LA SCELTA DI COLLOCARE il primo lotto nord del depuratore a Gavardo continua a lasciarmi molto perplesso, ma i tecnici continuano a sventolare la minaccia di una rottura della condotta fognaria sommersa - conclude Mario Fraccaro -. Resto convinto che la soluzione più logica dal punto di vista ambientale e strutturale fosse quella di utilizzare il Mincio come punto di scarico». •

Alessandro Gatta
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