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20.02.2019

È qui la «capitale»
dei donatori
di organi

Un momento dell’assemblea dell’Aido, che ha coinvolto anche i ragazzi delle scuole del paese
Un momento dell’assemblea dell’Aido, che ha coinvolto anche i ragazzi delle scuole del paese

Con quasi 1800 donatori, 750 iscritti all’Aido e oltre mille che hanno dato il consenso con il rinnovo in Comune dei documenti di identità, Castegnato primeggia tra tutti i gruppi Aido ed i Comuni della provincia di Brescia: praticamente un terzo degli adulti del paese si può definire donatore di organi. Un record incredibile.

IL DATO è emerso nell’incontro pubblico sul tema «La donazione di organi: nuove frontiere per il dopo trapianto» che si è tenuto nella sala conferenze del Centro civico, organizzato dal gruppo Aido per la celebrazione dei quaranta anni di attività. Dopo gli interventi di saluto del presidente del gruppo Pietro Bariselli, del sindaco Gianluca Cominassi e della presidente provinciale Rosaria Prandini, sono state due le relazioni scientifiche che hanno affrontato il «prima» e il «dopo trapianto». La dottoressa Paola Terenghi, dirigente medico agli Spedali Civili di Brescia, coordinatore locale del prelievo di organi e tessuti a scopo di trapianto, era accompagnata dalla sua collaboratrice Carla Bettoni, da pochi giorni nominata coordinatrice lombarda del personale infermieristico addetto al prelievo. «Nel 2018 - ha detto la dottoressa Terenghi dopo aver spiegato il funzionamento dei centri di trapianto - a Brescia ci sono stati ben 47 donatori segnalati, quasi il doppio della media nazionale che è di 22 ogni milione di abitanti. Inoltre, il tasso di opposizione al trapianto, a Brescia è stato del 17 percento contro una media italiana del 30». Federica Meloni, professore associato alla Facoltà di Medicina di Pavia, ha per prima cosa dedicato un ricordo a Giuseppe di Perna, il presidente dell’Aido di Castegnato, trapiantato di polmoni e curato proprio a Pavia, scomparso il 30 settembre 2017. Quindi ha illustrato il delicato e impegnativo lavoro di ricerca con il progetto «studio delle cellule mesenchimali nel rigetto cronico polmonare per la identificazione di nuove strategie terapeutiche», per contrastare il rigetto cronico dopo il trapianto. Nel corso del dibattito, nel quale è intervenuto Lino Lovo, uno dei fondatori dell’Aido e per lungo tempio dirigente nazionale e presidente provinciale, ha portato la propria testimonianza la giovane Nicla Bonardi, colpita da fibrosi cistica e da dieci anni trapiantata di polmoni. Storie vere, testimonianze sulla realtà della donazione.

UN ADULTO su tre donatore di organi, per Castegnato, è una bellissima tappa verso un traguardo ancora più grand. Ma il gruppo Aido, che è intitolato a Luigi Stabile, il primo donatore di organi del paese, primeggia anche nelle molteplici iniziative organizzate per sensibilizzare alla cultura della donazione in stretto rapporto di collaborazione con la scuola. Sono stati proprio i ragazzi dell’Istituto comprensivo, con la professoressa Barbara Gigola che il mattino, nell’aula magna, hanno accolto i due medici Federica Meloni e Paola Terenghi, con i responsabili dell’Aido. I ragazzi hanno illustrato le molte attività di approfondimento sulle tematiche della donazione di organi ed anche di raccolta fondi con la costruzione e vendita di calendari, oggetti e lavoretti vari, per contribuire all’attività di ricerca della professoressa Federica Meloni. In aggiunta ai quasi quattromila euro già consegnati negli anni passati, gli scolari castegnatesi hanno formalmente assunto l’impegno di continuare anche nel 2019 il loro impegno per la ricerca.

Giuseppe Orizio
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